LIVE TMW - Agnelli a tutto campo: "No a Ibra, budget importante per il mercato"
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Raimondo De Magistris
Raimondo De Magistris
lunedì 13 maggio 2013, 20:282013
autore Raimondo De Magistris
13.05.2013 20:282013
Daniele Buffa/Image Sport
Intervista conclusa.
20.27 - Qual è ora l'obiettivo della Juve? "E' vincere, vogliamo raggiungere ogni traguardo possibile. Crescere vicino alla Juve mi ha plasmato, i bianconeri hanno vinto prima di me e continueranno a farlo dopo di me".
20.27 - E' stato il primo scudetto della Juve senza Del Piero. "Sono riconoscente ad Alex. È un grande della storia bianconera, sarà sempre nei nostri cuori e mi auguro di rivederlo nella nostra famiglia, allo stadio e in altre circostanze. Siamo fieri che Del Piero sia una parte importante della storia juventina".
20.25 - Quale modello straniero è più applicabile in Italia? "Noi non dobbiamo imitare un modello piuttosto che un altro. Noi dobbiamo individuare il nostro modello di riferimento. C'è bisogno di una guida diretta e forte della Federazione. La Lega di Serie A deve fare da traino a tutto ciò".
20.24 - Pensa mai agli insegnamenti di suo padre anche per la gestione? "Una delle poche frasi che mi ha sempre detto è raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati. Bisogna darsi degli obiettivi e raggiungerli. Il suo è sempre stato un esempio rispettoso, silenzioso, ma anche vigoroso".
20.23 -Maglia della prossima stagione senza stelle? "C'è lo scudetto, è l'unica cosa che conta. Gli scudetti per noi sono 31, l'albo ufficiale ne dà ventinove: siamo la proprietà più longeva al mondo, gli Agnelli hanno vinto 30 scudetti in 90 anni con una media di un tricolore ogni tre stagioni".
20.22 - Qual è stato il momento più delicato della stagione? "La vittoria a Verona è stato un momento determinante per rivincere lo scudetto. Aver vinto il tricolore con tre turni di anticipo ci ha fatti essere sereni, abbiamo sempre tenuto alta la concentrazione. Fin quando non si vince non bisogna pensare a festeggiare, ho vissuto il 5 maggio 2002 ed è stata una giornata terribile".
20.22 - Anche secondo lei Vidal è stato il migliore giocatore della stagione? "Per me ha vinto il collettivo, questo è anche lo Scudetto di Padoin, Giaccherini, Matri e Quagliarella. Vincere una volta può essere un caso, ma ripetersi vuol dire che tutto ha funzionato".
20.18 - La Juventus in questo momento non è molto concorde con le decisioni del Palazzo. E' cambiato qualcosa? "Sicuramente, il 2006 ha lasciato il segno. C'è stata un'assemblea che ha dato un governo. Noi dobbiamo valutare l'aspetto del 2006 in un'ottica sportiva, ma anche di continua richiesta di parità di trattamento visto che negli anni successivi sono emersi nuovi aspetti. Noi siamo un'unica associazione che vive nelle sua collettività per riportare il calcio italiano in alto. Lo stesso discorso vale per la Federazione. Prende decisioni nell'interesse del calcio, non delle varie componenti. E' il momento di fare un passo indietro per riaffermare la posizione del calcio italiano in Europa".
20.17 - Cessioni eccellenti in estate come Vidal e Marchisio sono possibili?
"Sono scelte che vanno fatte dall'area tecnica, io partecipo alle decisioni ma bisogna valutare al meglio il nostro patrimonio con l'obiettivo di vincere ogni competizione. Vincere lo scudetto anche l'anno prossimo vorrebbe dire entrare nella storia, bisogna essere affamati e bon bisogna mai perdere la fame di vincere".
20.16 - E Higuain? "A disposizione dell'area sportiva mettiamo un budget di mercato sicuramente importante. Per me Marotta, Paratici e Nedved possono smontarlo e rimontarlo come vogliono, l'importante è che poi rientrino tutti in questa cifra".
20.15 - Ibrahimovic possibile per la Juventus. Lo vuole? "No".
20.13 - A quali rinforzi può ambire la Juve in estate? "Il calcio italiano è in difficoltà. Ho definito la Serie A come un campionato di transito, è una riflessione che si riferisce all'intero sistema. Un top player costa tanto; Llorente aveva una clausola rescissoria di 37 milioni e lo scorso anno sarebbe stato definito un grande colpo. Non dobbiamo spendere a tutti i costi, ma valutare con intelligenza gli acquisti. Non posso fare altro che elogiare il lavoro di Paratici, Marotta e Nedved. Stiamo investendo sul settore giovanile per fare bene in futuro".
20.12 - Modello Ferguson è applicabile in Italia? "Quando uno ha tutti gli elementi per andare avanti lo spera. Quando è arrivato l'auspicio era che lui lo diventasse, sarà solo il tempo a dire se sarà così".
20.12 - Riserve su Conte sono sciolte? "Da parte mie sono completamente sciolte. Per lui sono state due stagioni stressanti e credo avesse bisogno di una carezza e della conferma che il progetto vada avanti. Da parte mia ha avuto le giuste rassicurazioni".
20.07 - Quando ci sarà il prossimo incontro con Conte? "In realtà c'è stato la scorsa settimana. Conte è venuto a casa mia e abbiamo parlato un paio d'ore. Il mister ha trascorso due anni intensi, il primo anno si è concentrato interamente sulla Juve. La scorsa stagione non è stata semplice, Conte è finito nel mirino del calcioscommesse. Conosce le aspettative del mondo Juve, vincere è normale ma abbiamo discusso delle sue aspettative e delle sue esigenze per continuare l'avventura alla Juve. L'ho rinfrancato, l'ambizione mia e della Juve è quella di vincere. C'è stato un chiarimento sulle strategie di mercato; non è una questione di soldi, ma vuole i presupposti per vincere. Il nostro lavoro è finalizzato alla vittoria, mi preme sottolineare che i meriti e i risultati vanno divisi tra squadra, staff tecnico e dirigenza. Inoltre non è solo lo scudetto dei grandi calciatori, ma anche dei ragazzi meno impiegati. Abbiamo fatto sembrare normale fare quattro mesi senza allenatore, i senatori e lo staff tecnico hanno avuto il proprio ruolo. Vogliamo continuare a vincere in Italia e in Europa, l'anno prossimo abbiamo un appuntamento con la storia: vogliamo arrivare lontano in Champions e vincere il terzo scudetto consecutivo della storia bianconera. Ci vuole passione e dedizione per perseguire questi obiettivi".
20.05 - Ha scelto Conte personalmente: perché? "Nel '96 abbiamo vinto l'ultima Champions League e 7/11 arrivavano dalla gestione precedente. Quando noi siamo arrivati abbiamo trovato una parte sportiva che non era a livello della Juventus. Ci eravamo dati due anni per tornare a vincere. Che il primo anno si potessero avere degli intoppi era prevedibile. L'allenatore allora non ci soddisfò, ma chi inizia con noi la stagione la finisce. Antonio mi contattò, mi riempi la testa per tre ore del suo modo di vedere la Juventus. Mi convinse e insieme a Marotta e Paratici capimmo tutti insieme che era lui la persona giusta. Ha funzionato da acceleratore per i risultati che dopo abbiamo ottenuto.
20.04 - Dal 2010 a oggi ha cambiato la Juve, ma la Juve ha cambiato lei? "Certamente, mi ha dato una dimensione pubblica che prima non avevo. Inoltre, mi ha arricchito professionalmente. E' stata una crescita esponenziale. E' una squadra che ho vissuto da quando ero bambino e sapevo quali problematiche dovevo affrontare".
20.03 - La peculiarità della Juve rispetto agli altri club? "L'obiettivo è sempre stato quello di riportare la Juve alla vittoria. Per fare ciò la parte preponderante era riportare la mentalità vincente per continuare questo percorso".
20.03 - Andrea Agnelli tifoso viscerale in tribuna? "Da tre ore prima della gara non si discute degli aspetti societari, si parla soltanto a fine partita. Prima di essere presidente sono un tifoso, vivo la gara come se andassi in campo. Tant'è vero che prima del match non mangio come fanno i calciatori".
20.02 - Se si volta indietro cosa ricorda di questi due anni? "Penso a una sensazione di grandissimo orgoglio. Guardando al futuro, invece, penso al prossimo trionfo. La vittoria più bella è quella che deve ancora venire".
19.58 - Avrà inizio tra pochi minuti una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport del presidente della Juventus Andrea Agnelli. Dal futuro di Antonio Conte al secondo scudetto consecutivo passando per le strategie future. Tanti i temi che toccherà il numero uno bianconero.
A cura di Raimondo De Magistris e Marco Frattino.
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