Napoli, un passo e mezzo verso la qualificazione. Villas Boas non è Mou, i giochetti non funzionano..
Al San Paolo non si passa, soprattutto se si gioca la partita della vita. Tra le mura amiche il Napoli si esalta. Poi, se si registrano delle difficoltà, queste vengono superate con l'apporto di uno stadio e una città pronti a sostenere la squadra di Walter Mazzarri. Uno per tutti, tutti per uno.
Il gol di Mata aveva gettato nello sconforto sin dai primi minuti l'ambiente partenopeo. Gli azzurri non rispondevano ai comandi. Ma è bastato un guizzo di Lavezzi per risvegliare gli entusiasmi. Poi ad agevolare le cose ci ha pensato Edinson Cavani. A sancire il successo invece, è stato di nuovo il Pocho. In barba a chi pensava che non fosse decisivo nelle partite importanti.
Mezza qualificazione è già in tasca, ma Cavani e compagni, il Chelsea dovranno Matarlo a Stamford Bridge, uno degli stadi più calorosi d'Europa. Lì passare è complicato per tutti, ma solo a condizione che i Blues tornino ad essere il Chelsea che tutti conosciamo e non una certezza sgretolata tra i giochetti del suo allenatore, che ieri ha provato a depistare tutti con foglietto sul quale era indicata una formazione fasulla. Una mossa alla Mou, da uno che non è Mou. Abramovich per ingaggiarlo ha speso una fortuna. Non avrebbe problemi a cacciarlo, le disponibilità non gli mancano. Ma significherebbe suffragare il fallimento di un progetto partito male che oggi fatica a produrre i risultati sperati. Londra intanto rimpiange il vero Mourinho, quello che ha provato ad insegnare i trucchi del mestiere a colui che oggi siede sulla panchina dei Blues. Un allenatore normale. Non lo Special One. Ma quello si sa, è inimitabile.
Napoli sorride, Londra si fa avvolgere dalla mestizia sportiva. Aspettando il ritorno. Perché non è finita qui, statene certi.


