Zeman, devi lasciare la casa. Strama, sei entrato in nomination. Gasperini, il prossimo sei tu! Panchine roventi. La notte di Balotelli e quella di Valeri: Braschi, jolly finiti
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Michele Criscitiello
Michele Criscitiello
lunedì 4 febbraio 2013, 00:002013
autore Michele Criscitiello
04.02.2013 00:002013
Nato ad Avellino il 30-09-1983, vive e lavora a Milano dal 2005 dove dirige la redazione calcio di Sportitalia. Direttore di TuttoMercatoweb. Organizzatore e presentatore del Gran Galà del Calcio A.I.C.
Federico De Luca
Rivoluzioni annunciate ed altre impreviste. Panchine bollenti e panchine inesplose. Finito il mercato dei calciatori, inizia quello degli allenatori. La spiegazione è semplice: se la squadra non gira, con il mercato ancora in corso, si poteva intervenire. Adesso se la squadra non reagisce l'unico modo, per un Direttore Sportivo, di pulirsi la coscienza è esonerare l'allenatore e scaricare sullo stesso tutte le responsabilità dei mancati risultati. Ci sono Direttori e Direttori. La Roma paga il conto, per il secondo anno consecutivo costruisce un organico competitivo ma stecca completamente la scelta del condottiero. Non si prende un Panamera per farlo guidare da un neopatentato (Luis Enrique) oppure da un nonnetto abituato alla vecchia 500. Bene, Zeman non è un nonnetto ma non conosce né il freno né il cambio automatico. Lui ha bisogno dei tre pedali e, spesso, non riesce a distinguere l'acceleratore da una frizione bruciata. Baldini, uomo degli americani, prima o poi presenterà il conto anche a Sabatini, il quale potrebbe andare alla Sampdoria, dove finora ha messo sempre i suoi "uomini" da Sensibile ad Osti, e puntare sull'ex fiorentino Pantaleo Corvino. La Roma è una signora squadra: Pjanic, De Rossi, Totti, Osvaldo, Lamela e Destro, giusto per fare dei nomi. Zeman, con la serie A, non c'entra nulla. La scelta di puntare sul boemo è stata clamorosamente sbagliata. Un direttore non può seguire l'umore della piazza per scegliere una guida tecnica. Sabatini e Baldini non potevano credere che in un anno a Pescara Zeman fosse cambiato. L'anno prima fallì i play off in Lega Pro con il Foggia. Non può una big puntare su Zeman, il campo purtroppo ci ha dato ragione. Questa squadra in mano a Montella od Ancelotti sarebbe dietro solo a Juve e Napoli. Le idee del boemo sono superate, il suo modo di fare calcio nel 2013 non ha più motivo di esistere. Piaccia o no, sono i calciatori che determinano i successi di un allenatore e mai viceversa. Tatticamente Zeman è un maestro, la difesa non conta, ma Mourinho ha dimostrato che si può vincere tutto con un po' di senso pratico e con tante motivazioni da parte della squadra. Oggi Roma si interroga sulla scelta del sostituto. Sabatini non può sbagliare il terzo tecnico di fila. Il tempo sta finendo anche per lui.
Tempo scaduto, da almeno due mesi, anche per Andrea Stramaccioni. L'effetto dell'enfant prodige è durato poco. Da una vittoria a Torino ad un successo nel derby. I cavalli si vedono sempre all'arrivo, mai alla partenza od in corso della prestazione. Se hai delle qualità devi dimostrarlo nel tempo, altrimenti sei out. La gavetta serve a tutti, anche al buon Stramaccioni che dai ragazzini del '93 si è ritrovato nello spogliatoio Cassano, Zanetti, Milito, Palacio e Cambiasso. Gente che ha vinto tutto in carriera, quando Strama a fine allenamento andava a bere delle birre con gli amici al bar di Roma. Il problema di Stramaccioni non è la giovane età ma l'inesperienza e la superbia mostrata. Lo ha abbandonato il gruppo e lo sta abbandonando la società che si rifugia nelle colpe tecniche per nascondere la polvere di un mercato anonimo; l'ennesimo. La sconfitta di Siena è raccapricciante. 0 punti con l'ultima in classifica. Blanc è pronto a subentrare da un momento all'altro. Ma Branca quando paga il conto? Siamo alla frutta, non si può più rinviare.
Rischia tantissimo anche Gasperini a Palermo. Non gli si può chiedere la luna, certo, sono arrivati tanti calciatori nel giro di 10 giorni ma se non cambia marcia Pasquale Marino può dire basta alle sue vacanze siciliane. Deve solo cambiare città, dalla sua Marsala a Palermo. Lo Monaco ha un ottimo rapporto con Marino dai tempi della promozione e della salvezza di Catania. Sarebbe lui la soluzione ideale per dare nuova linfa a questo Palermo. Se Zamparini avesse avuto ancora totale gestione del club, sarebbe già al quarto cambio di allenatore. Per fortuna ci pensa Lo Monaco ma lo stesso Direttore non trascurerà nulla per il bene del Palermo.
Infine spazio al posticipo tra Milan e Udinese. Bentornato ad un grande campione come Mario Balotelli, è stata la sua notte. Protagonista della partita. In negativo invece si distingue l'arbitro Valeri, ancora una volta. Per vincere le partite il Milan non ha bisogno di aiuti e di fatto Valeri non ha voluto aiutate i rossoneri concedendogli il rigore nel finale, ma è oggettivamente inadeguato, così come Braschi, che fa vedere ancora di non essere all'altezza di guidare gli arbitri. Per l'ennesima volta l'Udinese incontra Valeri sulla sua strada, lo stesso arbitro della partita contro la Juventus, dove Pozzo beccò anche una diffida a fine gara. Lo stesso di Milan-Udinese 4-4, lo stesso di Udinese-Parma.. Cambiato a poche ore dalla partita. Ignorando un regolamento. Che fine ha fatto Massa? E soprattutto, a quando le dimissioni di Braschi? C'era Orsato dietro la porta, qualcuno ha preferito mandare Valeri. L'arbitro senza trono, perché l'unico che si addice sarebbe quello di Uomini e Donne. Se in malafede lo capiamo, e gli diciamo bravo, se in buona fede gli diamo un consiglio: mandi i cv in giro per le banche, un posto glielo troverebbero. Oggi ci sarà la riunione tra arbitri e capitani. Valeri vada a ripetizione da Rizzoli, perché la sua incompetenza non ha limiti e con la sua arroganza falsa un campionato. Si guardi allo specchio Valeri...
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