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Giocatori positivi, allarme Covid: campionato con play off e play out. Inter, una coppa per aprire le porte a Messi. Intanto subito Kantè, Emerson Palmieri, Kumbulla e Tonali. Pirlo ha scelto Dzeko e vuole Dybala. Milik alla Roma per Under

Giocatori positivi, allarme Covid: campionato con play off e play out. Inter, una coppa per aprire le porte a Messi. Intanto subito Kantè, Emerson Palmieri, Kumbulla e Tonali. Pirlo ha scelto Dzeko e vuole Dybala. Milik alla Roma per UnderTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 21 agosto 2020 14:49Editoriale
di Enzo Bucchioni

Ci risiamo, una dopo l’altra, dalla Roma al Cagliari, dal Torino al Napoli al Sassuolo, diverse società di serie A stanno denunciando la positività al Covid19 di alcuni giocatori. C’era da aspettarselo, sono ragazzi anche loro e in qualche discoteca o in qualche assembramento vacanziero devono pur essersi imbattuti. Per ora i numeri sono fortunatamente bassi, ma l’allarme è comunque scattato e in Federcalcio e in Lega è tornata alta la preoccupazione. Sono cominciati i giri di telefonate fra presidenti e direttori, c’è chi pensa già a far slittare l’inizio del campionato di un paio di settimane, almeno al quattro ottobre. Vedremo. Il tema è indubbiamente caldo e l’attenzione deve tornare a salire.

Fra l’altro il presidente della Federcalcio Gravina ha sempre nel cassetto il piano che prevede play off e play out in serie A, un piano che potrebbe tornare di grande attualità in una nuova stagione già molto compressa che dovrebbe chiudersi con l’Europeo.

Nel frattempo si giocano gli ultimi atti di una stagione tribolata, stasera la finale di Europa League fra Inter e Siviglia, domenica quella di Champions fra Bayern e Psg.

Ci ha pensato l’Inter a tenere alto il nome del calcio italiano conquistando questa finale dieci anni dopo il magico triplete di Mourinho. E in fondo, se ci pensate, per diverse cose Conte può somigliare all’allenatore portoghese. Al di là della coppa che è un sempre un trofeo che ha visto in corsa grandi squadre come il Manchester United, tanto per dirne una, la vittoria avrebbe un significato ancora più profondo per tutta la società Inter. Ricominciare a vincere, quattro anni dopo l’arrivo di Suning, vuol dire che dopo un lungo lavoro di assestamento economico prima, tecnico dopo, l’Inter è finalmente tornata nel grande giro europeo per restarci stabilmente. Si tratterebbe in sostanza di una ripartenza e di un segnale dato a tutto il calcio, soprattutto di casa nostra. In queste finali europee i nerazzurri hanno finalmente convinto, Conte ha dato la sensazione di essere riuscito a plasmare la squadra che ora gioca con la sua grinta, il suo agonismo e mette in pratica il calcio che vuole, fatto di pressing, aggressività, ripartenze, grande movimento senza palla. Rientrare nel Grande Giro vuol dire essere anche più appetibile per i giocatori più importanti. Sappiamo del riscatto di Sanchez, dell’arrivo di Hakimi per la fascia destra, tanta roba. Tonali ha già un accordo, probabilmente la prossima settimana si chiuderà con il Brescia. Idem per Kumbulla con il Verona, diciotto milioni più Salcedo, battuta la concorrenza della Lazio. Per Kantè e Emerson Palmieri con il Chelsea il discorso è avviato da tempo, ma c’è sempre nell’aria l’idea Messi che gira e rigira. L’operazione è stata avviata da tempo e il trasferimento a Milano della sede della società del padre del giocatore non è un caso. Si stava lavorando però per il 2021 quando il contratto del giocatore andrà in scadenza, la devastante sconfitta contro il Bayern ha cambiato lo scenario. L’umiliazione ha turbato Messi, sta pensando seriamente di dire stop al Barcellona e le ore sono convulse. Ieri l’argentino ha interrotto le ferie per tornare in città e incontrare il nuovo allenatore Koeman che cercherà di convincerlo sulla bontà del piano di rilancio di Bartomeu . Cosa succederà? Alla finestra oggi non c’è solo l’Inter, ma anche il City di Guardiola. E’ ovvio che chiudere un’operazione del genere oggi sia più costoso e necessità di tempi e modalità diverse da quelle che si stavano preparando. L’Inter comunque c’è e valuterà fino in fondo l’impatto sui costi di un ingaggio del genere che può arrivare attorno ai cento milioni lordi. Ci sono però da considerare anche i ricavi per i brand Inter e Suning che avranno sicuramente benefici e riposizionamenti globali, oltre all’aspetto sportivo determinante con il numero Uno al mondo. Non resta che monitorare gli eventi, nessuno è nella testa di Messi, ma la sensazione che gli otto gol presi dal Bayern possano aver scritto la parola fine su questa storia è molto forte. Sarei curioso di sapere cosa pensa Conte di un’operazione del genere, ma questo è un’altro discorso. Intanto la curiosità è tutta legata a questa finale che potrebbe anche rinsaldare definitivamente i legami dell’allenatore con la società burrascosi fino a una decina di giorni fa. Il rapporto è ricucito, non penso a decisioni traumatiche, la squadra è decisamente con Conte e il percorso è appena iniziato.

Come risponderà la Juventus? Il discorso Dybala è congelato, si aspetta un prossimo incontro per capire che margini ci sono per il rinnovo (a certe cifre la Juve e ha detto no) o se invece si deve accelerare verso il mercato. Ovvio che le finali europee abbiano rallentato tutto, ma da lunedì si riparte. Paratici che continua (anche ieri) ad essere accostato alla Roma, deve risolvere pure il problema centroavanti. Pirlo, a proposito di Dybala, ha fatto sapere che fosse per lui l’argentino sarebbe incedibile, ma si adeguerà. Ovvio. Per il centroavanti ha fatto la sua scelta e puntato dritto su Dzeko. Il giocatore è pronto, si tratta di capire se la Juve intende pagare i 7,5 milioni di ingaggio. Si sta lavorando su questa operazione che dovrebbe portare Milik (già in orbita Juve) alla Roma con Under e conguaglio di una quindicina di milioni al Napoli. Un giro che accontenterebbe tutti, compreso Gattuso che deve sostituire Callejon. A proposito di Gattuso, il rapporto fino ad oggi idilliaco con il presidente De Laurentiis ha avuto una battuta d’arresto sulle clausole del contratto e l’allenatore non ha rinnovato. L’accordo scadrà il 30 giugno del 2021 e iniziare una nuova stagione e in questo caso un nuovo ciclo, con un allenatore in scadenza non è certamente il massimo della vita e del calcio. Gattuso ha davanti un piano triennale, dovrebbe avere maggior potere anche nei confronti della squadra. L’essere in scadenza vuol dire fragilità da una parte, ma anche porte aperte dall’altra. A un rapporto del genere mancano solidità e stabilità che sono fondamentali. La pausa di riflessione dovrebbe comunque servire per trovare un accordo ancora possibile.

Finita invece la riflessione di Ibrahimovic. Come vi avevamo detto qualche settimana fa, Ibra aveva dato l’ok al Milan, la scelta era stata fatta su basi concrete. C’erano da discutere i dettagli e i bonus del contratto, c’è voluto qualche tempo in più, fra alti e bassi, ma Ibra non ha mai pensato di non chiudere la carriera in rossonero. E’ anche attorno alla sua permanenza che è stato rilanciato il progetto Pioli e abbandonato il piano Rangnick, la firma arriverà in queste ore. Ma che squadra vuol fare il signor Gazidis? Cha mandato ha avuto Maldini? Pioli ha chiesto Chiesa e Milenkovic, ma le difficoltà sono tante. Come detto da tempo, la Fiorentina per il difensore vuole soltanto cash, in particolare 40 milioni. Per Chiesa non c’è stato neppure un sondaggio, il Milan per il ruolo punta invece su Thauvin dell’Olympique Marsiglia che si può portare a Milano con meno di venti milioni. Contatti anche con Bakayoko che potrebbe diventare una valicata alternativa a Kessie e Bennacer nei due di centrocampo.

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