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LIVE TMW - Marcolini: "Ripartire da zero forti dello spirito Chievo"

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05.07.2019 12:54 di Luca Bargellini  Twitter:    articolo letto 7267 volte
© foto di Luca Bargellini

Prende il via la presentazione ufficiale di Michele Marcolini come nuovo tecnico del Chievo Verona. Con la sua nomina, arrivata subito dopo la conferma dell'iscrizione del club veneto al prossimo campionato di Serie B, ha ufficialmente preso il via la nuova stagione dei gialloblù. Queste le parole dei protagonisti:

LUCA CAMPEDELLI
"Questo è l'anno zero, quello che ci riporterà alla radici dopo l'anno più tribolato della nostra storia. Con la mia famiglia abbiamo deciso di riparte dal nostro spirito, impersonato da Sergio Pellissier che sarà il responsabile dell'area tecnica del Chievo. Mi auguro che lui possa riportare il Chievo dove merita, assieme a Michele Marcolini che sarà l'allenatore che ringrazio di aver accettato la nostra proposta. Ringrazio anche chi ha collaborato con il Chievo nell'ultimo periodo come Michele Sebastiani, Giorgio De Giorgis, tutti i dipendenti che hanno sofferto con noi e sono stati fondamentali per la rinascita di questa società. Senza queste persone il Chievo non sarebbe qui oggi. Il Chievo non è Luca Campedelli, ma è tutte le persone che danno il massimo quotidianamente per il bene della società".
Marcolini una scommessa? "E' una scelta per costruire qualcosa per il futuro. E' un punto di partenza per un nuovo percorso che ci auguriamo possa essere il più lungo possibile".
Cosa significa lo spirito Chievo? "Che si può vincere o perdere, ma sempre facendo onore a chi prima di noi ha vestito questa maglia. Ci siamo imborghesiti troppo, io per primo. Non possiamo più permettercelo per il bene del Chievo. Non eravamo più la società che eravamo. Lo scorso anno non ne abbiamo avuta".
Se ho pensato di fare un passo indietro? "A dire il vero lo penso sempre, ma dietro di me non c'è mai nessuno... (ride, ndr). Detto questo non è una domanda rilevante perché non c'è nessuno all'altezza di sostituirmi all'interno della società".
Quanto hanno dato fastidio le voci sulla scarsa solidità del Chievo? "Non danno fastidio, ma fanno male. Soprattutto a quelle persone che lavorano per questo club. In questo periodo ho smesso di seguire i media perché sono stufo e non ho neanche seguito le vicende di altre società. Di ciò che scrive la stampa non mi interessa niente".
Obiettivi di classifica? "Dobbiamo partire dal presupposto di partire dalla salvezza. E' quello l'obiettivo primario perché dobbiamo tutti fare un bagno di umiltà. Da lì in avanti solo il cielo è il limite"

SERGIO PELLISSIER
"Vogliamo dare tutto per il Chievo assieme a Michele Marcolini che abbiamo scelto per i risultati ottenuti da lui negli ultimi anni e perché conosce cosa vuol dire far parte del Chievo. Lui ha sempre dato tutto da calciatore e ha amato questo club. E sono che lo amerà ancora a lungo. E' importante per noi il senso d'appartenenza, chi lo ha deve stare con noi. Entrambi teniamo particolarmente a questa società e al presidente. Tutto quello che faremo sarà fatto per il bene del Chievo e non di noi stessi. Michele è carico e darà tutto".
Che tipo di gruppo vogliamo costruire? "Andremo in ritiro in tanti e la problematica sarà gestire tutti quegli elementi che potrebbero andare via a breve. Non abbiamo alcun tipo di preclusione: tutti sono utili, nessuno indispensabile. Chi sceglie di rimanere deve essere consapevole che dovrà venirci incontro perché non possiamo sostenere i costi di un club di Serie A in cadetteria. Chi lo capirà dimostrerà che crede nel Chievo e potrà davvero darci una mano".
Da quanti giocatori mi aspetto un sacrificio per il rilancio del Chievo? "Per poter portare nuovi giocatori a Marcolini servirà sfoltire la rosa e il ritiro sarà fondamentale per capire. Molti dovranno fare una scelta, noi non chiudiamo la porta a nessuno perché non è retrocesso il Chievo come società ma ogni elemento che ha preso parte alla passata stagione. Come accaduto qui nel 2006 che poi ha portato al ritorno in Serie A nel 2007. Per questo mi aspetto che tanti capiscano questa situazione. Vogliamo solo giocatori che credono nel Chievo"
Vignato? "E' a scadenza. Dipende da tanti fattori. Se vorrà rimanere accettando il rinnovo, per lottare e crescere oppure andare in Serie A".

MICHELE MARCOLINI
"Qui mi sono affermato e il club mi ha voluto bene come una famiglia. Quando sono stato contattato il Chievo è passato in cima alla lista delle mie preferenze. Non vedo l'ora d'iniziare".
Gli obiettivi? "Questo è un punto di partenza e di arrivo. Il Chievo rappresenta una famiglia e non solo un club di Serie B. Il Chievo per me è anche un obiettivo come allenatore a livello professionale. Ho dato tutto da calciatore e lo farò anche da tecnico. Il mio intento è quello di dare un'identità a questa squadra, quali sono i valori di questa società. Arriviamo da un anno difficile, con la retrocessione che brucia sempre tanto. La cosa più importante è l'umiltà che deve essere al primo posto, vivendo la professione con entusiasmo. Essere al Chievo è un onore e un piacere".
Altre possibilità oltre al Chievo? "Ce ne sono state, più o meno concrete, ma il Chievo ha subito avuto la mia priorità. Tornare qua era il mio obiettivo e ho aspettato per riuscirci".
Se sento il peso delle responsabilità? "Ci sono sempre le responsabilità e le sento ancora di più perché sono qui e voglio fare bene più che mai. Questo tipo di responsabilità sono però anche una spinta a dare il massimo per questa società. Non vivrò le responsabilità in maniera negativa, essere qui è un grande orgoglio".
Che Chievo sarà? "Mi piace capire che giocatori ho a disposizione, creare un gruppo con rapporti veri e tatticamente senza estremizzazione dei concetti di gioco. Servirà una mentalità ben chiara. Questa dovrà essere una squadra che deve vivere l'ambiente, la mentalità che l'ha sempre contraddistinta ovvero quella che vedeva questo club spacciato ogni anno ma che alla fine grazie al lavoro, alla passione e al rapporto fra società, squadra e ambiente riusciva nell'impresa. Siamo una retrocessa che dovrà cancellare le negatività dello scorso anno, calandoci al meglio in un campionato molto diverso come quello di Serie B. Abbiamo giocatori molto forti già in Serie A, ma molto dipende da come si affrontano le difficoltà. Sarà fondamentale la mentalità della categoria, una categoria più sporca. Dovremo accettare questo calcio e questa mentalità diversa rispetto a quella della massima serie".
Il mio Chievo come ero io da giocatore? "E' normale. Ordine ma anche un pizzico di follia che serve sempre. L'imprevedibilità da quel pizzico di sale che serve per ottenere risultati importanti. Non so se quello che ero da giocatore mi rappresenta adesso. Sicuramente il mio modo di fare l'allenatore mi rappresenta come persona".
Le esperienze ad Alessandria e AlbinoLeffe? "Gli ultimi due anni sono stati particolari. Dopo l'avventura a Santarcangelo dove abbiamo mancato i playoff per una penalizzazione sono rimasto fermo per la prima volta. E' stata una situazione nuova. Poi è arrivata l'Alessandria con 30 risultati utili consecutivi e la vittoria della Coppa Italia di Lega Pro. Era una squadra di categoria superiore, con elementi di qualità. Successivamente mi era capitata l'occasione della Serie B ad Avellino ma che è svanita in un attimo. Sono ripartito da un club serio come l'AlbinoLeffe e anche lì dopo qualche difficoltà iniziale ci siamo tolti belle soddisfazione".
Elementi cardine del nuovo progetto? "Abbiamo tanti giocatori e in ritiro ci sarà modo di dimostrare il proprio valore per tutti. Dai giovani a tutti coloro che hanno già esperienza di alto profilo. Sono aperto a qualsiasi soluzione, non chiudo la porta a nessuno".
Lo staff? "Oltre al mio ci sarà il ritorno di Davide Mandelli come mio vice perché anche lui risponde alla caratteristiche di appartenenza all'idea Chievo che vuole la proprietà. Poi ci saranno Briano, Checcucci, Posenato sarà il preparatore atletico e l'allenatore dei portieri sarà Squizzi che anche lui sa bene cosa vuol dire lavorare qui".
Obiettivo di classifica? "L'obiettivo è quello di ottenere un gruppo forte, in grado di capire che solo attraverso il sacrificio e la lotta si raggiungono risultati. Una squadra come il Chievo non può fare un campionato da protagonista, ma siamo consapevoli che qualche difficoltà ci potrà essere visto che stiamo partendo con un nuovo progetto".
I miei predecessori? "E' un altro stimolo per me perché tanti allenatori da qui hanno avuto modo di approdare in altre grandi realtà. Ho lavorato con molti di loro e ho cercato sempre di prendere il meglio e il peggio di ognuno di loro in modo tale da costruirti la tua mentalità. Ho avuto allenatori più bravi tatticamente e altri più bravi nell'aspetto caratteriale. La parola chiave è sempre equilibrio perché è ciò che fa la differenza".
La rosa ampia? "Iniziare un ritiro con una rosa definita nel calcio di oggi è utopia. Ci sono tante situazioni in via di evoluzione costante. Gestirò tutto al meglio delle mie capacità, cercando di capire chi mi potrà dare maggiori certezze per il futuro. Poi con la società cercheremo di capire quali saranno i profili migliori".


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