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La Giovane Italia
Editoriale

Inter fuori dall’Europa paga caro il caso-Icardi. Un capitano vero avrebbe giocato. Zhang furioso lo vuole sul mercato. Derby ad alto rischio. Spalletti via, Conte ha chiesto tempo. Il caso Mourinho.

15.03.2019 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 38283 volte
© foto di Federico De Luca

L’Europa League era uno degli obiettivi stagionali, ora per non fallire completamente la stagione, all’Inter non resta che la caccia alla Champions, con il Derby alle porte, in un momento complicatissimo.

Questa situazione drammatica è il frutto amaro del caso Icardi che da oltre un mese ha sconvolto gli equilibri di spogliatoio, tolto energie nervose e mentali, e la serenità a tutti. Ha soprattutto privato la squadra del suo attaccante di riferimento, l’uomo che da cinque anni fa gol ed è al centro della manovra offensiva.

E’ questo il frutto amaro di un caso che andava risolto prima e in silenzio, che è stato gestito malissimo da tutti, società compresa, con i tempi e i modi sbagliati. Ora, però, le responsabilità più pesanti cadono sulle spalle di Mauro Icardi che non poteva e non doveva abbandonare per nessuna ragione la nave Inter nel momento più delicato della stagione. Soprattutto ieri sera quando nell’emergenza Spalletti ha dovuto chiamare e far giocare due ragazzini della Primavera, Icardi doveva dare la sua disponibilità.

Se davvero Icardi è innamorato dell’Inter, se soffre per questa situazione, se vuole restare ancora nerazzurro come ha spesso detto o fatto dire dalla moglie procuratrice Wanda Nara, ieri sera doveva scendere in campo. Poteva giocare anche con una gamba sola, da fermo, stare lassù, poteva e doveva dare un contributo anche con la presenza, ma un gesto andava fatto. Un gesto da ex capitano o da capitano senza fascia, un gesto capace di andare oltre le discussioni e le polemiche, oltre l’amor proprio, ma soltanto per amore dell’Inter. Icardi non l’ha fatto, dal venti di febbraio quando convocato per la trasferta di Vienna ha rifiutato la trasferta, con la complicità di un ginocchio che non è così malato secondo i medici dell’Inter, ginocchio che ha il sapore dell’alibi, Icardi ha preferito stare sul divano e vedere affondare da casa la sua squadra. In questo modo la fascia di capitano non l’avrà più e secondo i rumors provenienti dall’interno della società, dovrà scordarsi anche l’Inter. Si racconta di uno Zhang furibondo e non solo da stasera, non ha incontrato Icardi e non è ancora certo se mai lo incontrerà dopo quel che è successo. In fondo il giocatore è ancora un tesserato dell’Inter, il giocatore più pagato, ha giocato per mesi con infiltrazioni, poteva sacrificarsi per un paio di partite. Magari ne poteva anche uscire da eroe agli occhi dei tifosi, invece in questo modo si è chiamato fuori non solo dallo spogliatoio, ma da tutto e da tutti. Ha messo davanti l’orgoglio per la fascia e gli interessi personali agli interessi dell’Inter e dei suoi tifosi. E Zhang non vuole perdonare, sarebbe perfino per una soluzione drastica del tipo non fatelo giocare più.

Del resto l’atteggiamento dell’argentino per molti è imperdonabile. E’ chiaro che Marotta cercherà una ulteriore mediazione e proverà a siglare un accordo, il capitale Icardi non può essere svalutato, mettere sul mercato un giocatore con questa situazione significherebbe svenderlo e l’Inter non lo vuole svendere, ma il momento è di altissima tensione e non si vede un finale all’orizzonte.

Detto questo, anche i grandi nemici di Icardi a cominciare da Perisic non è che si siano fatti in quattro per passare il turno. Anzi. L’Inter ha giocato come avvolta da una nebbia mentale e fisica che porterà a decisioni drastiche a fine stagione, i giocatori senza personalità e scarso attaccamento faranno le valigie, anche quelli bravi tecnicamente. Su questo Marotta sarà durissimo.

Ne farà le spese anche Spalletti, uno dei nemici di Icardi. Si è alleato con gli altri, con il gruppo degli anti-Wanda, ma le risposte in campo non sono arrivate, non hanno convinto. Se davvero tutte le colpe erano di Icardi, era logico aspettarsi un atteggiamento diverso da quello di ieri sera, ad esempio. Ci aspettavamo dei lupi e non degli agnellini.

Spalletti, dunque, a fine stagione sarà salutato anche con il quarto posto e la Champions. Marotta vuole rifondare. Chi arriverà? Conte ha chiesto di aspettare fino a fine marzo prima di avviare una discussione seria e approfondita. Ora vuole risolvere la grana con il Chelsea e il processo si terrà a Londra fra pochi giorni. Ma nella lista è tornato anche Mourinho che una settimana fa era quasi del Real. Florentino lo aveva scelto dopo il crack in Champions, ma il presidente del Real si è trovato di fronte alla levata di scudi di due senatori dello spogliatoio, Ramos (soprattutto) e Benzema. Per far posto a Mourinho a fine stagione avrebbe dovuto vendere quasi tutti come richiesto dall’allenatore, ha deciso di cambiare obiettivo e fra sabato e domenica scorsi, quando fra l’altro Zidane era ignaro a Milano, ha virato sul Grande Ritorno e convinto il francese. Ramos in particolare aveva minacciato Perez di non voler più giocare con la famosa frase “dammi i soldi e me ne vado”. Quindi? Mourinho ora è libero ed è tornato ad essere uno degli obiettivi per la panchina nerazzurra.


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