Avellino -Taranto, l'analisi del giorno dopo
Il campionato dei Lupi si è chiuso con l'ennesima sconfitta. Nelle ultime sette partite l'Avellino ha raccolto la miseria di soli due punti. E 'vero che la salvezza era stata ampiamente ottenuta, ma questo non può giustificare un finale di stagione da ultima della classe. Ancora ieri, contro una signora squadra, (per la verità la migliore sul campo, visto che senza penalizzazione la compagine jonica avrebbe vinto il campionato) l'Avellino ha giocato soltanto a sprazzi, senza verve agonistica. Ha giocato un primo tempo anche interessante: buone trame con un modulo tutto nuovo (il 3-5-2) forse anche piu' idoneo ad affrontare un'avversaria come il Taranto, che è molto robusta nella zona nevralgica del campo. Però, dopo essere passato in vantaggio con Zigoni a metà della prima frazione, la squadra di Bucaro si è fin troppo rilassata ed ha perso anche la spigliatezza iniziale. Nel secondo tempo, la squadra di Dionigi è salita in cattedra con quei due stantuffi là in mezzo, Sciaudone e Di Deo (guarda caso anche autori dei due gol tarantini), che hanno giganteggiato contro un Avellino che aveva rallentato vistosamente. Contrariamente a ciò che ha dichiarato Bucaro a fine gara (il tecnico siciliano riteneva piu' giusto il pari) noi pensiamo che il Taranto, specie nel secondo tempo, abbia legittimato la vittoria con diverse occasioni sciupate sotto porta da Girardi e compagni. L'Avellino dopo aver subito la rimonta degli Jonici ha collezionato soltanto un numero incredibile di calci d'angolo senza approdare a nulla.
In ogni caso va in archivio un campionato molto strano, segnato evidentemente dalle tante penalizzazioni che un pò hanno falsato la regolarità del torneo. Pensate che senza le molteplici decurtazioni di punti, non solo la squadra che ha ottenuto la promozione diretta sarebbe stata diversa (la serie cadetta sarebbe stata appannaggio proprio del Taranto), ma anche la lotta per evitare i play out sarebbe stata caratterizzata da protagoniste diverse; che probabilmente avrebbero creato qualche grattacapo in piu' anche all'Avellino. Che, per parte sua, è riuscito, pure agevolmente (anche grazie alle "disgrazie" altrui), a portare a casa il proprio obiettivo prefissato (la salvezza tranquilla), soprattutto in ragione di un buon girone di andata. Ma appare ovvio che non si possono mettere insieme nelle diciassette gare del ritorno appena 15 punti. Il bilancio dei Lupi è dunque in chiaroscuro, o se volete "double face".
Con il divorzio (consensuale) da Bucaro, la società avellinese farebbe bene ad annunciare (se può, visto che qualche allenatore richiesto dall'Avellino sarà impegnato con i play off) dovrà annunciare in tempi molto brevi il successore del tecnico siciliano. Anche perchè, dal momento che almeno quest'anno si potrà pogrammare con calma la nuova stagione, e soprattutto si potrà ricomporre la nuova rosa con la massima tranquillità, sarebbe bene che il nuovo condottiero partecipi direttamente, sin da subito, magari in pieno accordo con l'ottimo Enzo De Vito (a cui va assicurata immediatamente la riconferma), alla costruzione della squadra, che dovrà essere competitiva per un campionato da primissimi posti.


