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Fiorentina Women's, Cincotta: "Una Champions a tavolino non sarebbe goduta"

TMW RADIO - Fiorentina Women's, Cincotta: "Una Champions a tavolino non sarebbe goduta"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
giovedì 30 aprile 2020 20:02Calcio femminile
di Dimitri Conti

Antonio Cincotta, allenatore della Fiorentina Women's, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Tutto Calcio Femminile. Il suo ragionamento comincia dalla considerazione che, finisse oggi il campionato, le viola sarebbero in Champions League: "Sono contento che la squadra si sia posizionata nelle zone altissime e si sia resa protagonista, regalando ancora emozioni belle alla città. Un anno in alto nello sport può capitare, quattro consecutivi, vista la forza delle avversario, no: applaudo alle ragazze. A me le cose piace vincerle sul campo, e una conclusione anticipata lascia senso di incompiuto a tutti. Sono abituato a gioire quando ho sudato, difficile poter dire che è bello, se dovessimo andare in Champions così".

Quando sente parlare dei suoi proprietari di un'americana brava da portare a Firenze, che pensa?
"Mi riempie il cuore. Sto lavorando in grande sintonia con Commisso, Barone e Elena Turra nella gestione del calcio femminile. In questo momento però c'è anche un avversario invisibile per il mercato: si fa una grande fatica a fare trattative e pensare di portare talenti qua e là. Stiamo facendo un lavoro di alto livello ma con delle difficoltà mai viste prima. Come mi ha detto Commisso: ci vuole gente che sia attaccata alla maglia. Chi verrà è perché ama la maglia, non vogliono mercenari, nessuno di noi deve esserlo. Firenze è più in crisi di altre città, vive del turismo, e siccome io la amo voglio aiutarla, lo stesso deve essere per le ragazze".

Che dire di Alia Guagni e Tatiana Bonetti?
"Sono un allenatore fortunato: averle in rosa significa solo queste. Io a loro non ho insegnato niente: gente così ti fa vincere le partite. Se poi noi allenatori vogliamo fare i fenomeni e metterci davanti ai campioni, abbiamo sbagliato. Io devo solo creare un ambiente buono".

Secondo lei il calcio deve mandare un messaggio diverso?
"Sì, perché sto sentendo discorsi pericolosi, che mi fanno anche un po' incazzare. Non si può riprendere con il mondo prima del 20 febbraio, inquinando e distruggendo, torneremo a vivere sempre questi tre mesi. La Terra non la comandiamo, la abitiamo".

Quanto è importante la fantasia?
"Oggi ascoltavo l'intervista di Lana Clelland, mia giocatrice. Mi ha fatto riflettere: lei è qui a Firenze, a casa da solo, non condivide la stanza con nessuno. Stare 2-3 mesi in casa da sola, mentalmente, è dura: la nostra generazione è forse l'ultima che ha vissuto di fantasia. Io i gol me li immaginavo, oggi li guardano sul cellulare. Nelle ultime settimane abbiamo regalato degli allenamenti gestiti da trainer speciali. Uno è Fabio Turchi (pugile, ndr) e lo voglio salutare, perché è un simbolo di Firenze, così anche da farle un po' viaggiare con la fantasia".

Perché spesso nel calcio, "femminile" suona come spregiativo?
"Perché il calcio maschile è così forte, che in confronto a quello qualsiasi cosa sembra più piccola. Non è un competitor, è una sfumatura diversa e complementare".

La Morace dice che il femminile non ha bisogno di allenatori che siano scarti del maschile.
"Sono due tipi di calcio diversi, lo guardi perché ti piace ma non fai paragoni. Come la F1 e i kart, sono quattro ruote ma diversi. Io vorrei rispetto per tutti gli allenatori: se un allenatore, uomo o donna, fa un'esperienza negativa nel maschile o poi va nel femminile, come si fa a dire che è uno scarto? Non si può ripartire? La parola "scarto" mi dà fastidio, è esagerata: ci vuole più tatto. Anche Carolina stessa credo avrà incontrato difficoltà nella sua carriera da allenatrice, spero che nessuno l'abbia definita scarto, perché non lo è".

Molti pensano che la Juventus sia destinata a dominare anche tra le donne.
"Se accadrà non è per demerito delle altre, ma per estremi meriti loro. Hanno grande alchimia e una mentalità vincente, è quella del maschile portata al femminile. Noi proveremo a fare azione di disturbo".

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