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TMW RADIO - Sensibile: "Eriksen di alto valore. Hellas da studiare"
© foto di Federico Gaetano
martedì 11 febbraio 2020 18:56Serie A
di TMWRadio Redazione

tmwradioSensibile: "Eriksen di alto valore. Hellas da studiare"

Pasquale Sensibile, direttore sportivo della P&P Sport Management, agenzia di Federico Pastorello, è intervenuto in diretta a TMW Radio durante 'Stadio Aperto':

Lazaro è stato ceduto al Newcastle...
"L'Inter lo ha studiato prima di prenderlo, una delle sue peculiarità è la duttilità tattica. Il rendimento di Candreva e di D'Ambrosio sugli esterni potrebbe aver inciso sulle considerazioni e sulle decisioni di Conte. Il trasferimento in Inghilterra? Non credo ci sia un altro campionato come la Premier, in cui tutte le partite vengono giocate alla pari anche da squadre come il Newcastle, che non è un top club. Valentino può solo andare a migliorare, anche vista l'età".

L'Inter ha scelto di pagare subito la cifra chiesta dal Tottenham per prendere Eriksen...
"Gli uomini dell'Inter sono sempre molto presenti e vigili. E non mi riferisco soltanto ai due direttori, Marotta e Ausilio, perché dietro c'è anche tutta una rete di scout, collaboratori e osservatori. Hanno deciso di fare adesso l'investimento su Eriksen, il cui valore è fuori discussione, invece di aspettare giugno e correre il rischio di dover partecipare a una possibile asta dai valori sconosciuti". 

Orsolini è stato sottovalutato?
"Nel calcio le cose riuscite bene hanno sempre mille papà. Oggi è molto semplice parlare di lui, ma va dato merito alla Juventus, che l'ha preso in tempi non sospetti, e al Bologna, che ha trovato la modalità di prenderlo. Se vale 70 milioni? Non conosco i termini dell'accordo tra i due club, solo loro potranno dirimere la questione. Di sicuro sul campo sta mettendo tutti d'accordo Orsolini"

Il confronto con Chiesa?
"Forse Chiesa è capace di giocare in una posizione più centrale. Federico l'uno contro uno lo esprime più in velocità, mentre Orsolini più sulla destrezza tecnica. Li avrei volentieri come esterni in una mia ipotetica squadra". 

Keita Balde?
"In questi mesi ha dimostrato una serietà e una professionalità fuori dal comune. Con l'ex allenatore Jardim non ha trovato quasi mai spazio per un discorso tattico, perché il Monaco giocava con il trequartista e due attaccanti. Poi le vicende del club determinano le sorti dei singoli e quindi dopo il cambio di guida tecnica la squadra ha cominciato a giocare con il tridente davanti. Keita è stato rispolverato e ha ritrovato confidenza col campo. Ma non sarebbe riuscito a farsi trovare così pronto se non si fosse comportato da professionista quando non veniva visto. Secondo me ora è pronto per un grande salto".

Il segreto dell'Hellas è aver investito sulle idee e sull'osservazione dei giocatori?
"I risultati sono il contributo di tutti. Oggi il Verona è un modellino da esaltare e da studiare, ma non da cercare da imitare perché ogni club ha il proprio dna. Sono stati bravi, hanno avuto coraggio e hanno tenuto botta nei momenti difficili. Juric è uno dei migliori in assoluto per idee e praticità: lui allena ciò che ha a disposizione".

L'importanza di Acerbi nella Lazio?
"Non vorrei scivolare nella retorica, ma alcune esperienze di vita ti segnano e ti insegnano tanto. Non lo conosco di persona ma mi dicono sia sempre concentrato e pronto. Per il rendimento che ha sempre fornito con la Lazio credo sia sottovalutato. Siamo stati felici di accoglierlo nella nostra agenzia".

Amrabat è stato preso in prestito con diritto di riscatto a 3 milioni di euro: perché l'ha preso il Verona, che doveva salvarsi, e non a una squadra che aveva altri obiettivi?
"Lo conoscevo come giocatore, ma non pensavo avesse un approccio così immediato e dirompente nel campionato italiano. Sarei un bugiardo se dicessi il contrario. I grandi club quando prendono dei nuovi calciatori devono sempre tenere in considerazione fattori quali l'esperienza e la personalità. Magari se fosse andato subito all'Inter non avrebbe trovato la giusta continuità. Molte volte sono gli stessi giocatori a ragionare con lucidità e a non voler fare il passo più lungo della gamba, magari in estate è stato lo stesso Amrabat a scegliere Verona". 

La storia di Bessa?
"Aveva una grande voglia di riscatto e di rimettersi in mostra. L'ha fatto con grande disponibilità, un club in Brasile lo ha voluto fortemente e l'ha cercato. I nostri collaboratori lì hanno lavorato benissimo. Bessa ora avrà la possibilità di riprendersi quello che merita, aveva bisogno di ritrovare autostima e fiducia. Ha ancora tempo per tornare su alti livelli".

Barba è tornato in Italia...
"Nella sua storia tante volte abbiamo fatto degli step, pensando ogni volta che ogni passo sarebbe potuto essere l'anticamera di quello decisivo. Credo che la scelta fatta a gennaio sia solo apparentemente un passo indietro. In Spagna non è andata come tutti speravamo, ma essere andati a Benevento potrà dargli soddisfazioni. Va dato merito al presidente Vigorito e al direttore Foggia di aver lavorato con grande senso della pianificazione. Hanno costruito un discreto vantaggio e non stanno mollando, ma intanto hanno cominciato già a prendere degli elementi che potrebbero essere utili per il prossimo campionato". 

Esistono giocatori da campionato sudamericano e altri da campionato europeo?
"Siamo esseri umani e dietro ogni calciatore c'è una storia e una capacità di adattamento. Alcuni sono curiosi di vedere altri paesi e altri meno, ognuno reagisce in maniera individuale. Non dobbiamo mai dimenticarci che ogni club è fatto di persone e di rapporti umani". 

Tornerebbe a Palermo da direttore sportivo?
"A Palermo ho lavorato con Sabatini e Massara, ci sono stato un anno prima di andare a Novara. L'estate scorsa ho scelto di cambiare prospettiva e cominciare a lavorare per l'agenzia di Pastorello. Adesso la vita del direttore sportivo non mi manca". 


Pasquale Sensibile, ds dell’agenzia P&P Sport Management, su Lazaro, Eriksen, Orsolini, Keita, Acerbi e il mercato estivo del Verona. In studio Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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