Nesti Channel - Juve su, Toro di nuovo giù
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Redazione TMW.
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Fonte: di Massimo de Marzi per carlonesti.it
lunedì 18 ottobre 2010, 06:422010
autore Redazione TMW.
18.10.2010 06:422010
Daniele Buffa/Image Sport
Sabato, a meno di 72 ore dal confortante successo in rimonta sul Vicenza, il Toro è stato frantumato dal Livorno, perdendo la quinta partita in appena dieci giornate. La Juve, invece, ha confermato il trend di crescita iniziato con i quattro gol rifilati al Cagliari e grazie al poker calato contro il Lecce ha dimostrato che i pareggi esterni conquistati contro Manchester City (in Europa League) e Inter erano mezze vittorie.
La rivoluzione estiva, insomma, ha prodotto benefici effetti, anche se lo scudetto appare obiettivo ancora lontano per una squadra che non ha grandissima qualità e manca di una prima punta di peso di valore assoluto. La difesa, dopo una stagione imbarazzante e un avvio di stagione ricco di amnesie, comincia a funzionare, con la coppia centrale Bonucci-Chiellini che sta acquistando sicurezza e personalità, anche se gli esterni Grygera e De Ceglie sono soluzioni che appaiono convincenti solo a metà. Ma in mezzo al campo c'è un Aquilani che dispensa classe e intelligenza ad ogni giocata, accanto all'ex romanista cè un Felipe Melo finalmente più tranquillo, che adesso riceve applausi e può persino permettersi il lusso di calciare un rigore col cucchiaio.
E se in avanti non ci sono un Ibrahimovic o un Eto'o, come possono permettersi le milanesi, a turno i vari Quagliarella, Amauri e Del Piero (178 reti in A come il mito Boniperti) timbrano il cartellino, anche perché a innescarli ci pensa il miglior acquisto bianconero delle ultime stagioni: ormai è chiaro a tutti che Milos Krasic è un fuoriclasse assoluto, un giocatore da prima fascia, un'ala vecchia maniera che sa saltare l'uomo e sformare assist per i compagni, dotato di una velocità abbagliante e di piedi raffinati. Il serbo è diverso da Nedved, ma è già importante che qualcuno lo paragoni al serbo non solo per la zazzera bionda, significa che il ragazzo ha numeri importanti. E ora servono conferme in Europa League e domenica prossima sul campo di un Bologna che al Dall'Ara è avversario ostico per tutti.
Quelle conferme che il Toro non ha saputo dare a Livorno. La squadra di Lerda difetta di continuità, dote fondamentale per emergere nella cadetteria. I granata viaggiano a corrente alternata. Una partita buona e poi l'immancabile caduta. Era già successo a Pescara (dopo il successo sul Novara capolista) e a Bergamo contro l'Atalanta (sette giorni dopo la vittoria sul Portogruaro). Se all'Olimpico la formula del 4-2-3-1 sembra funzionare, al di là della scelta degli interpreti, in trasferta il Toro dà la sensazione di non potersi permettere tutte quelle punte e mezze punte davanti, sostenute da un centrocampo che è povero di qualità e limitato numericamente, che così finisce di proteggere poco e male una difesa priva di elementi veloci.
Non è tanto il distacco dalla vetta che preoccupa, ma il fatto che la squadra di Lerda abbia perso già cinque volte, un'enormità, soprattutto che spesso sia in balia degli avversari: il primo tempo di Livorno ha ricordato il secondo di Pescara, con la squadra in campo solo per onor di firma. Cairo ha negato di pensare ad un cambio di allenatore, invitando tecnico e giocatori a lavorare di più, ma conoscendo i vecchi vizi presidenziali c'è da credere che le prossime due gare casalinghe saranno fondamentali per Lerda: se non arrivano sei punti e il distacco dalle prime aumenterà ancora, sarà inevitabile tornare a parlare di panchina a rischio. Anche se il problema, più del tecnico (e di alcune scelte poco condivisibili), è la mancanza di qualità in molti elementi di una rosa che continua ad aggrapparsi ai gol di Bianchi. Augurandosi che il capitano stia sempre bene: senza di lui in campo dall'inizio, il Toro ha fatto un punto nelle prime tre giornate.
Fonte: di Massimo de Marzi per carlonesti.it
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