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Editoriale

Juventus, la mossa De Ligt: lui si avvicina al PSG, e allora Paratici prova questo colpo di sponda! Ecco tra chi il Chelsea è indeciso, tenendo in pausa Sarri

12.06.2019 00:00 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 48546 volte

Mentre Maurizio Sarri allo Juventus Stadium tarda ad arrivare come la primavera di Franco Battiato (ma dei perché parleremo dopo), nel frattempo Fabio Paratici tenta di incidere su tutti i - pochi - fattori di rischio nella rosa juventina.
Detto che il foglietto accartocciato è stato confermato totalmente negli obiettivi, visto che la Juve tratta Chiesa, Zaniolo, Milinkovic-Savic, Demirel, e da tempo ha chiuso per Romero, ma la falla principale è forse quella in difesa. Bonucci si è normalizzato, Chiellini va distillato, Rugani non ha fatto il salto di qualità, e si considera perfino un ritorno di Benatia. Ma manca il pezzo che faccia dormire sonni tranquilli quando il Chiello non c’è.
Senza troppi giri, potendo sarebbe De Ligt, per il quale abbiamo visto anche Cristiano Ronaldo agire da direttore sportivo in pectore. Ma la proverbiale azione su più tavoli su cui Paratici si sta muovendo potrebbe portare un colpo di sponda ugualmente clamoroso.
La situazione è questa: De Ligt è stato convinto da Raiola quantomeno a considerare l’idea che trasferirsi adesso al Barcellona possa essere affrettato. La motivazione tecnica fornita è che per ora vivrebbe nell’ombra di Piqué, e forse potrebbe bruciarsi a causa di alcune piccole amnesie dovute ancora all’inesperienza. Ma la motivazione economica sponda Raiola è presto detta: un passaggio al Barcellona sarebbe definitivo o quasi, in quanto visto come punto d’arrivo. E un papabile campionissimo come De Ligt ti fa guadagnare una fraccata di soldi di commissione soprattutto a ogni trasferimento (quella commissione da circa 15 milioni su cui proprio il Barcellona sta incredibilmente facendo il difficile).
Per questo, De Ligt sta considerando una ‘tappa intermedia’, dove fermarsi due-tre anni, per poi fare il trasferimento ancora più grosso - con annesse commissioni più grosse, ovviamente. E le tre squadre tentatrici al momento sono Manchester United, Juventus e PSG.
Lo United spera di fare leva su Raiola anche in virtù del lasciapassare da dare a Pogba, ma l’aver mancato la Champions per la terza volta in sei anni è un contraccolpo troppo grosso per certe ambizioni.
La Juventus ovviamente ha il pacchetto più completo tra situazione economica e competitività.
Ma il pericolo maggiore per il Barcellona (e per la Juventus) è il PSG: Leonardo sta per rientrare sotto l’Arco di Trionfo e vuole farlo portando sotto il braccio il capolavoro olandese, con un blitz simile a quell’estate in cui si portò Cavani in Francia. Inutile dire che la potenza d’acquisto e di stipendio dei parigini sia impareggiabile per tutti.
Per questo però, Paratici ha preparato un colpo di sponda degno di Paul Newman: in virtù del fatto che il disavanzo economico tra acquisti e cessioni debba contenersi entro il -100 milioni, al PSG non dispiacerebbe fare una cessione minore ma milionaria. I difensori centrali sono tre: Thiago Silva è però il simbolo, Kimpembe è quello che potrebbe accettare la panchina (forse), ma c’è Marquinhos, in verità mai sufficientemente apprezzato in Francia. Alla Juve invece il prescelto sarebbe proprio il brasiliano ex Roma, forse la migliore occasione in difesa in tutta Europa: 60 milioni, rapporto con Raiola stimolato dalla Juve perché porti il sogno irrealizzabile De Ligt a Parigi, così da rendere realizzabile l’occasione Marquinhos.

A proposito: ma l’allenatore della Juventus?! Dai, a questo punto tiriamola per tutta l’estate, è tutto davvero troppo appassionante.
Lazzi a parte, detto e ribadito: a chi scrive è sempre e solo risultato Sarri, e nessun feedback positivo su Guardiola, anche se ormai ogni giorno spunta un nuovo insider dal nulla con inediti retroscena. Ma circo Barnum a parte, se poi invece avrà avuto ragione chi ha sostenuto Guardiola, bravissimi a loro.
La domanda è sempre: ok, ma allora cosa si sta aspettando così tanto, se non la sanzione Uefa al City per scippargli Guardiola?
A noi risulta come scritto a varie riprese da settimane, che sia solo una questione di forma nei confronti del Chelsea: e finché il Chelsea non decida il successore, non sia possibile ufficializzare (cosa che comunque non sarebbe possibile, finché Sarri rimane tesserato per un altro club).
Non è mai stato vero che Lampard fosse già definito, pur rimanendo il favorito: è lo stesso Lampard a essere indeciso se rischiare di bruciarsi in una stagione in cui non sa se e quale mercato potrà fare. C’è anche Javi Gracia, e Nuno Espirito Santo, e perfino Allegri, che pure lui però non sarebbe sicurissimo.
Il nodo è la sentenza: ma non quella Uefa sul City, bensì quella del Tas sul Chelsea. Avere la sospensiva per poter condurre il mercato darebbe una certa competitività; non avere la sospensiva, dovrebbe far ripiegare su un allenatore minore. E dunque, quello sta aspettando di capire il Chelsea, che nel frattempo proprio nella serata di martedì registra un improvviso pessimismo sull'avere una sentenza favorevole, pare a causa di un clamoroso vizio procedurale.
Ma tanto, l’estate è lunga. O no?…


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