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La Giovane Italia
Editoriale

Juve, i conti in tasca a Paratici e la verità su Pogba. Milan, il male minore grazie a Gazidis. Ventura, dal sogno Mondiale al ritorno in B: bentornato a casa. Udinese, colpo Nestorovski: beffato Sabatini

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
01.07.2019 09:50 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 67769 volte

La Juventus si appresta a vivere un'altra estate da regina del mercato. Anche se Inter e Napoli sono molto più vicine, rispetto al passato, per toccare la corona. Se l'Inter chiuderà Lukaku, e un altro attaccante, sarà una seria candidata alla corsa al titolo. L'impatto Conte peserà ma saranno decisive due mosse: gli attaccanti in entrata e le uscite di Icardi e Nainggolan. Partire per il ritiro con due spine nella rosa potrebbe essere fastidioso. Paratici sta rastrellando tutto il mercato e con l'operazione Matthijs de Ligt candida, ufficialmente, la Juventus e il calcio italiano su una dimensione diversa. Strappare il difensore più forte in prospettiva e pagarlo tra i 12-15 milioni di ingaggio annui significa poter stare al passo con i club inglesi, Barcellona, Bayern e Real Madrid. Insomma la Juventus sta trascinando il carrozzone del sistema italiano obbligando Inter e Napoli, almeno, a provare a stare al passo. Nel frattempo, a Torino, è sbarcato Rabiot e oggi farà le visite mediche. Paratici è un genio... del bene. Ha allestito un centrocampo da fuoriserie mondiale con 4 peperoni e 2 noccioline. Emre Can a parametro zero, Ramsey uguale, Rabiot a zero, Bentancur a 9 milioni, Matuidi 20 milioni, Pjanic 30 milioni e Khedira a zero. 59 milioni di euro per 7 centrocampisti; tutti potenziali titolari. Allora mi verrebbe da dire se Paratici è un genio e, all'improvviso, è impazzito. Spendi (bene) 59 milioni per 7 centrocampisti e poi per un solo centrocampista ne spendi 150 dopo averlo venduto a 100, acquistandolo a zero? Pogba alla Juve? Non scherziamo. Il francese non tornerà a Torino. Non ci sono i presupposti economici, seppur parliamo di un grande giocatore. Dovrebbe cambiare la strategia della Juve e di Raiola, altrimenti, Pogba resterà solo nella fantasia di qualcuno.
Mossa poco da Juve, invece, l'eventuale ritorno di Gigi Buffon. Premesso che stiamo parlando di un grandissimo portiere, di un professionista esemplare e di una persona capace di fare gruppo, come pochi, nello spogliatoio è una strategia con poco significato. Ad un anno dai saluti, dalle lacrime e dagli addii non ha un filo logico riportare Buffon a Torino a fare il secondo. La carta di identità non mente mai e le minestre riscaldate non aiutano. Certamente è un'operazione utile a Buffon che allunga la carriera, guadagna per un altro anno da calciatore e si prepara al futuro da dirigente. Detto questo, la Juve aveva bisogno di altro. Per Buffon, invece, un treno sul quale salire immediatamente.
La scorsa settimana, il Milan ha saputo del suo destino. Meglio di così non poteva andare. Sarà una Europa League ancora più triste senza le big italiane ma, ormai, da tempo sappiamo che questa competizione ha perso di fascino e per come è strutturata non interessa a nessuno. O Champions o nulla. Gazidis ha fatto un grande lavoro politico con la Uefa e ottenere, come sanzione, l'esclusione dall'Europa che non conta è un risultato da fuoriclasse. Il vero problema sarebbe stato il blocco del mercato o peggio ancora l'estromissione dalle coppe europee per più anni. Invece così hai un anno per concentrarti sul campionato, sul bilancio sperando di tornare, presto, in Europa dalla porta principale e non da quella di servizio. Bravo Gazidis che ha ottenuto il miglior risultato possibile. Certo, poi, al tifoso non puoi dichiarare di essere soddisfatto altrimenti si incavola di brutto ma, detto tra di noi, a Casa Milan hanno forse stappato anche una bella bottiglia di Champagne. Un fardello è eliminato. Il problema ora è costruire una squadra all'altezza delle aspettative di Giampaolo e, premesso, che sulla carta Juve, Inter e Napoli partono avanti il Milan deve provare a costruire una squadra competitiva per puntare al quarto posto; quest'anno sfiorato da Gattuso. Donnarumma in partenza? Il problema non è la sua cessione ma le tempistiche. Doveva andare via due anni fa a 80 milioni di euro e non svenduto oggi quando tutti sanno che sei obbligato a vendere.Commissione più alta, all'orizzonte, per Mino.
Nel frattempo, nel calcio come nella vita, tutto torna. Giampiero Ventura sarà il nuovo allenatore della Salernitana. Un gran colpo per Lotito e Fabiani, un top per la categoria. Appunto: per la categoria. Ventura torna a casa e torna nella sua dimensione. Non è un'offesa ma per gli allenatori, come per i calciatori, esistono le categorie non a caso. Perde il suo vice storico, Sullo, andato a Padova da primo. Ventura era una bestemmia in Nazionale e non alla Salernitana. In B può fare la differenza. La chiesa è tornata al centro del villaggio. L'esplosione avuta al Torino ha fatto perdere la dimensione del valore del professionista. Il curriculum parla chiaro e Ventura è un allenatore perfetto per una squadra, come la Salernitana, che cerca rilancio in serie B.
Nel frattempo è stato un week end di fuoco per il mercato e si è scatenata la caccia ai "talenti" del Palermo. Walter Sabatini aveva fatto di tutto per portarlo a Bologna, aveva anche battuto la concorrenza del Torino ma l'Udinese è stata più lesta di tutti e ha beffato sia Bologna che Torino nella corsa a Ilija Nestorovski. Dopo Jajalo arriva anche Nestorovski a parametro zero in Friuli. Pozzo e Marino fanno bingo con due calciatori che si integrano perfettamente nella rosa di Igor Tudor. Costo delle due operazioni: zero! Decisiva la volontà del calciatore e la velocità di chiudere l'operazione da parte dei dirigenti bianconeri. A Sabatini non resta che aspettare il prossimo giro.


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