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SONDAGGIO
Il Napoli esonera Ancelotti e punta su Gattuso. Decisione giusta?
  Giusto cambiare, e Gattuso è la scelta giusta
  Giusto cambiarlo, ma Ancelotti non andava sostituito con Gattuso
  Sbagliata: bisognava andare avanti con Ancelotti

La Giovane Italia
Editoriale

Bravo De Laurentiis, adesso vai fino in fondo. Aspettando De Ligt e Rabiot... ad oggi i conti non tornano. Boga, la prossima plusvalenza del Sassuolo. Serie C a picco: ora tocca al Rieti

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
18.11.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 30329 volte

Il 5% della multa, il collegio sindacale, il sogno di decurtare il 50% dall'ultima mensilità e trovare qualche cavillo sui diritti di immagine. Signori, tanto di cappello davanti ad Aurelio De Laurentiis. Proprio la scorsa settimana avevamo invitato il numero 1 del Napoli a prendere seri provvedimenti nei confronti della squadra dopo il no secco al ritiro (leggere editoriale di lunedì scorso su tuttomercatoweb). Adesso filtrano le prime indiscrezioni. De Laurentiis deve andare fino in fondo, a costo di perdere davanti al collegio e di dover comunque dare tutti i soldi ai suoi calciatori. Ma ci deve provare. Ne va della sua credibilità e di quella del Napoli. Creerebbe un precedente storico ma soprattutto sarebbe un vero danno di immagine per il suo club. A proposito di danno di immagine, il Napoli forse su questo tema potrebbe basare parte della multa, considerato che a livello federale i calciatori sono super tutelati e su quella base diventa difficile mettere le mani in tasca ai calciatori. L'Associazione Italiana calciatori (AIC) quando c'è da tutelare i diritti dei calciatori scende in campo con il piede a martello, quando invece dovrebbe tirare le orecchie a tesserati che non rispettano gli ordini della società non si scompone proprio. Erano belli i tempi dell'Avvocato Campana. I calciatori li puoi colpire in due modi: mettendo loro le mani in tasca e non facendoli giocare. Altri modi non esistono. Anche perché il risultato è l'ultimo dei problemi. Tutti. Dalla serie A alla terza categoria. Oltre alla squadra, De Laurentiis dovrebbe multare anche Ancelotti e lo staff. Perché quando si parla di squadra si parla di tutto lo spogliatoio. In silenzio ma ci sta piacendo Aurelio. Vi terremo aggiornati perché vogliamo sapere come andrà a finire. Certamente, a Napoli, hanno messo in preventivo di lasciare qualche punto per strada con questo clima di bufera.
La Juventus si gode la sosta per la Nazionale per far lavorare Maurizio Sarri, anche se il materiale umano a disposizione è scarno. Queste pause così lunghe ammazzano il campionato. La Fifa e la Uefa dovrebbero trovare una soluzione con le Nazionali, tra amichevoli e qualificazioni. Spezzettare così tanto il campionato rischia di falsare anche le varie corse a scudetto, Europa e salvezza. La Juventus, a gennaio, farà poco mercato in entrata. Forse nullo. Si penserà alle uscite. Le operazioni estive, ad oggi, non hanno reso del tutto e i veri top sono quelli che sarebbero dovuti andare ma non sono andati. Rabiot, a parametro zero, per il momento non brilla di luce propria. Ogni tanto c'è la luce riflessa ma soprattutto è un sole dietro le nuvole. De Ligt è un ottimo calciatore, è vero che è molto giovane ma se guadagni quanto un top player allora ti giudichiamo e valutiamo da top player e non da ragazzino. Fa parte del gioco. Finora il top player è rimasto ad Amsterdam. Percorso di crescita velocizzato dall'infortunio di Chiellini ma finora non ha convinto e la domanda "perché non puntare su Demiral" non è più una bestemmia.
A Sassuolo, invece, lavorano da azienda vera. Ad un mesetto dalla scomparsa del Patron Squinzi che, come ultimo regalo, ha lasciato un centro sportivo favoloso, c'è una Sassuolo che si muove ed opera come una macchina perfetta. Il tutto finalizzato dal lavoro straordinario di un allenatore maniacale e aziendalista come Roberto De Zerbi. Mister che puoi amare ancora di più se lo vedi allenare dal lunedì al sabato piuttosto che limitarti a vedere le partite della domenica. Semplicemente perché in partita deve confrontarsi con i colossi e il materiale a disposizione è nettamente differente. Eppure De Zerbi valorizza tutto all'ennesima potenza. Sensi, Berardi che si rilancia, Demiral, Caputo, Lirola e tanti altri. La prossima scommessa sarà Boga, calciatore giovane ed eccezionale che potrà fare il grande salto dopo l'ottimo lavoro che De Zerbi sta facendo con questo ragazzo. Carnevali ha capito e fa bene a sfruttare il lavoro tecnico del suo allenatore, il quale ha due missioni: salvare la squadra e valorizzare tutto il capitale umano. In pochi lavorano come De Zerbi in Italia.
Tanti calciatori si stanno rivalutando... un anno dopo. Candreva, all'Inter, ha segnato 2 gol in 10 giornate mentre lo scorso anno ne aveva fatto 1 in 18. Berardi aveva realizzato 8 gol in tutto il campionato scorso; adesso già è a 7 in 10 partite. Correa, alla Lazio, idem: 6 gol in 12 gare. Lo scorso campionato 5. Simeone a Cagliari: 4 gol in 11 partite quest'anno, 6 in 36 giornate un anno fa. Ma anche Pastore, Higuain e Olsen tra i pali.
In chiusura la serie C che non trova pace e mai la troverà: dai casi Matera, Pro Piacenza e Modena non abbiamo imparato nulla. Ogni anno si parte tra mille dubbi e si arriva a novembre già con partite annullate creando un danno anche agli avversari che restano senza giocare per due settimane. A Rieti tutti sapevano che la situazione era deficitaria. La squadra è partita ma non è arrivata neanche a Natale. I controlli? Le istituzioni? Lega e Federazione? Sempre la solita storia ma ripeterci sembra da sapientoni. Il vero problema è come mai manchi un controllo vero sui bilanci e sulla liquidità di società professionistiche. Pochi soldi e troppe società in serie C: due gironi da 20 basterebbero senza dubbio. 60 società, di cui 60 ci perdono soldi, 4-5 si svenano perché li hanno e il resto è tutto un vivacchiare per far giocare più giovani possibili e guadagnare qualche soldo di contributo. Non c'è un progetto né per le società né per i calciatori che, superata l'età utile per i club, vengono buttati nel cestino come voi farete con questo mio editoriale sul vostro pc. Rieti è l'ennesimo schiaffo ad un sistema che non si vuole cambiare. Peggio ancora quello che sta succedendo ad Avellino. Società storica del nostro panorama, con una non iscrizione avvenuta due anni fa, cambio di proprietà e dopo 12 mesi già in crisi. Tutti sapevano che, in estate, c'era il Tribunale a controllare le sorti dell'Avellino ma nessuno ha fatto nulla per guidare questa società in un porto sicuro oppure azzerare tutto, per l'ennesima volta, evitando questo lento e struggente suicidio.


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