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Colucci: "Vi racconto della scoperta Frabotta, andammo a Roma per il provino"

TMW RADIO - Colucci: "Vi racconto della scoperta Frabotta, andammo a Roma per il provino"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 09 ottobre 2020 19:23Serie A
di Dimitri Conti

L'allenatore Leonardo Colucci è intervenuto a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista inizia dal caso Trapani in Serie C: "Come calcio non facciamo una bella figura, sapevamo tutti delle problematiche del Trapani. Non so: forse hanno controllato male, ma è un peccato vedere una città che merita ben altro retrocedere, e tante altre società che meritavano di salire che non sono state invece ripescate. Un dispiacere, in primis per Trapani e il Trapani, non è bello".

La Reggiana invece sorride. Felice?
"A Reggio c'è una società organizzata e forte, con un allenatore bravo come Alvini. Hanno mantenuto l'ossatura passata, individuando innesti adatti e senza proclami hanno cominciato col piede giusto il campionato di Serie B. Sanno cosa vogliono, e chi dovrà affrontarle dovrà sudare sette camicie".

Che ricordo le viene in mente ripensando al campionato di venticinque anni fa con Ancelotti?
"Intanto l'aver vinto. Poi ricordo il mister, persona umile nonostante avesse giocato in grandi squadre e in Nazionale. Oltre a far giocare bene, era l'empatia che creava con i giocatori: questo è Carlo Ancelotti".

Frabotta ha debuttato con la Juventus: lei che lo scoprì nel Bologna Primavera, cosa ci dice?
"Non solo l'ho conosciuto ed allenato, ma andammo proprio io e il ds Corazza a provinare dei giocatori a Roma, e c'era lui. Individuammo questo ragazzo e lo segnalammo all'allora ds Corvino. Poi lo vide anche lui, e prendemmo Frabotta. Una soddisfazione vedere questo ragazzo che indossa una maglia gloriosa come quella della Juventus".

Alla sua età in Europa ci sono talenti che hanno già più minuti: è tempo di allinearsi al loro coraggio?
"In Italia di questi se ne contano sulle dita di una mano. Magari gli allenatori il coraggio lo avrebbero, ma è poca la pazienza di dirigenza e tifosi. Sotto questo punto di vista dobbiamo crescere, per esempio Mihajlovic fu lungimirante a far giocare Donnarumma a 16 anni, e anche oggi a Bologna non bada all'età. Non per questo però al primo errore bisogna accantonarli: oltre al coraggio serve anche pazienza".

Un altro che ha scoperto è Alex Ferrari.
"Un ragazzo eccezionale, è stato sfortunatissimo. Era entrato in pianta stabile dei titolari della Samp quando c'era Giampaolo: ha volontà e determinazione, sono convinto che saprà farsi valere. Sono sicuro che appena entrerà in condizione darà una grossa mano alla Sampdoria".

Si muove qualcosa per un suo ritorno in panchina?
"Sì, ho avuto contatti con alcune squadre ma per vari motivi non c'è stato l'accordo. Per ora mi sto aggiornando, seguendo un sacco di partite, e appena ho la possibilità vorrei rientrare".

C'è un tipo di progetto che la intriga?
"A me la filosofia che piace è quella della Roma di Fonseca, seppure questo sia bistrattato e criticato. Anche De Zerbi al Sassuolo e il calcio di Gasperini, oppure Juric e Giampaolo... Mi piace il calcio e soprattutto gli allenatori che danno una filosofia propositiva".

A proposito di Giampaolo, come lo vede al Torino?
"Intanto mi auguro che Marco possa far bene a Torino, dove negli ultimi anni però è cambiato il modo di fare calcio. La sua è un'idea forte, di fare un altro tipo di gioca, e servirà dargli tempo. Se la città glielo dà, possono togliersi delle soddisfazioni".

Si aspetta un altro miracolo dell'Hellas Verona?
"Bisogna fare i complimenti alla società: al presidente Setti, al ds D'Amico e al condottiero che è Ivan Juric. Il Verona si sta muovendo bene: ha dato via giocatori importanti ma ne hanno presi di nuovi, giovani e funzionali per l'idea di calcio di Juric. All'ultimo momento è arrivato anche Kalinic, possono togliersi delle soddisfazioni anche perché so quanto sia calorosa la piazza. Spero che i tifosi possano tornare quanto prima, perché il calcio è loro".

Mancava uno come Locatelli all'Italia per tornare ad alti livelli?
"Locatelli è un giocatore importante, di quelli che hanno il terzo occhio. Vede prima, vede calcio: anche qui torno al discorso che dobbiamo dare più tempo a questi ragazzi. Merito suo, ma anche e soprattutto di De Zerbi e il suo staff, che lo hanno fatto rendere al massimo. Se devo fare una critica, la muovo al Milan: è lì che è nato... Certo, se Locatelli sbaglia a San Siro è una cosa, se le sbaglia a Sassuolo un'altra".


Leonardo Colucci ai microfoni di Francesco Benvenuti
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