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La Giovane Italia
Serie C

L'editoriale sulla C - Stop liste? Una scelta per ridare valore alla C

17.04.2019 12:04 di Tommaso Maschio   articolo letto 6411 volte
© foto di Federico Gaetano

Da più parti e in più occasioni alla Lega Pro era arrivata la richiesta di rivedere il regolamento in merito di over e under visto che in questi anni si erano venute a creare delle storture nel sistema che espelleva dal mondo del calcio professionistico quei giocatori non più così tanto giovani da rientrare nella categoria protetta degli Under e che non erano riusciti a spiccare il volo (vuoi per un infortunio, per una maturazione più lenta o altro) conquistandosi un posto nelle liste Over o nelle categorie superiori. Una massa di giovani calciatori che si andavano a perdere nelle serie minori con possibilità vicine allo zero – salvo casi particolari – di rientrare un giorno fra i professionisti. L’altra stortura era quella di tantissimi giovani che giocavano non per merito, ma solamente perché rappresentavano una fonte di sicuro guadagno – grazie ai premi di valorizzazione – per quelle squadre che si accontentavano di navigare in acque tranquille e far quadrare i bilanci senza investire troppo sul proprio settore giovanile.

Dal prossimo anno, se verrà approvata la riforma annunciata dal presidente Ghirelli, questa situazione finirà e si aprirà una nuova era per la terza serie calcistica italiana. Niente più limitazioni d’età nella lista da presentare all’inizio del campionato, ma una stretta agli arrivi dalle serie superiori con solo sei calciatori tesserabili (anche se ai fini del calcolo del minutaggio si conteranno solo le prestazioni sportive di 4 calciatori per gara) dalle due serie superiori. Scrivo arrivi e non prestiti perché un passaggio del comunicato appare poco chiaro - “L’introduzione di una lista con un massimo complessivo di 6 calciatori per ogni club il cui tesseramento sia a titolo di cessione o trasferimento temporaneo da parte di società di A e B”. – e da una prima lettura sembrerebbe che non solo i prestiti, ma anche gli acquisti a titolo definitivo dalle serie superiori siano limitati. Spiego meglio, un club di Serie C potrebbe acquistare/prendere in prestito solo sei calciatori da A e B, mentre per i trasferimenti da Serie C a Serie C o dalle serie minori non ci sarebbero limitazioni di sorta. Un punto su cui fare chiarezza perché solamente sei movimenti dalle due categorie maggiori alla terza sembrano davvero pochi con le squadre che salgono dalla Serie D e hanno grandi ambizioni (Bari o Cesena per far l’esempio di due che sicuramente non si accontenteranno di vivacchiare) che potrebbero essere penalizzate. Se invece si trattasse solo di sei prestiti per club allora le cose sarebbero ben diverse con ogni club che potrebbe regolarsi a proprio piacimento evitando nel contempo che ci siano squadre che hanno metà organico non di proprietà.

L’intento è comunque lodevole perché in questo modo la Serie C tornerà a essere una vera e propria palestra per i giovani che valgono, che hanno qualità e che non dovranno giocarsi tutte le carte per restare nel sistema in un lasso brevissimo di tempo. Ci sarà, o almeno ce lo auguriamo, maggior selezione nei giovani da acquistare e far giocare e anche, come ammesso anche da Ghirelli, un maggior impegno da parte dei vari club nel valorizzare e investire sui propri settori giovanili in modo da non dover dipendere solo dai prestiti esterni. La Serie C è da sempre stata una fucina di talenti, dove i giovani crescevano accanto a calciatori esperti – in taluni casi anche vecchi volponi con tanti anni di Serie A sulle spalle – preparandosi a scalare le categorie senza la paura di essere considerati troppo vecchi ad appena 22 o 23 anni.


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