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...con Cobolli Gigli

...con Cobolli GigliTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Filippo Gabutti
domenica 08 marzo 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Juventus-Inter, manfrina inutile: porte chiuse soluzione migliore. Zhang, toni sbagliati ma per fortuna c’è Marotta. Juve, Sarri non andava preso. De Ligt pagato troppo, unico acquisto ok Demiral”

“Se non si fosse fatta tutta la manfrina del rinvio e delle varie diatribe e avessero deciso subito di giocare a porte chiuse sarebbe stato meglio”. Così a TuttoMercatoWeb in vista di Juventus-Inter, l’ex presidente bianconero, Giovanni Cobolli Gigli.

Zhang nei giorni scorsi si è scagliato contro il presidente della Lega Dal Pino.
“L’Inter ha un grande allenatore e un grandissimo dirigente come Marotta. Zhang ha sbagliato i toni, si possono pensare alcune cose ma non bisogna dirle. Questo bravo ragazzo miliardario cinese evidentemente non aveva capito alcune cose. Però Marotta è stato bravo a segnalare le esigenze dell’Inter. Non sono diventato interista all’improvviso, però Marotta merita i complimenti per come ha gestito le vicende interiste dal caso Icardi in poi”.

Quanto manca Marotta all’Inter?
“Molto. Farlo andare via è stato un grande errore. Così come è stato sbagliato sostituirlo con un comunque bravo ma numero due come Paratici”.

E il mercato bianconero?
“È stato preso De Ligt ad una cifra elevatissima, un investimento per il futuro. A spendere quei soldi sono capaci tutti. L’unico acquisto giusto è stato quello di Demiral. Non è stato invece risolto il problema a centrocampo che si protrae da tempo. E finché si continua a dare a Pjanic la fiducia e il ruolo di regista del centrocampo si sbaglia”.

Sarri sta vivendo qualche difficoltà.
“Dal punto di vista umano non ho capito perché sia venuto alla Juve dopo aver sputato sul piatto come ha fatto. Sul piano tecnico non sono in grado di giudicarlo, a Napoli ha fatto cose importanti ma in un contesto diverso. Con Ronaldo non puoi portare avanti il Sarrismo. A volte Sarri fa delle dichiarazioni strane, come in occasione del pre partita contro il Lione quando ha detto che non era emozionato a giocare la Champions ma si emoziona a giocare il campionato che la Juve deve vincere”.

Sarri potrebbe traballare?
“Mi auguro di no ma se andasse male la partita contro l’Inter qualche pensiero nella testa del presidente potrebbe anche venire. Anche se credo che già ci sia stato. Il prossimo anno ci saranno allenatori importanti sul mercato, si fa sempre il nome di Guardiola. E si parla del giovane Inzaghi, si è dimostrato un ottimo allenatore, un ragazzo maturo”.

Cambierebbe Sarri il prossimo anno?
“Non l’avrei proprio preso. Se lo hanno preso allora che cerchino di andare avanti e vincere la Champions. Altrimenti la scelta si rivelerebbe un fallimento”.

E la partita di stasera come la vede?
“Non c’è il fattore campo. L’Inter ha un allenatore estremamente tenace che nel breve periodo è seguito ma poi i calciatori alla lunga si stressano. Il ritorno di Handanovic per i nerazzurri è importante. La partita per la Juve, avendo visto le ultime partite, è rischiosa. Se dovessi fare un pronostico, in maniera ottimistica direi cinquanta e cinquanta”.

”Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla massima competizione europea per club. È giusto o no? Poi penso alla Roma, che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori, con quello”. Dichiarazioni firmate Agnelli, che hanno indispettito l’Atalanta. Che ne pensa?
“Forse è stato mal interpretato. Credo che Agnelli volesse dire che ci sono squadre che hanno una storia e hanno contribuito a maturare un numero di posti in Champions. Non penso che abbia voluto parlare male dell’Atalanta, se non l’avesse nominata avrebbe fatto meglio. Oggi l’Atalanta è un’ottima realtà con un allenatore che è un ottimo sarto per quella squadra”.

Vede Gasperini pronto per il grande salto?
“Si. Anche se avrebbe potuto farlo l’anno scorso. Poteva andare alla Roma. Ma Percassi lo ha accontentato e ha fatto bene a rimanere. Quest’Atalanta l’hanno creata Percassi con gli investimenti e Gasperini che oggi raccoglie i frutti del lavoro”.

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