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Editoriale

Ancora Icardi: ormai è stallo. Ma a chi conviene?

28.02.2019 07:55 di Luca Marchetti   articolo letto 20839 volte
© foto di Federico De Luca

Sono passate due settimane e ancora non si è placata l’attenzione su Icardi, sulla sua fascia e sul suo ginocchio. Avevamo anche messo in preventivo che il giocatore nerazzurro potesse vivere un momento di smarrimento, di arrabbiatura. Ma ora a furia di tirare la corda, la stessa corsa potrebbe spezzarsi.
L’Inter non vuole e non può recedere dalla sua posizione. Ha fatto una scelta: a malincuore, sapendo quello a cui sarebbe andata incontro ha deciso di togliere la fascia dal braccio di Icardi per preservare il gruppo. Questo è noto e arcinoto, detto e ridetto, trito e ritrito. La speranza di Marotta, Gardini e Ausilio (oltre che quella di Spalletti) era che dopo il periodo iniziale anche Icardi capisse i motivi della decisione. Invece Icardi rimane nel suo mondo, con i suoi messaggi neanche troppo subliminari su Instagram, con il suo ginocchio malandato che da un momento all’altro adirittura andrebbe operato, con i suoi prolungati silenzi (con società e compagni). E questa situazione rischia di metterlo in una situazione decisamente scomoda. Intanto, per esempio, rischia la convocazione in Nazionale, nonostante avesse iniziato un percorso più che positivo... ma anche la certezza che andrà sicuramente via a giugno potrebbe essere meno granitica. Intendiamoci: in questo momento il rapporto con i nerazzurri è inesistente e chiunque ha bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche sa che è in vendita e che magari si riesce a strappare anche un prezzo di favore. Ma poi entrano altre situazioni da dover analizzare: la prima è relativa alle situazioni di principio. L’Inter - forte del contratto fino al 2021 - potrebbe anche decidere di non vendere Icardi se non alle sue condizioni. Ovvero: non darla “vinta” al giocatore (che comunque trarrebbe un vantaggio dalla vicenda, mentre la sconfitta, almeno economicamente e nel breve periodo sembrerebbe essere l’Inter) e cederlo soltanto per la clausola. O giù di lì. Insomma per Icardi potrebbe esserci anche lo spauracchio di rimanere fermo per 12 mesi e non per 2 o 3. Seconda considerazione: è vero Icardi è un killer nell’area di rigore, un grande numero 9. Non ci sono dubbi e forse ci sono pochi concorrenti così bravi nel suo ruolo. Ma partendo dal presupposto che siate un top club che ha bisogno di un centravanti: prendereste proprio Icardi sapendo quello che sta succedendo ora? Magari un piccolo pensiero in più verrà fatto, dall’eventuale acquirente. La terza è che il club dei corteggiatori di Icardi è un club esclusivo, quindi le destinazioni non sono infinite.
La pazienza dell’Inter potrebbe fare molto, così come la strategia da utilizzare può fare la differenza. Anche per non perdere troppo del guadagno potenziale se si fosse venduto al top del rapporto. La sensazione, ma si badi bene è solo una sensazione, è che con eventuali contropartite tecniche la soluzione potrebbe essere più semplice.
Insomma Infantino, da tifoso doc, spera nel perdono. Ma tecnicamente l’Inter, come società, non deve perdonare nessuno. È semplicemente Icardi che deve scegliere che linea tenere, nei confronti dei suoi compagni di squadra.


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