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La Giovane Italia
Serie C

Sabato torna la serie C: promossi e bocciati al giro di boa

18.01.2019 12:40 di Stefano Sica   articolo letto 5828 volte
© foto di Valeria Debbia

Due gironi su tre che, al giro di boa, hanno già un padrone. Avvincente, invece, il raggruppamento A, con almeno sette squadre che possono contendersi la vittoria del campionato. La serie C, anche in un quadro critico dal punto di vista gestionale e regolamentare, fornisce sempre nuovi spunti tecnici nell’emersione di giovani di belle speranze, con tanti club alle prese coi primi bilanci. Spesso positivi ma tante volte negativi. Di seguito i top team e le delusioni dei tre gironi alla vigilia della ripresa del campionato, che prevede due gare del gruppo A (Gozzano-Cuneo e Pisa-Siena) e l'intero gruppo B.

PROMOSSI

PORDENONE – Quello neroverde è un progetto a lungo termine che, al di là dell’ultimo anno affannoso contro ogni previsione, cresce e dà i frutti sperati. Già la scelta di Attilio Tesser rispondeva all’esigenza di alzare di nuovo l’asticella dopo l’era Tedino. Il Pordenone domina il girone B silenziando dirette concorrenti ritenute assai insidiose alla vigilia (Samb, FerapiSalò, Sudtirol, Triestina, Monza, Vicenza e Ternana). E lo fa con i gol dell’inamovibile Candellone (nella foto, capocannoniere senza rigori) e con la palma di miglior attacco (provando anche a mettere le mani su un altro bomber). E sforna pure qualche ragazzo da monitorare come la punta 2001 Pier Francesco Bertoli: il Napoli sarà una gustosa vetrina per lui.

FERMANA – Il segreto è la continuità tecnica, con la rinnovata fiducia nel trainer della promozione in C, Flavio Destro. Evidente il salto di qualità dei canarini rispetto alla scorsa stagione. Forse oltre le aspettative dello stesso club, che ora vuole muoversi con autorità sul mercato per accreditarsi come la vera alternativa al Pordenone. Impensabile dopo una finestra estiva che non aveva regalato grossi sussulti. Per ora è stato privilegiato il mercato in entrata, ma c'è da attendersi certamente qualche movimento in entrata.

JUVE STABIA - Dalla polvere alle stelle. I gialloblù in estate erano praticamente un guscio vuoto, persino a rischio iscrizione. Si sono rivelate profetiche le parole di Franco Manniello, per anni dominus delle Vespe prima di cedere il testimone a Felice Ciccone, pur restando nel club come socio di minoranza: "Il Fantacalcio lo abbiamo fatto fare agli altri. Noi abbiamo fatto qualche altra cosa molto più importante. E vogliamo ripetere il 19 giugno del 2011 (giorno della promozione in B dopo la vittoria con l'Atletico Roma, ndr)". Qualcuno lo aveva preso per pazzo, anche perché le favorite sembravano ben altre: Casertana, Catania e Catanzaro su tutte. E perché, per ragioni contingenti, la società si era mossa in ritardo pur assicurandosi qualche buon elemento. Anche qui, oltre ad una rinnovata stabilità societaria, implementata da un dirigente di lungo corso come Gianni Improta, ha funzionato la continuità tecnica, con le chiavi di comando affidate nuovamente a Fabio Caserta.

RENDE – I calabresi hanno rifiatato un po' nell’ultimo periodo, ma sono la vera sorpresa del girone meridionale. Merito di Ciccio Modesto, tecnico emergente ma già in rampa di lancio, e del suo 3-4-3 che sta facendo scuola per spettacolo e mentalità propositiva. Ed esalta l’audacia di un gruppo infarcito di tanti giovani interessanti (da tenere d'occhio il centrocampista ’98 Theophilus Awua, nigeriano) e di qualche ’94 terribile come Vivacqua e Viteritti. Il Rende respira aria di alta classifica già da settembre, ed è destinato a sognare ancora.

BOCCIATI

ALBINOLEFFE – Che siano stati commessi alcuni errori di programmazione lo ha ammesso lo stesso presidente Andreoletti. E' mancata una punta in grado di fare reparto da solo e ciò è testimoniato da un attacco sterile (migliore solo di quello del Fano) e dalla pareggite acuta da cui nemmeno un ottimo tecnico come Michele Marcolini è riuscito ad affrancarsi dal giorno del suo approdo in luogo di Alvini. L’ultimo posto in classifica è troppo doloroso per gli obiettivi iniziali del club. I primi movimenti di mercato comunque incoraggiano, con l'innesto di Cori e Riva.

RENATE - Ci si attendeva certamente una stagione nel segno della continuità dopo quella assai positiva dello scorso anno. I nerazzurri hanno pagato invece l'eccessivo stravolgimento della rosa nonostante l'innesto di calciatori anche di qualità. E neanche Diana, in definitiva, è riuscito a trovare la quadra giusta. Tuttavia la società non sta a guardare e sta già portando avanti una mini rivoluzione nell'organico (con alcuni over in procinto di finire ai margini, come anticipato dal Ds Oscar Magoni). Segno che gli stessi progetti estivi sono stati parzialmente bocciati.

CASERTANA – Tanti proclami, molte speranze di grandezza e poi il conto di una classifica choc che vede i falchetti a 20 punti dalla vetta e appena dentro la zona play-off. L’attuale situazione della Casertana non rende giustizia ad un mercato stellare che doveva proiettare i rossoblù nella lunga contesa per la vittoria. Anche le varie componenti non hanno remato in modo unitario, con i tifosi che hanno chiesto per un periodo prolungato la testa di Gaetano Fontana e del coordinatore dell'area tecnica Aniello Martone. Il primo è stato sacrificato, il secondo no. Ma questo balletto ha avvelenato l’ambiente troppo a lungo, pur nel quadro di una società (rappresentata dal presidente Giuseppe D’Agostino) che dà ampie garanzie di serietà e ambizioni. Anche se dovrà imparare da alcuni errori gestionali frutto della confusione generale.

MATERA – Si è rivelata un bluff clamoroso la cordata irpina che avrebbe dovuto rilanciare il calcio in città dopo l’addio dello storico patron Saverio Columella. Tra stipendi non pagati e scioperi permanenti dei giocatori (alcuni di primo piano saluteranno per accasarsi altrove), il Matera muore lentamente eclissandosi in ipotesi di trattative (rimaste per ora tali) per un ulteriore cambio di mano del club. Da vedere se e quando ci sarà il via libera per la nuova fideiussione emessa dalla società. Una bella opportunità per la Berretti del lungimirante Piergiuseppe Sapio, dirigente giovane ma con un'esperienza collaudata nella gestione dei vivai, ma un vero peccato per un tecnico abile come Edoardo Imbimbo che avrebbe meritato chiarezza e serietà, e non piccoli giochetti di sopravvivenza.


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