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Pazienza: "Riparto da Cerignola. La Juventus può sognare il colpo Champions"

TMW RADIO - Pazienza: "Riparto da Cerignola. La Juventus può sognare il colpo Champions"
© foto di Alessio Alaimo
martedì 21 luglio 2020 21:21Altre Notizie
di Dimitri Conti

Michele Pazienza, allenatore dell'Audace Cerignola in Serie D, si è collegato con Stadio Aperto, trasmissione in onda su TMW Radio, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Dimitri Conti: "Vivo questa nuova esperienza come una grandissima opportunità per il mio nuovo percorso da allenatore. Ho preso una squadra che negli anni scorsi ha fatto molto bene nella sua categoria, quest'anno si riparte da zero con un nuovo progetto ed obiettivi propositivi: si cercheranno profili giusti, con le motivazioni per fare un campionato non anonimo. Poi per le posizioni vedremo più avanti, ma prenderemo giocatori motivati per fare un buonissimo campionato".

Cosa si dice nella sua nuova squadra della ripartenza? Come si vive?
"Dirò schiettamente e sinceramente: ad oggi non c'è ancora la percezione di come sarà la ripresa, le notizie non sono del tutto certe e non si conoscono ancora le nuove linee guida, pure per tornare ad allenarsi. Ancora non c'è, probabilmente tra 10-15 giorni si avranno sensazioni diverse perché si instaurerà il primo rapporto coi calciatori, con le sessioni d'allenamento che partiranno in anticipo, visto che la Serie D non è mai ripresa e questi ragazzi sono fermi da tanti mesi".

Questo calcio ogni tre giorni sembra paradossale. Condivide?
"Sì. Non ci sono precedenti ed è difficile anche fare paragoni, rapportarsi ed avere esperienza per come affrontare la situazione. Soprattutto per gli allenatori è complicato: hanno un numero limitato di giocatori e devono giocare spesso".

Meglio avere organici numerosi, quindi...
"Se parliamo di Serie A mi riferisco alla Lazio. Ha fatto un grandissimo campionato ma si è ritrovata a pagare più delle altre questo momento, perché a livello di seconde scelte non è attrezzata come le altre".

Giusto aspettarsi qualcosa di diverso da Sarri?
"Ho un'idea ben chiara della sua situazione: per lui è stato difficile adattare l'idea di calcio che ha ai tanti campioni in rosa. Ha dovuto scegliere se continuare a perseguire la sua scelta o sfruttare i campioni. Con intelligenza, o forse costretto, si è affidato alle individualità, al Ronaldo della situazione. Oggi non si può dare un giudizio al gioco di Sarri: non è stato libero di costruire una squadra adatta alle sue idee. Quando hai un fenomeno come Ronaldo club e allenatore devono spingere per sfruttarlo al meglio".

La Juventus può sognare il colpo Champions?
"Per i valori che ha in rosa assolutamente sì. Probabilmente dovrà affidarsi ancora di più alle figure importanti della sua rosa, ancora di più che rispetto al campionato".

Il suo coetaneo ed ex compagno di squadra Maggio è tornato in Serie A col Benevento.
"Non l'ho ancora sentito, ma lo conosco benissimo: stimo la persona, ed il calciatore è esemplare. Nonostante l'età riesce a mantenere una forza e una capacità aerobica impressionanti, questi sono i frutti della professionalità che ha sempre avuto. Senza dimenticarsi dei due infortuni bruttissimi subiti alle ginocchia. Eppure continua ad avere prestazioni di altissimo livello... L'esempio di un giocatore che fa questo sport con estrema passione".

Guardandola oggi, sembra esserci più di una stagione dentro l'annata del Napoli.
"Davvero strana, con alti e bassi. C'era un periodo, all'inizio, in cui c'è stato un approccio sbagliato al campionato: sembrava volesse giocare solo in Champions. Con Gattuso, a parte l'inizio in cui un po' di tempo c'è voluto per capire la strategia giusta e trovare una squadra compatta, il Napoli ha dato soddisfazione e fatto punti. Oggi ha il tempo per programmare la prossima stagione".

Si può giudicare sufficiente la stagione del Napoli?
"Se si guarda il passato il voto tende ad andare verso il basso, se si pensa all'approccio di inizio campionato si può considerare comunque leggermente sopra la sufficienza".

Anche in casa Fiorentina non sono state rispettate le aspettative?
"C'è da dire che nel momento in cui compri giocatori importanti alzi l'asticella delle aspettative, e se non sei realmente a fare un campionato importante vai in difficoltà. Quando succede in una piazza come Firenze ti ritrovi in un vortice dal quale fatichi ad uscire, anche se poi la Fiorentina è stata brava: merito per come ha saputo reagire. Meno invece nel non aver saputo accompagnare i nomi importanti ad altri meno altisonanti che però abbiano magari la forza di reggere una squadra che ha ambizioni abbastanza alte".

Sarebbe un'emozione speciale per lei affrontare il Foggia?
"Assolutamente, sono cresciuto lì. Però oggi la mia carriera da calciatore è nel cassetto del passato, il mio presente si chiama Cerignola ed è un percorso completamente diverso".


Michele Pazienza, ex giocatore e allenatore Audace Cerignola, sulla Serie A e sulla sua nuova avventura in D. In studio Francesco Benvenuti e Dimitri Conti
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