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F. Tavano: "Campione in Nicaragua, ho l'Italia nel cuore. Spero di tornare in Europa"

TMW RADIO - F. Tavano: "Campione in Nicaragua, ho l'Italia nel cuore. Spero di tornare in Europa"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
giovedì 04 giugno 2020 07:05Calcio estero
di Dimitri Conti

L'attaccante italo-messicano Fabrizio Tavano, dotato anche di passaporto neozelandese, è intervenuto in diretta a TMW Radio, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Mio padre non è italiano, è nato a Città del Messico, ma i miei genitori sono di Roma, poi a 12 anni siamo andati in Nuova Zelanda. Sono stato lì tre anni, quindi c'è stata l'opportunità per un provino al Vicenza. Sono andato per 2-3 settimane, dopo la prima mi hanno chiesto di rimanere lì. Sono stato per un anno, giocando solo con la Primavera, quindi sono passato al Pisa. Lì mi allenavo con la prima squadra ma giocavo con la Beretti. Cinque-sei mesi e sono andato via, al Carpi. Anche loro facevano la C, e per me è stato lo stesso, con la prima squadra giocavo solo le amichevoli. Con il mio agente quindi abbiamo trovato l'opportunità per tornare in Messico: a 18 anni, dopo tre in Italia, sono andato nel Santos Laguna. C'era un allenatore portoghese che mi ha fatto giocare qualche amichevole, sono rimasto lì due anni vincendo un campionato U20. Quindi sono tornato in Nuova Zelanda, nell'Auckland City con cui ho giocato anche il Mondiale per Club, finito al terzo posto. Giocai bene e i messicani del Tigres mi ha voluto. Dopo un anno e mezzo lì, in cui abbiamo vinto il campionato e perso una finale di Libertadores con il River Plate, ancora Nuova Zelanda e Auckland City. Abbiamo affrontato tante squadre asiatiche, poi adesso sono in Nicaragua, al Real Esteli".

Il Nicaragua ha proseguito anche quando l'intero mondo si è fermato. Come l'ha vissuto?
"Abbiamo parlato con i dirigenti del club, ci hanno detto che le partite si sarebbero potute giocare a porte chiuse. Così abbiamo fatto dalla settima giornata, ci rassicuravano prima di ogni partito che stavano parlando costantemente con la lega del campionato. Giocare così fa differenza, ma dopo tanto lavoro abbiamo così potuto terminare il torneo e vincere il campionato. Una bella soddisfazione, questo è il nostro lavoro e dobbiamo provare a farlo meglio possibile. Non sapevamo ovviamente i comportamenti delle altre squadre, se rimanevano sempre a casa come facevamo noi. Con una partita ogni tre giorni ci siamo laureati campioni".

Ci sono già date per la ripartenza del campionato? Com'è la situazione del virus lì?
"Ancora non sappiamo niente, stiamo aspettando. L'allenatore diceva che dal 15 giugno forse c'era possibilità per allenarsi, ma non so se sia vero. In questo momento siamo in vacanza, tre settimane fa abbiamo vinto il campionato. Adesso è un momento complicato per il Nicaragua, anche se non c'è la quarantena, le persone sono in strada. Io per esempio mi alleno allo stadio assieme ad altri compagni, e ci siamo detti che se usciamo è solamente per allenarsi".

Qual è il suo legame con l'Italia?
"Prima dell'Italia, di venirci a 15 anni, non lo parlavo per niente, se non qualche parola simile allo spagnolo. Avendoci vissuto 2-3 anni, ho imparato la lingua e me la ricordo anche adesso. Poi sono tornato con il Santos Laguna a giocare il Torneo di Viareggio tempo dopo...".

Segue la Serie A? Tifa per qualche squadra o c'è qualche giocatore che la ispira?
"Da bambino ricordo della Juventus, del Milan, dell'Inter che arrivavano sempre in fondo alla Champions... Il Milan di Kakà, Shevchenko, Maldini, Cafu: mi sono affezionato a loro".

E per il Messico?
"Rafa Marquez. Non è la mia posizione perché lui difende, io sono un centrocampista. Ma quello che ha fatto lui, giocando a Monaco e Barcellona dove ha vinto due Champions e tanti campionati sempre in campo, è solo da ammirare".

La sua aspirazione a questo punto della carriera?
"Vorrei tornare. In Italia o in Europa, se ci fosse una possibilità non ci penserei su due volte. Mi piacerebbero la Serie A o la Premier League, con il lavoro tutto è possibile".


Fabrizio Tavano, centrocampista Real Estelì, ai microfoni di Francesco Benvenuti
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