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Serie A

Milan, limiti individuali e di gioco: oltre 15 attaccanti hanno fallito

20.11.2019 07:45 di Antonio Vitiello  Twitter:    articolo letto 3867 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il problema dell’attaccante dura da quasi 8 anni in casa Milan, ed è stato spesso classificato in maniera semplicistica con la classica espressione “maledizione della maglia numero 9”. Ma cosa si cela dietro queste difficoltà della punta a segnare? Un problema che si estende non solo al numero 9 ma a tutti i giocatori offensivi d’area di rigore. Due i fattori principali. In primis ci sono stati limiti individuali di giocatori che hanno avvertito troppo il peso della maglia e non erano all’altezza del blasone rossonero. Elementi che in altri contesti hanno segnato e fatto bene, poi al Milan hanno fallito. Dunque appurato che ci sono degli evidenti demeriti del singolo, va notato inoltre che la problematica principale è da ricercare nel gioco collettivo. Da quando il Milan non è stato più competitivo per lo scudetto, dunque da quando è calata tutta la qualità della rosa e del gioco stesso dei rossoneri, gli attaccanti fanno enorme fatica a segnare.

Dall’annata 2011-22, dove Zlatan Ibrahimovic mise a segno la bellezza di 28 reti, gli attaccanti rossoneri che hanno preso il suo posto negli anni successivi hanno fallito quasi tutti. Anche uno come Piatek, che nella stagione precedente aveva segnato 22 reti in campionato, ora viaggia ad una media nettamente inferiore e sembra essere involuto.

L’elenco degli attaccanti che hanno avuto problemi al Milan è lunghissimo, si parla di oltre 15 giocatori (non solo i numeri 9) che hanno lasciato poco il segno nella loro parentesi milanista dal dopo Ibra in poi. In ordine sparso si possono annoverare Destro, Torres, Bacca, Kalinic, Higuain, Cutrone, Lapadula, Piatek, Niang, Luiz Adriano, Balotelli, Pazzini, Matri, Bojan Krkic, Maxi Lopez, Menez, Leao, Andrè Silva. Di questi bisogna segnalare i 15 gol di Pazzini nel 2012-13, i 14 gol di SuperMario nell’anno 2013-14 e i 18 gol di Bacca nel 2015-16, oltre ai 10 di Cutrone nel 2017-18. Per il resto i numeri sono sconcertanti, e si passa dai 2 di Andrè Silva ai 4 di Luiz Adriano, al solo gol segnato da Torres, ai 3 di Niang o all’unica rete di Matri nel 2013-14.

Tanti attaccanti legati dallo stesso destino, un gioco che non ha mai premiato le punte perché caratterizzato da una squadra che propone poche palle gol in area di rigore. Fin quando i rossoneri non alzeranno il livello qualitativo generale, anche del centrocampo e di chi deve suggerire le punte, il problema attaccante esisterà sempre.


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