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tmw / sampdoria / News Doria
L'emozione di un lieto fineTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
mercoledì 9 giugno 2010, 11:26News Doria
di Alessio Mataluni
per Sampdorianews.net

L'emozione di un lieto fine

In questo calcio fatto di contratti multimilionari, sponsor, agenti e diritti televisivi, cominciano forse a venir meno quelli che dovrebbe essere gli ingredienti di base per tutti noi tifosi: le emozioni.

A volte quindi, queste emozioni bisognerebbe andarsele a cercare…

Io la settimana scorsa questa emozione forte l’ho trovata in quel Sampdoria - Milan, quarto di finale del campionato primavera, che ha lasciato ad onor di cronaca una storia profonda, da raccontare.

Circa due anni fa la Sampdoria prelevò dall’OFK Belgrado il promettente centrocampista serbo Nenad Krsticic. Il ragazzo, appena diciannovenne, convinse gli osservatori blucerchiati e approdò a Genova suscitando grandi aspettative tra gli addetti ai lavori che, ben presto, verificarono le ottime capacità del giovane fantasista. Tutto sembrava filare liscio, finché Nenad si infortunò al menisco e fu operato. Le cose si complicarono subito dopo l’operazione, quando suonò il campanello d’allarme. Krsticic avvertiva un dolore all’addome che allertò i medici dello staff blucerchiato, i quali subito lo sottoposero ad approfondite analisi. La diagnosi fu spietata: Nenad era affetto da un linfoma molto aggressivo. Di lì comincia la sua lotta: l’allontanamento dai campi di calcio, la cura lunga e pesante e finalmente il lieto fine: Krsticic è guarito e, dopo quasi un anno, comincia ad allenarsi con i compagni…

Questa storia, come dicevo, l’ho appresa nel bel mezzo del quarto di finale del campionato Primavera che vedeva la Sampdoria di Aglietti opposta ai rossoneri del Milan. Siamo sul 2-2 e le parole del telecronista annunciano l’ingresso in campo del numero dieci serbo, seguite dal racconto della sua storia. Passano pochi minuti e la Samp vede concretizzarsi la sua incredibile rimonta. Nenad ruba palla all’altezza del vertice sinistro dell’area di rigore, dribbling secco sul diretto avversario e palla che si infila alle spalle dell’incolpevole portiere. E’ un gran gol, un gol che sa di rinascita, un gol che sancisce la fine di un calvario durato un anno.

Il resto è il lieto fine che tutti cercavano: il pianto liberatorio di Nenad, l’abbraccio dei compagni di squadra e di nuovo palla al centro, come a voler dire che la storia di questo calciatore è ancora tutta da scrivere.

Forse che il calcio sia ancora in grado di regalarci emozioni uniche? Penso proprio di si, e non sto qui a dirlo a voi, che, come me, quest’anno vi siete emozionati più di una volta. Il mitico Boskov diceva che ogni volta che entrava a Marassi perdeva tre chili, queste si che sono emozioni uniche, se poi ci mettiamo pure la grande impresa del quarto posto e mi metto a pensare a quella musichetta lì…mi vengono i brividi.

Questo è il calcio che vogliamo.