Una questione di orgoglio
Livorno – L’esonero di Madonna è una decisione condivisibile e tardiva. Il tecnico bergamasco aveva avuto un impatto importante nell’ambiente del Livorno, apportando idee e coraggio, contribuendo a rivitalizzare momentaneamente la squadra. Le colpe di questa stagione assurda non sono certo sue. Ma la squadra da troppo tempo era ormai ritornata in un tunnel pericolosissimo ed ora, dopo cinque sconfitte consecutive – calendario alla mano – si trova in una situazione disperata. La scossa, impressa dalla società, doveva arrivare molto prima, adesso si rischia di pagare a caro prezzo questo immobilismo: ma lo stare fermi a guardare una situazione andare sempre più alla deriva senza intervenire non è l’atteggiamento che deve avere chi ha la responsabilità della società. Inutile scervellarsi sulla scelta del sostituto. Sicuramente Perotti è un uomo d’esperienza che saprà come risollevare il morale della squadra, perché dovrà essere soprattutto un grande psicologo: è necessario che gli amaranto ritrovino quella combattività e grinta ormai persa da troppo tempo, quella sana cattiveria, quell’orgoglio di indossare la maglia amaranto e quella sfrontatezza che ora sono le uniche speranze che ci rimangono. L’impresa è titanica, inutile nasconderselo. Ma ora dipende tutto dai ragazzi. Bisogna che escano da ogni partita senza forse, senza lesinare nulla. Ora non ci sono più scuse, la pazienza è terminata.


