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...con Steve Von Bergen

...con Steve Von BergenTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 03 dicembre 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Young Boys pronto al sacrificio, contro la Roma una grande partita. Giusto smettere, ora alleno i difensori. Io, Parolo e Nagatomo: che show a Cesena! Dispiace per il Palermo. Genoa, che caos...”

Appese le scarpette al chiodo Steve Von Bergen allena in difesa i giovani dello Young Boys. Young Boys che questa sera sfiderà la Roma in Europa League. “La squadra ha fatto un bel cammino, ma giocare contro la Roma è un’altra cosa. È una partita senza troppe pressioni, bisogna solo essere contenti di giocare contro i giallorossi e poi pensare a fare punti contro il Cluj”, dice a TuttoMercatoWeb l’ex difensore di - tra le altre - Cesena, Genoa e Palermo.

Von Bergen, perché ha deciso di smettere?
“Sono andato allo Young Boys dopo l’esperienza al Palermo, abbiamo vinto il campionato e ottenuto soddisfazioni. Volevo chiudere con un successo. A trentasei anni era anche giusto dire basta. Non volevo essere di troppo. Quando hai avuto successo e ti rendi conto che, ad esempio, a livello internazionale non ce la fai più, è meglio smettere. Sono certo che sia stata la scelta giusta”.

E adesso?
“Lavoro con i giovani difensori dello Young Boys da sedici a ventuno anni. Mi godo la famiglia, i bambini. In futuro magari farò l’allenatore o qualcos’altro, vedremo”.

Qual è il consiglio che ha dato ai difensori in vista di stasera? Il calcio italiano lei lo conosce bene...
“Non servono consigli. In Svizzera abbiamo fatto grandi progressi anche con i video lo studio delle partite. Sicuramente in Italia gli attaccanti hanno grandi qualità, non servono tante occasioni per fare gol. In Svizzera puoi lasciare libero l’attaccante, in Italia no. La squadra dovrà essere pronta a soffrire. Quando giochi contro la Roma devi anche essere pronto a sacrificarti”.

Sulla carta stasera non c’è partita.
“Sulla carta. Però il campo è un’altra cosa. E lo Young Boys farà una grande partita”.

L’allenatore che le ha dato di più?
“Luis Favre, mi ha preso a vent’anni allo Zurigo e poi l’ho seguito all’Herta Berlino”.

Segue ancora le sue ex squadre italiane?
“Mi dispiace vedere Palermo e Cesena in Serie C, seguo sempre le squadre dove sono stato. E sono contento per la carriera di Marco Parolo: una persona perbene, a Cesena non parlavo una parola di italiano e ha aiutato molto me e Nagatomo. Immaginate un francese e un giapponese a tavola, che devono imparare l’italiano. Soprattutto il giapponese (sorride, ndr). Ridevamo ma non capivamo tutto”.

E il Genoa? Che caos. Direttore sportivo licenziato, allenatore che rischia...
“Tanta confusione come spesso accade. Niente di nuovo. Ogni anno si pensa di ripartire e spesso invece la situazione è la stessa di sempre. Grandi tifosi, bella città. Peccato per il caos. Spero che la situazione possa stabilizzarsi”.

Dove si vede Von Bergen tra un paio d’anni?
“Sincero? Non lo so. Però mi vedo bene a lavorare con i giovani. Non so in che ruolo. Intanto faccio esperienza. Imparo”.

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