HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
TUTTOmercatoWEB.com: notizie di calcio e calciomercato
 
SONDAGGIO
Italiane, chi va avanti in Champions League?
  Passerà solo la Juventus
  Juventus e Napoli
  Juventus, Napoli e Inter
  Juventus e Inter
  Juventus, Napoli e Atalanta
  Juventus, Atalanta e Inter
  Juventus, Atalanta, Napoli e Inter

La Giovane Italia
Editoriale

Inter, sfida totale alla Juve. Torna Lukaku con Politano, Ronaldo con Higuain e Ramsey. Sarri-Conte dall’Arezzo allo scudetto. Milan, confusione totale: Elliott deve vendere nonostante le smentite. Insigne, ecco cosa è successo con Ancelotti

04.10.2019 06:54 di Enzo Bucchioni   articolo letto 33222 volte
© foto di Federico De Luca

Sarri e Conte, due allenatori che dodici anni fa non riuscirono a salvare l’Arezzo dalla retrocessione in serie C, domenica si ritrovano a ragionare di scudetto. E’ un’altra bella storia o favola, fate voi, confezionata dal Dio del Pallone. Quell’anno si divisero il lavoro su una panchina di serie B (parte Conte, arriva Sarri, torna Conte) e andò male, oggi è tutta un’altra storia e un’altra vita per due fra i tecnici più apprezzati nel macrocosmo calcistico.

Sarri guida la Juve, una delle squadre più forti al mondo, Conte pilota l’Inter che sta lavorando per diventarla. Ma le domande sono altre tipo: oggi l’Inter vale già la Juve? Oppure, è diventata più Sarriana la Juve o più Contiana l’Inter?

Difficile capirci qualcosa, ma vale la pena provarci. Il giochino è divertente.

Comincio dall’Inter perché l’altra sera a Barcellona s’è vista sbocciare una grande squadra. Fantastica per un tempo, d’accordo, ma con tanta gente che il Camp Nou l’aveva visto soltanto in fotografia e un gruppo che lavora da appena due mesi, mi sembra comunque tanta roba. L’Inter è già Contiana e non c’è dubbio. Mentalità, carattere, interpretazione della partita, la rabbia, la voglia, sono tutte cose che Conte versa ogni giorno nella testa dei giocatori e la riempie: l’evoluzione s’è vista nettamente. Alla faccia di quelli che parlano di barricate e contropiede (fatevi un corso di rieducazione calcistica o fatevi ricoverare in una clinica di Coverciano), s’è visto un grosso lavoro di squadra nel pressing alto, nel recupero palla, nelle ripartenze manovrate accompagnate da sette-otto giocatori, ma anche la voglia e la capacità di gestire la palla, di far ripartire l’azione usando anche il portiere, il tutto unito a una grande intensità, raddoppi, chiusure delle linee di passaggio. Nella ripresa il Barca ha cambiato (Vidal in mezzo con De Jong regista e uno spento Busquets fuori) e l’Inter ha perso qualcosa strada facendo, ma ha pagato solo per le giocate di un Fenomeno vero (Messi) e i gol di un grande campione (Suarez). L’Inter è sicuramente Contiana e in quanto tale alla Juventus può far male. In questi mesi ha fatto più passi l’Inter nel mondo di Conte che non la Juve nel mondo di Sarri. Questo è abbastanza evidente. Il processo di rieducazione calcistica è stato più facile per Conte che guida un gruppo che ha fame di risultati e di gloria, più complicato il lavoro di Sarri dentro una squadra che vince da otto anni e deve raschiare il barile delle motivazioni per rimettersi in gioco su strade nuove. La malattia di Sarri con un mese difficile, ha complicato il tutto. La Juve sembra affascinata dalle nuove strade del pallone portate in società per andare oltre Allegri, ma serve ancora tempo per ottenere il massimo del gioco con il massimo del rendimento. Oggi è più assemblata l’Inter, ma non per questo me la sento di dire che i nerazzurri sono i favoriti. Oggi, al miglior assetto dei nerazzurri la Juve oppone un organico straordinario e un numero ben superiore di giocatori che possono vincere la partita con una giocata o un’invenzione. Non a caso il valore della rosa della Juve è di 864 milioni, quella dell’Inter 536.

Il tema è tutto qui: vinceranno la ferocia, la voglia e il gioco d’assieme o la consapevolezza e la maturità di chi sa di essere tecnicamente superiore. Non pensate a Davide conto Golia, per carità, le distanze sono diminuite, però calcisticamente il divario c’è, esiste e c’è da capire quanta forza ha dentro l’Inter colmare il fossato. Due punti di vantaggio sono nulla. Domenica mi immagino un braccio di ferro con in palio più un pezzo del futuro che del presente: il campionato è appena cominciato. Ma la Juve dovrà iniziare da domenica a marcare il territorio, se consentirà sconfinamenti darà all’avversario nuova forza e nuove certezze. Questa partita potrebbe diventare quasi un crocevia per la recente storia calcistica, un appuntamento rinnovato con la tradizione bianconera, la continuità, o l’inizio di una vicenda nuova, capace di far saltare gli equilibri, la rivoluzione.

Tutto questo fa capire quanta roba c’è dietro questa gara.

Sarri ha già deciso che la coppia migliore in attacco è Ronaldo-Higuain. Giocherà con il trequartista, ma stavolta sarà Ramsey. Tutti gli altri confermati, da Szczesny a Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa, Khedira, Pjanic e Matuidi in mezzo al campo.

Conte sta pensando a un po’ di turn over dopo le fatiche di Barcellona. In attacco torna Lukaku e con Sanchez squalificato, la rapidità di Politano è un’opzione in pole position. Lautaro ha speso moltissimo. Ma i test atletici aiuteranno nelle scelte. Potrebbe uscire anche Candreva per favorire D’Ambrosio sull’esterno. A centrocampo tutti confermati con Vecino in stand by.

E se l’Inter studia da Grande, l’altra faccia di Milano soffre e discute. Fa male vedere il Milan incartarsi ormai da anni su manager nuovi, allenatori di tutti i tipi, giocatori diversi, mentre le cose restano più o meno sempre le stesse. Cosa manca? Semplice: la società. Fino a quando il proprietario del Milan sarà un lontano fondo di investimento che ha soltanto obiettivi economici, il provare a rilanciare per poi rivendere e recuperare il denaro investito, da questo pantano non si uscirà. Spero che Elliott si decida a vendere prima possibile. Non so se c’è davvero l’interesse (smentito) del signor Arnault (il signor Vuitton), ma una cosa è certa: serve al più presto una proprietà che metta soldi, ma anche impegno personale, partecipazione, passione e un po’ di cuore, naturalmente con programmi seri e davanti il tempo necessario per attuarli. Trovatela, nell’interesse di tutti.

In attesa, cambiare Giampaolo sarebbe solo un altro inutile giro di giostra, un altro allenatore bruciato verde. Per prendere chi? Probabilmente in questa situazione senza certezze, faticherebbe anche Messi a fare la differenza, ma di cosa parliamo?

Di cosa parleranno oggi, invece, Ancelotti e Insigne? Dovrebbe esserci un incontro fra i due per cercare di ritrovare un rapporto e proseguire il lavoro appena iniziato. Ma cosa è successo? Insigne non vuole giocare esterno nel 4-4-2. Si sente la punta sinistra nel tridente, ma anche la seconda punta del 4-4-2 adottato nelle ultime settimane. Ancelotti invece ha in mente Milik e Llorente come prima punta, Lozano e Mertens come seconda. Su questo c’è stato l’irrigidimento di Insigne che teme di snaturarsi sull’esterno, deve lavorare di più, arriva meno lucido in zona gol e non ultimo teme per la Nazionale. Non gradendo le idee di Ancelotti, Insigne si sarebbe allenato più blandamente, con minor partecipazione scatenando così l’ira del tecnico che l’ha mandato in tribuna col Genk. Riuscirà De Laurentiis a ricomporre la vicenda? E’ un obbligo se davvero il Napoli vuol continuare a crescere e crede (come è giusto) in una stagione da protagonista in tutte le competizioni. Non c’è altra strada.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

È tempo di riflessioni, per mercato invernale e futuro in generale... all’insegna del prestito? 14.11 - Durante la pausa della Nazionale è sempre tempo di riflessioni in ogni società, per cercare di programmare al meglio il mercato invernale e per cercadi risolvere i problemi. Chi ne ha - al momento - più di tutti è il Napoli che deve cercare di sbrogliauna matassa piuttosto complicata....

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Cristiano Ronaldo è più grande della Juventus, e la Juve lo ha accettato. Ok il marketing, ma è venuto per la Champions League: per vincerla si perdona di tutto. Sarri-Allegri: dopo 3 mesi cosa è cambiato? 13.11 - Non è la prima volta che succede, e non è certo la fine del mondo del calcio, né tantomeno del mondo juventino, né tantomeno del mondo cristianoronaldiano. Un giocatore, stellare e acclamato, che esce in disaccordo per una decisione, e tira dritto per gli spogliatoi, incazzato per...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: Ronaldo e gli effetti collaterali generati da un giocatore diverso dagli altri. Inter: la "pace" di Conte e i 2 colpi sul mercato. Milan: senza attacco non si va lontano, serve "quel" nome. E... bentornato Andrea 12.11 - Ben trovati. Sapete molto bene quanto da queste parti apprezziamo le pause per la Nazionale. Moltissimo. Ecco, esatto, in regime di “pausa” viene fuori un po’ di tutto: ci si annoia, saltano fuori le balle di mercato, si esasperano le polemiche e così via. In questo specifico caso...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

De Laurentiis, multali tutti: da Insigne ad Ancelotti. Inter, fai lo stesso con Conte. Marotta non guardi in faccia a nessuno. Cellino, te la sei cercata. Ibra? Poi mettiamo la scritta “completo” a Milanello 11.11 - La settimana vissuta dal Napoli, molto probabilmente, non la vivono molte squadre dalla serie A alla serie D. Una pessima gestione… di tutto. Una squadra amatoriale, una società senza personalità e dirigenti succubi del Presidente che non riescono a gestire il rapporto tra squadra-staff-proprietà....

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

Prima Marotta, poi Barella: ieri l'Inter ha risposto due volte a Conte (che è in una botte di ferro). Ma nel mirino c'era soprattutto il mercato: a gennaio Ausilio dovrà 'alzare i giri del motore' 10.11 - Trentuno punti in dodici partite. Solo cinque lasciati per strada, di cui tre contro la Juventus. Il primo scorcio di Serie A dell'Inter di Antonio Conte si chiude con numeri da squadra che vuole lottare fino alla fine per la conquista dello Scudetto. Vuole provarci, anche a costo...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Inter, Conte spinge per Vidal ma il Barcellona non molla e il centrocampista resta un rebus. Giroud per l’attacco. Napoli, Mertens e Callejon più vicini all’addio. Futuro di Insigne, Koulibaly e Allan da decifrare 09.11 - La sconfitta di Dortmund ha decisamente accelerato le strategie di mercato dell’Inter per gennaio. La sensazione però al momento è che non ci saranno grandi investimenti, programmati invece per l’estate. E allora proviamo a inquadrare cosa potrebbe succedere. Due sono i reparti in...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Ibra al Milan: è fatta, lo dice la Mls. Inter-Conte, tutti i nomi di Marotta. Vidal e Kulusevski in pole. Napoli caos, De Laurentiis nei guai per Sarri. Mertens e Callejon via ora, Insigne e Koulibaly a giugno 08.11 - La bomba arriva dagli Usa a tarda ora: Ibra s’è accordato con il Milan. La rivelazione, non sappiamo fino a quanto voluta o semplice gaffe, arriva direttamente da Don Garber, commissioner della Mls, la lega americana. In una intervista il manager ha confessato il dispiacere per l’addio...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Le conseguenze della Champions, due giornate di fuoco per Napoli e Inter. Sorride invece la Juve e spera ancora l’Atalanta… 07.11 - La Champions ha lasciato degli strascichi, più pesanti che mai, almeno poco pronosticabili alla vigilia. Partiamo da quello più scontato, anche se con un grado di difficoltà maggiore visto quello che abbiamo notato sul campo. La Juventus è per la sesta volta consecutiva agli ottavi...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Antonio Conte show: ecco l’incredibile sfogo a Dortmund. Avrà conseguenze? Quanto c’è di vero, e quanto è solo reazione? Occhio alle parole di Lautaro, forse ancora più importanti. E il precedente di Mourinho… 06.11 - Era partito piano, quasi arrendevole Conte. No, non parliamo del campo, lì anzi era stato il contrario, aveva domato il Westfalen nel Primo Tempo come raramente si è visto negli ultimi dieci anni. Parliamo del post-partita. Quasi rassegnato in principio nelle dichiarazioni: “Troppi...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Inter: un ringraziamento a “mamma e papà” prima di sfidare il muro giallo. Milan: c'è solo una strada per uscire dalla mediocrità e ha un nome. Napoli e Roma: attenti ai commentatori. Balotelli: ecco cosa manca. E sul Var... 05.11 - Eccoci. Mala tempora currunt. 1) Cioè, Balotelli si incazza. E c’ha ragione. E tutti dicono “c’ha ragione” ma poi c’è chi aggiunge “sì, c’ha ragione però…”. Però che? Il fatto è che sarebbe bello se per una volta a prendere a pallonate i senzacervello non fossero i calciatori...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510