Scala: "Non mollerò finché il Parma non riuscirà a camminare da solo. Il club è di proprietà della gente"
Intervenuto sulle frequenze di Radio 24 nel corso della nota trasmissione "Tutti Convocati", il numero uno del Parma Calcio 1913 Nevio Scala ha parlato della sua esperienza da presidente, ma anche del futuro del club ducale: "Un anno fa non avrei mai pensato di poter diventare il presidente del Parma. In questo momento mi sento pieno di responsabilità".
Com'è la vita da presidente?
"Non pensavo mai di vivere una emozione e una tensione così grande. Ho tante responsabilità, sia nei confronti delle persone che ho scelto, sia nei confronti dei tifosi, che hanno risposto con grande affetto alla nostra chiamata. Più di 10mila abbonati nei dilettanti non sono una cosa semplice".
10500 abbonati è un record, ma avere tanti tifosi al seguito comporta anche una grande responsabilità:
"E' vero. Mi sento responsabile di questi 10500 tifosi, che hanno speso tempo e denaro per sostenerci. Non vogliamo più parlare del passato, anche perché stiamo vivendo un momento magico. I miei uomini e i magnifici sette hanno lavorato benissimo, possiamo dire che abbiamo rasentato il miracolo".
Siete partiti da meno di zero:
"I primi contatti ci sono stati ad aprile. Mi hanno chiesto la disponibilità a cominciare questa avventura e io ho detto loro di sì, subito. Marco Ferrari ha creato entusiasmo e convinto un po' tutti. Della parte finanziaria non parlo perché non è di mia competenza, a me spetta la parte tecnica. Se ognuno lavora nel proprio settore con umiltà e chiarezza, allora noi torniamo ad essere un club di alto livello".
La città ha voglia di riscatto:
"Sì, noi però vogliamo fare un calcio a modo nostro. Vogliamo arrivare nel grande calcio, ma coi nostri mezzi. La gente lo ha capito".
Ci sono affinità tra questo Parma e quello da lei allenato negli anni Novanta?
"Sicuramente c'è una sorta di continuità, è tornato lo spirito di quel Parma che si allenava in Cittadella, che non nascondeva niente a nessuno. La gente ha bisogno di cose pulite dopo tutto quello che ha vissuto".
Ogni tanto fa la formazione ad Apolloni?
"Io sono molto presente, però non gli chiedo mai niente sulla formazione. Da allenatore erano cose che mi davano fastidio".
Ha detto che tornerà a fare l'agricoltore:
"E' vero, è una cosa che ho nel sangue. I miei figli stanno rinnovando l'azienda, non vogliono più usare veleni. Ecco perché ho parlato di calcio biologico. Quando il Parma sarà indipendente e saprà camminare da solo, molto probabilmente mi farò da parte".
Non si immagina presidente del Parma in A o B?
"Non ho mai ipotecato niente, è difficile pensare a quello che accadrà. Io non mollerò finché le cose non saranno concluse, dopo ci sarà un presidente più giovane e con altre idee. La cosa più importante però è che questo Parma non morirà mai, perché non è di proprietà di una sola persona. Il nuovo Parma è di proprietà della gente, dei tifosi. Abbiamo coinvolto tutti, il presidente non sarà poi così importante".






