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Editoriale

Icardi-Inter: telenovela finita? E un altro cambio in panchina: le difficoltà di un progetto

21.03.2019 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 25064 volte
© foto di Federico De Luca

Potremmo essere arrivati alla fine. Sicuramente alla fine delle cure. Icardi scende dal lettino delle cure fisioterapiche al ginocchio (day35) e dovrebbe essere guarito. Si allenerà con il gruppo, salvo sorprese. Si allenerà in realtà con quello che rimane del gruppo visto che molti nerazzurri sono impegnati con le nazionali. Ma non bisogna sminuire un passo che è decisamente importante, nella gestione di una situazione che rischiava davvero di essere esplosiva.
Tutto fondamentalmente ruotava intorno a quel lettino: Icardi avvertiva dolore e non era a disposizione. L’Inter in mezzo alla tempesta doveva aggrapparsi a chi c’era: esce dall’Europa League, trionfa nel derby. Ma non si può essere legati ai risultati per avere ragione o torto. E l’Inter, da grande squadra, questo lo sa. Se Icardi avesse continuato ad aver dolore, sarebbe stato un problema, anche sul mercato. Di sicuro per l’Inter, ma anche per Icardi.
È per questo che le chiacchierate fra la società (nella figura di Marotta) e giocatore (nella figura dell’avvocato Nicoletti) sono stati importanti per ribadire alcune posizioni liberi da retropensieri che avrebbero potuto condizionare le controparti. Ora che un passo importante è stato fatto, bisognerà aspettare e vedere cosa succede nel gruppo, se veramente Icardi è guarito. E bisognerà aspettare almeno a metà della prossima settimana, quando rientreranno tutti. E se volete la mossa è anche più sottile di quanto sembri: una settimana (più o meno) per parlare con chi c’è e con Spalletti. E piu piano piano con chi torna... probabilmente un rientro più soft, dopo una vicenda del genere, non ci poteva essere.
Una pausa nazionale che rischiava di essere noiosa, in cui magari ci proiettavamo sul futuro dell’Italia (visto che di giovani interessanti all’orizzone ce ne sono eccome), sui possibili scenari delle grandi d’Italia e d’Europa per il futuro (sia come giocatori che come allenatori) senza avere ancora tutte le tessere in mano, quindi ipotizzando sulla base di questioni non ancora certe.
Certo è invece che Tudor riparte da Udine, ancora. L’avventura di Nicola è finita all’improvviso. Non ha funzionato Velazquez, non ha funzionato neanche lui. Il post Guidolin, per l’Udinese è risultato più difficile del previsto. Stramaccioni è rimasto un anno senza brillare. Colantuono è stato sostituito da De Canio per cercare di invertire una rotta che non stava funzionando. La stagione successiva (16/17) un’altra coppia (Iachini, Delneri), la scorsa stagione addirittura 3 (Delneri, Oddo, Tudor) esattamente come questa... per la famiglia Pozzo trovare un allenatore che sappia sviluppare il progetto come era successo in passato ai vari Guidolin, Marino, Spalletti o ancora più indietro Zaccheroni è vitale. Il problema è che ora si rischia la retrocessione: e questo sarebbe ancora peggio... è vero che i bianconeri giocavano contro Juve e Napoli le ultime due, ma è altrettanto vero che non solo hanno preso 8 gol in due partite ma che sono stati riacciuffati dall’Empoli e a un punto soltanto dal Bologna.


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