La UEFA e l'esclusione della Lazio. Ci voleva Platini?
autore
Andrea Losapio
Andrea Losapio
mercoledì 3 giugno 2015, 07:452015
autore Andrea Losapio
03.06.2015 07:452015
Federico Gaetano
L'UEFA potrebbe escludere la Lazio dalla prossima Champions League. Una scelta che ora è ancora in cantiere, come la revisione del processo dopo le ultime rivelazioni del pentito Ilievski che coinvolgeva, a più piani, il capitano biancoceleste Stefano Mauri. Carcere e domiciliari, con l'ammissione di avere fatto qualche errore, e la pena decisamente moderata rispetto a quella concessa a tanti altri. In primis Cristiano Doni, certamente colpevole, ma che di fatto è stato eliminato dal mondo del calcio, al di là del contratto (oramai scaduto) con l'Atalanta, mai rescisso dalla società. Invece Mauri rischia di essere nuovamente inquisito dopo essere stato condannato a sei mesi per omessa denuncia: una decisione che assomigliava a un filtro taglia basso, a uno sconto di pena generalizzato, non solo per il capitolino, ma per tanti altri. Certo è che le nuove dichiarazioni potrebbero inguaiare un'altra volta non solo Mauri, ma anche la Lazio.
La domanda che sorgerebbe spontanea è: perché la UEFA si muove solamente dopo la qualificazione in Champions della Lazio? Certo, ci fosse una milanese si potrebbe sostenere una corsia preferenziale per una big. Invece la Fiorentina pesa infinitamente meno rispetto a una meneghina. Dunque l'ipotesi di una squalifica della Lazio è puramente una scelta di campo: colpire le società coinvolte, più o meno indirettamente, in una combine, per evitare le puntate illegali. Certo, fa sorridere il fatto che tanti sponsor siano legati agli operatori di scommesse. Ed è incredibile pensare che ci voglia la UEFA per regolamentare una squadra italiana mai colpita dalle penalizzazioni, nonostante sia stata coinvolta direttamente con il proprio capitano. I tarallucci e vino, in Italia, sono più che ammessi. In Europa non troppo, e non ci voleva Platini per capirlo.
Altre notizie
Oggi
Ieri
Ultime dai canali


