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ESCLUSIVA TJ - Marco Baroni: "Napoli-Juve, aspettiamoci spettacolo. Il problema dei giovani: in Italia non sanno aspettare"

autore
Gaetano Mocciaro
per Tuttojuve.com
mercoledì 2 novembre 2011, 20:00Le esclusive di TJ
autore Gaetano Mocciaro
02.11.2011 20:00Le esclusive di TJ
Federico De Luca
Federico De Luca

A Napoli lo ricordano ancora per la zuccata vincente alla Lazio, nell'ultima giornata del campionato 1989/90 che regalò il secondo titolo ai partenopei. Oggi allena la Primavera della Juventus che nella giornata ha incrociato propriò gli azzurri. Marco Baroni, in esclusiva per TuttoJuve.com racconta la sua avventura bianconera, proiettandosi anche nella sfida di domenica al San Paolo.

Il primo Napoli-Juve della settimana è andato ai partenopei: 3-2 in Coppa Italia Primavera

Non abbiamo fatto molto bene. Ho voluto fare un po’ di cambi, non voglio parlare di turnover che mi sembra esagerato, ma volevo dare la possibilità a chi giocava meno di farsi vedere. Abbiamo sbagliato molto e concesso altrettanto e credo sia servita questa gara a farci tornare con i piedi per terra, perché venivamo da un momento positivo e oggi sicuramente abbiamo lasciato qualcosa sul campo, specie sotto il profilo dell’attenzione. Peccato, perché essere stati per due volte in vantaggio abbiamo preso 2 gol che ci hanno penalizzato. Mi aspettavo di più da questa squadra ma non sono spaventato. Non mi ero illuso prima, c’era e c’è ancora oggi da lavorare. Adesso ci aspetta il ritorno a Vinovo e dobbiamo fare una gara importante per strappare la qualificazione”. 

Intanto è tornato a Napoli, dove ha lasciato grandi ricordi. Com’è stato l’impatto?

“Si ricordano ancora di me, grazie a quel gol che è valso lo scudetto nel 1990. Una cosa che mi ha permesso di lasciare una traccia. Per me è una grande soddisfazione perché quella era una squadra di giganti e io riuscii e ritagliarmi il mio spazio. Il passato però è passato, adesso guardiamo avanti e pensiamo alla Juve che è la squadra per la quale lavoro e dove mi hanno affidato un incarico di responsabilità”.

Domenica c’è il big match al San Paolo: si aspettava una Juve davanti tutti a questo punto della stagione? Che partita vedremo?

“Dietro questa Juventus che sta stupendo tutti c’è un grandissimo lavoro da parte di Antonio Conte e del suo staff. Questi risultati sono il frutto di come bene stiano operando. Riguardo alla sfida di domenica Napoli-Juve è storicamente una partita di cartello e promette spettacolo, sono sicuro che ci divertiremo e, anche se non voglio portare sfortuna, spero in un risultato positivo per la Juve”

C’è qualche ragazzo della sua Primavera che potrebbe fare il grande salto in Prima squadra?

“Non è una cosa che devo valutare io, ci sono dirigenti che osservano la crescita dei giocatori e valutano. Per quello che mi riguarda mi impegno  24 ore al giorno per dare un’opportunità ai ragazzi di ambire a questo. Riuscirci vuol dire aver fatto un grande lavoro, non solo mio ma anche dei miei collaboratori”.

Perché è così difficile per un giovane italiano emergere?

“Un aspetto è quello dei tantissimi stranieri che giocano in Serie A. E poi per il fatto che in Italia abbiamo una cultura sbagliata, puntiamo immediatamente al risultato, mentre sappiamo benissimo che i giovani sbagliano e vanno aspettati. È un discorso di mentalità generale che spero possa cambiare, ma non è facile. Certo, ripenso agli Under 21 di prima dove una volta giocavano tutti in Serie A mentre ora molti li vedi in Serie B, quindi c’è anche il problema del movimento italiano in difficoltà e su questo aspetto tutto il movimento, allenatori compresi, deve impegnarsi a ridare lustro alla scuola calcistica italiana”.

per Tuttojuve.com

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