HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
TUTTOmercatoWEB.com: notizie di calcio e calciomercato
 
SONDAGGIO
L'Italia di Mancini può vincere l'Europeo?
  Sì: ha dimostrato di essere all'altezza delle migliori
  Sì ma solo con un sorteggio favorevole
  Serve un miracolo, è ancora presto
  No: il girone era facile e il vero valore è sempre lo stesso

La Giovane Italia
Editoriale

Juve: la verità (sensata) di De Ligt. Inter: gli infortuni, il comandamento di Conte” e le panzane sul “vice Lukaku”. Milan: la logica sulla scelta di Pioli e le mezze verità di Silvio. Italia: è tutto bello, ma non esageriamo

15.10.2019 07:42 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 28629 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Il dramma della pausa per la nazionale è che porta con sé molti effetti collaterali a contorno. Il primo è che tutti quelli che parlano di calcio si ritrovano spaesati, non sanno che dire, e allora pur di non ritrovarsi senza opinioni esprimono il loro giudizio su altri argomenti: la guerra in Siria (“non si fa, non è giusto, sì ma però, cioè bisogna capire, è uno schifo, bisogna prendere provvedimenti, vergogna!”), il film Joker (“è molto bello!, sì ma senza Gioacchino Fenice non varrebbe niente, sì ma Gioacchino Fenice c’è, sì però che angoscia, io preferisco il Re Leone tenerone, vergogna!”), la maglia verde della Nazionale (“troppo verde, volendo sembra azzurra, bella, brutta, vergogna!”), il logo di Italia Viva (“ma che roba è?, pare lo spot del Tena Lady, ma si può?, vergogna!”) e così via.
Parecchio snobbata, purtroppo, l’opzione “c’è la pausa per la Nazionale, invece di dire la mia su ogni cosa ne approfitto per raccogliere i maroni nei boschi, così risparmio diversi quattrini essendo la castagna da sempre molto cara”.
Va così, “ce piace de chiacchierà”. E allora chiacchieriamo ben sapendo che nulla di interessante può venir fuori in regime di sosta per la nazionale, a meno che non si tratti di notizie e indiscrezioni buttate là, se non addirittura palesemente inventate. Cose tipo “Inter su Petagna!” che tu le leggi e magari nascondono pure un barlume di credibilità, ma più che altro suonano come affrettate sentenze per il buon Lukaku (“ha assolutamente bisogno di un vice perché non è adatto!”) e sono decisamente poco rispettose nei confronti di chi, con Petagna, spera di costruirci una salvezza (cioè, chi l’ha detto che a Ferrara son lì a disposizione?).
L’altra cosa che ci lascia in eredità la pausa per la Nazionale è la certezza dell’infortunio. Non si sa quale sia la magia che circonda amichevoli e ritiri vari, ma puoi star certo che se vai in Nazionale prima o poi ti farai male, magari non capiterà questa volta ma la prossima ti tocca: i ritiri sono delle brutte bestie.
Questa volta è capitato all’Inter, si è fatto male Sanchez (e, per cortesia, evitiamo di dire puttanate su “Cuadrado cattivone infamone”), si è fatto male D’Ambrosio (ma ce n’è per tutti: da Zapata a Medel, fino a Chiriches). Sono mazzate e non c’è neppure bisogno di spiegare il perché (in realtà non abbiamo voglia di inventarci qualche tesi tipo “Sanchez era fondamentale perché…” o “Senza D’Ambrosio sono cazzi perché…”). Il dato di fatto è che Conte è stato chiaro: “Io penso che credere non costi niente, per i tifosi dell’Inter, Napoli e le altre squadre. Poi bisogna essere obiettivi e guardare la realtà. Mi sono espresso fin dall’inizio, rispetto a noi ci sono due squadre, Juventus al top e poi anche Napoli, che hanno costruito di più negli anni. Questo gap c’è, ma noi abbiamo iniziato un tipo di percorso attraverso il lavoro e la serietà per progredire nel tempo e diventare competitivi per dare soddisfazioni ai tifosi. Da questo punto di vista bisogna essere coraggiosi avendo una visione chiara del presente. Dobbiamo lavorare ma senza porci dei limiti. Dobbiamo essere realisti ma consapevoli che possiamo cambiare il corso del destino”. E voi direte: perché hai incollato tutta questa pappardella piuttosto retorica? Per allungare il brodo, lo ammetto.
Due balle di Nazionale, già che ci siamo: l’Italia sta facendo ottime cose, è vero. Oggi rischia di eguagliare il record targato Pozzo di 9 vittorie consecutive, è vero. Mancini ha preso in mano una selezione allo sbando, sfiduciata, ha detto “punto sui giovani” e ci sta riuscendo, è vero. Abbiamo raggiunto l’obiettivo Euro 2020 con ben tre turni di anticipo, cosa non banale anche in un girone facile, è vero. Il resto del mondo è tornato ad accorgersi di noi, spende belle parole, sanno che non siamo i più forti della galassia ma restiamo pur sempre i quattro volte campioni del mondo e, quindi, “per la vittoria a Euro 2020 ci sono anche i redivivi azzurri”, è vero. È tutto tremendamente vero ed è bello tirarcela un po’, del resto abbiamo inghiottito amaro per anni. Però attenzione, occhio a non esagerare. Siamo solo all’inizio di un percorso che ci ha riportato fuori dal guano ma che allo stesso tempo è stato agevolato da un girone e una formula parecchio accomodanti. Stiamo facendo benissimo, ma al momento conta zero. La differenza toccherà farla a primavera inoltrata, in quel mese là, quello dove tutto deve filare per il verso giusto. Ecco, l’Italia sta lavorando sull’idea di gruppo e ben fa: è il modo migliore per non farsi fregare da chi ora “esalta a prescindere” e al primo passo falso dirà “beh, tutto qua?”.

Ci vuole prudenza anche nel giudicare De Ligt: “Ho bisogno di tempo e lavoro, all’Ajax mi sentivo invincibile ora non più”. Non male per un ragazzo pagato una caterva di milioni ma che conserva l’umiltà di ammettere i propri limiti: è il segreto per crescere e alla Juve sanno insegnarlo bene. Chi passa il tempo a sottolineare ogni errore del difensore sembra proprio un “gufo”.

E chiudiamo sul Milan, su Pioli, sul fatto che son tutti abbastanza incazzati, compreso l’ex presidente Berlusconi. Partiamo da lui, furioso per le parole di Gazidis e la faccenda “serie D”. Si può capire il fastidio di chi in 30 anni ha vinto tutto, meno quello di chi non capisce il momento. Gazidis sbaglia a puntare il dito sul passato (è il classico gioco dello scaricabarile), Berlusconi sbaglia nel fingere di non sapere che questa situazione è anche conseguenza di quel che è capitato ai tempi della “cessione cinese”.
E quindi Pioli, quello che arriva e riceve sputazzi a caso. La cosa sembra non averlo turbato più di tanto, del resto è la sua grande prerogativa: mantenere la calma nel mare in burrasca. La scelta del Milan è corretta, sbagliata al limite nelle modalità (non puoi far intendere di volere Spalletti e poi virare “perché il toscano non si libera”) ma corretta. Pioli è l’allenatore giusto, ma bisogna capire a far cosa. Se la società gli ha chiesto “ordine in campo alla ricerca della miglior classifica” avrà risposte da subito; se invece il diktat è “a noi interessa soprattutto che i giovani acquisiscano valore” allora il rischio che anche lui si incarti è concreto. Il problema non è l’allenatore (o non solo), ma una proprietà che ha deciso di vedere il Milan unicamente come un’azienda in difficoltà che deve tornare a galla con la politica “giovane”, con i tagli, con le plusvalenze e comunque a prescindere dal campo. Solo che il Milan non è un’azienda di frigoriferi, non lo è mai stata e del campo non se ne può fottere, soprattutto per rispetto della sua gente. E di mio padre, grande milanista dal 1936 che l’altro giorno mi ha detto “sono arrivato al punto che chiedo io a tua madre di andare all’Ikea per paura di vedere il mio Milan”. Tutto questo è molto ingiusto.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

A Napoli ancora parole. Gennaio e un mercato difficile: Inter e Milan. Con una Nazionale rinata 21.11 - Le considerazioni di Edoardo De Laurentiis non possono che riaprire il fronte in casa Napoli, quando sembrava che il tempo, la pausa della Nazionale, alcune dichiarazioni social di giocatori rappresentativi come Koulibaly, l’intrvento di Ancelotti (che rivendica le ragioni del Napoli...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Boom: Mourinho nuovo allenatore del Tottenham! E che riduzione d’ingaggio ha accettato! Conte migliore di Sarri finora, ma sono altri due i migliori in assoluto: i voti dopo il primo terzo di campionato 20.11 - Se pensavate che in Inghilterra fosse più facile fare l’allenatore, chiedere a Mauricio Pochettino. In un qualsiasi martedì di una pausa internazionale, quando a dire il vero la pausa sta già per finire, il Tottenham lo lascia a casa, lui con il suo stipendio da 13 milioni di euro...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: l'ipotesi Rakitic e un numero che spaventa. Milan: Ibra, Piatek, Paquetà e le mosse del Diavolo. Inter: il caso-Gabigol. Italia: Mancini "oltre" i risultati 19.11 - Siccome siamo in drammatico regime di pausa per le nazionali e non abbiamo veramente nulla da dire (apprezzate la grande onestà intellettuale: nulla-da-dire) facciamo una cosa facile-facile: scorriamo i principali siti pallonari e commentiamo quel che c’è. Sì, è vero, non si fa, ma...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Bravo De Laurentiis, adesso vai fino in fondo. Aspettando De Ligt e Rabiot... ad oggi i conti non tornano. Boga, la prossima plusvalenza del Sassuolo. Serie C a picco: ora tocca al Rieti 18.11 - Il 5% della multa, il collegio sindacale, il sogno di decurtare il 50% dall'ultima mensilità e trovare qualche cavillo sui diritti di immagine. Signori, tanto di cappello davanti ad Aurelio De Laurentiis. Proprio la scorsa settimana avevamo invitato il numero 1 del Napoli a prendere...

Editoriale DI: Marco Conterio

L'insensata ossessione per la convocazione azzurra di Mario Balotelli e le ragioni di Mancini. Intanto il ct ha praticamente già scelto la rosa per l'Europeo 17.11 - La domanda sgorga quasi spontanea, per abitudine e per sensazionalismo. "Balotelli?". Roberto Mancini che ha tanto pelo sullo stomaco quanto ciuffo, è ben abituato e preparato. Risponde che in questa Italia non c'è posto per Mario, quello che è la storia esatta di mille però, di altrettanti...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Ibra, in Italia Milan o Bologna. Maldini e Boban a caccia di rinforzi: Demiral in difesa, Xhaka o Strootman a centrocampo. L’Inter ripensa a De Paul ma servono 30 milioni. Florenzi, il futuro tra un mese 16.11 - Sosta uguale punto di mercato inevitabile. I preparativi sono iniziati. Comincio da Ibrahimovic. Il campione svedese non ha fretta di decidere, sceglierà il suo futuro solo poco prima di Natale. La situazione al momento è questa. Il Bologna in Italia è l’unico club che sta trattando...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Ronaldo fa il Fenomeno e risponde a Sarri con una tripletta. Ma non stava male? Ibra al Milan con Raiola che piazza Suso e Donnarumma. Napoli, ecco perché Adl può vendere allo sceicco Al Thani 15.11 - Della serie alzati e cammina, Cristiano Ronaldo ieri sera in nazionale ha segnato una tripletta alla Lituania. Abbiamo il forte sospetto che andando in Portogallo abbia allungato un po’ il viaggio passando da Lourdes, altrimenti fatichiamo a capire cosa possa essere successo da domenica...

Editoriale DI: Luca Marchetti

È tempo di riflessioni, per mercato invernale e futuro in generale... all’insegna del prestito? 14.11 - Durante la pausa della Nazionale è sempre tempo di riflessioni in ogni società, per cercare di programmare al meglio il mercato invernale e per cercadi risolvere i problemi. Chi ne ha - al momento - più di tutti è il Napoli che deve cercare di sbrogliauna matassa piuttosto complicata....

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Cristiano Ronaldo è più grande della Juventus, e la Juve lo ha accettato. Ok il marketing, ma è venuto per la Champions League: per vincerla si perdona di tutto. Sarri-Allegri: dopo 3 mesi cosa è cambiato? 13.11 - Non è la prima volta che succede, e non è certo la fine del mondo del calcio, né tantomeno del mondo juventino, né tantomeno del mondo cristianoronaldiano. Un giocatore, stellare e acclamato, che esce in disaccordo per una decisione, e tira dritto per gli spogliatoi, incazzato per...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: Ronaldo e gli effetti collaterali generati da un giocatore diverso dagli altri. Inter: la "pace" di Conte e i 2 colpi sul mercato. Milan: senza attacco non si va lontano, serve "quel" nome. E... bentornato Andrea 12.11 - Ben trovati. Sapete molto bene quanto da queste parti apprezziamo le pause per la Nazionale. Moltissimo. Ecco, esatto, in regime di “pausa” viene fuori un po’ di tutto: ci si annoia, saltano fuori le balle di mercato, si esasperano le polemiche e così via. In questo specifico caso...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510