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Italia, coord. nazionali giovanili: "Stage di Mancini utile per programmare"

30.04.2019 14:57 di Marco Frattino  Twitter:    articolo letto 1308 volte

Direttamente da Coverciano, Sky Sport ha intervistato Maurizio Viscidi, attuale coordinatore delle nazionali giovanili maschili della FIGC, che ha fatto il punto sul lavoro svolto dall'Italia con i talentuosi ragazzi a disposizione del gruppo azzurro.

Come procede lo stage? "Bisogna ringraziare Mancini per l'idea, ha convocato i ragazzi ma anche i ct delle selezioni giovanili. Questo gesto vale molto di più di tanti discorsi, lui tiene ai giovani e al nostro rapporto con i ragazzi. Molti di loro sono partiti dall'U15, con la supervisione di Sacchi e l'appoggio della FIGC".

Serve pazienza con i giovani, gli va lasciata la possibilità di sbagliare e non si deve bocciarli subito. Sta cambiando qualcosa? "E' cambiato lo stile di gioco, proviamo ad avere uno stile più tecnico. Il popolo italiano geneticamente non è al top dal punto di vista atletico, forse in passato s'era spinto troppo sull'atletismo, poi sulla tattica. Ora vogliamo tornare a un calcio tecnico senza dimenticare l'impostazione classica italiana. Mancini è l'ideale per permettere ai calciatori di giocare e di dare del tu al pallone".

Siamo più 'europei' dal punto di vista tecnico? "Non si parla del 4-3-3 ma dei principi di gioco, vogliamo difensori che sappiamo proporre calcio e non solo difendere. Vogliamo portare tanti calciatori nella metà campo avversaria, quando perdi palla devi riconquistarla in quella zona senza correre 80 metri indietro. Il calcio moderno è dinamico, in costruzione a partire dal portiere".

In questo gruppo ci sono elementi con un futuro roseo? Intanto le selezioni giovanili stanno facendo molto bene. "I risultati che stiamo ottenendo con le nazionali è frutto di un lavoro che parte dai club, ci sono squadre che lavorano bene. Il travaso è inevitabile, abbiamo tre europei e un Mondiale in sequenza da preparare. Cioè L'Europeo Under 21, U19 e U17 oltre un Mondiale Under 20. C'è tutto un movimento alle spalle, facilitato dalla presenza di tutti i tecnici qui a Coverciano. Così decideremo il percorso di ogni singolo calciatore e programmare queste fase finali".

Che aspettative avete per l'Europeo U21 casalingo? "Ha una formula particolare, ci sono dodici squadre e si qualificano le prime dei tre gironi e la migliore seconda. Italia-Spagna è già una partita spartiacque, la Roja è fortissima. Bisogna rispondere con delle armi adeguate".

Modello Ajax è ripetibile in Italia? "Lo conosco da anni, sono andato a studiarlo dal vivo. E' molto tecnico, lì fanno esercitazione di particolare possesso palla. Ci sono ragazzi con tanta qualità, il modello Ajax è vincente per la continuità di lavoro dai bambini ai grandi. Inoltre possono debuttare da giovanissimi in prima squadra. E' un modello interessante, come tutto quello olandese, ma anche noi abbiamo il nostro modello".


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