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Serie A

Roma-Pallotta, dal 26 maggio ai fucking idiots: storia di una rottura

20.11.2019 14:30 di Pietro Lazzerini  Twitter:    articolo letto 5395 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

James Pallotta e la Roma. Un rapporto quello tra il presidente dei giallorossi e i tifosi che non è mai decollato del tutto e che, soprattutto con la parte più calda del tifo, quella che occupa la Curva Sud dello stadio Olimpico, è addirittura arrivato allo scontro frontale.

GLI ALBORI - Pallotta entra ufficialmente nei quadri dirigenziali della Roma il 27 ottobre del 2011, quando prende posto nel consiglio d'amministrazione, in attesa di diventare presidente del club al posto di Thomas Di Benedetto il 27 agosto del 2012. I primi due anni all'interno del club romanista sono il tempo della "luna di miele" tra le parti e sostanzialmente il rapporto non viene scalfito né dai risultati né dal calciomercato.

LA PRIMA FRATTURA - Il primo colpo al cuore del rapporto arriva il 26 maggio del 2013, quando cioè la Roma viene sconfitta in finale di Coppa Italia dalla Lazio. Per i romanisti una sconfitta "epocale", per il presidente un ko come un altro che addirittura, in seguito, prese ad esempio come "fortuna" per i cambiamenti arrivati nei mesi successivi.

FUCKING IDIOTS ASSHOLE - Nell'aprile del 2015 però arriva la rottura definitiva, quella che porterà successivamente la Curva Sud a intonare canti contro il presidente addirittura anche in occasione della successiva clamorosa finale di Champions contro il Liverpool. Gli ultras della Roma, in occasione della sfida contro il Napoli in campionato, espongono uno striscione dove accusano la madre di Ciro Esposito, ultras napoletano ucciso a margine della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli da Daniele De Santis, riconosciuto da tutti come tifoso della Roma, di aver lucrato sulla morte del figlio con la pubblicazione di un libro sulla vicenda. Per questo, il giudice sportivo decise di chiudere la Curva Sud e il Pallotta prese una netta posizione dichiarando che la "colpa" di questo episodio è di "pochi fottuti stronzi e idioti". Una dichiarazione che viene presa malissimo dagli ambienti caldi del tifo romanista, che decidono di dichiarare guerra al tycoon italo-americano.

LE BARRIERE E LE TELECAMERE - Successivamente il rapporto continuò a peggiorare anche a causa della collaborazione di Pallotta con le forze dell'ordine e per l'acquisto da parte del club di telecamere ad alta definizione per trovare più facilmente i responsabili di episodi negativi all'interno della curva. Anche le barriere inserite all'interno del settore, in realtà non volute in prima persona da Pallotta, ma comunque installate all'Olimpico e la proposta di utilizzare lo scanner facciale per evitare problemi e "schedare" i tifosi in curva.

524 GIORNI LONTANO DA ROMA - Tutto questo ha contribuito ad allontanare lo stesso Pallotta dalla sua squadra e dall'Italia e il presidente è addirittura dal 14 giugno del 2018 che non si palesa nella capitale: 524 giorni senza mettere piede a Roma. Una lontananza che spiega benissimo perché si parli con insistenza della possibilità che Friedkin, magari dopo l'acquisto di una quota di minoranza, presto possa diventare nuovo presidente con buona pace e tanti saluti da parte di Jim. Per il momento parlare di addio è quanto meno prematuro, ma intanto, è impossibile non riportare come Pallotta abbia un buon rapporto con la parte silenziosa del tifo e al contempo un rapporto pessimo con chi "guida" il tifo organizzato romanista.


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