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SONDAGGIO
Juve immobile sul mercato: è la decisione corretta?
  Si, questa squadra non ha bisogno di rinforzi adesso
  No, alla Juventus sarebbe servito un altro terzino
  No, bisognava portare subito Kulusevski a Torino
  No, il club forzi la mano per lo scambio Rakitic-Bernardeschi

La Giovane Italia
Editoriale

L'attesa per il vecchio Ibra e la giusta richiesta del Milan. L'asta per il nuovo Ibra e i due aspetti che al momento della scelta faranno la differenza

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
22.12.2019 15:08 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 38325 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

Non sarà un mercato di gennaio banale. Non lo sarà perché sono poche le società anche ad alti livelli che non hanno particolari necessità. In questo piccolo sottoinsieme ci sono le due squadre che oggi si sfideranno per la conquista della Supercoppa Italiana e anche l'altra squadra della Capitale. Poi forse il Cagliari, che comunque dopo le ultime due sconfitte vuole capire se ci sono i margini per l'acquisto di un difensore titolare. Per il resto le altre, tutte le altre, aspettano gennaio come raramente accaduto in passato. Antonio Conte ne parla apertamente da settimane e si aspetta almeno due volti nuovi: un esterno mancino e Arturo Vidal. Fa poco affidamento su Politano (ieri gli ha preferito Esposito) ed è pronto ad avallare la sua cessione se la società gli darà garanzie anche sull'acquisto di un attaccante.
Il Napoli ha già iniziato la rivoluzione estiva: Aurelio De Laurentiis ha giustamente abbassato i toni, sa che con questo gruppo c'è ancora un pezzo di strada da fare e spiffera ovunque dei rinnovi di Mertens e Callejon. Più concretamente però si muove per acquistare già adesso giocatori (Amrabat, Boga Rrahmani e non solo) che in estate daranno il via a un nuovo ciclo. Perché sa, nonostante i sorrisi e i chiarimenti, che in estate sarà necessario voltare pagina. Contemporaneamente, dal primo confronto con Gattuso ha promesso al nuovo allenatore un vero regista di centrocampo a gennaio e spera di andare a dama per Lucas Torreira dell'Arsenal: è ritenuto profilo ideale perché già conosce la Serie A e già compete ad alti livelli. Sarà protagonista a gennaio la Fiorentina, che dopo la sconfitta di venerdì al Franchi contro la Roma ha esonerato Montella ma sa che Montella non era il problema principale: in estate è stata costruita una rosa incompleta e se Pedro - l'acquisto più costoso - ad oggi è da considerarsi meteora del nostro calcio sa di dover riparare non pochi danni per evitare guai. Si muoverà l'Atalanta, con almeno due acquisti, e lo farà anche il Parma, che vuole trattenere Kulusevski (a meno di scambio particolarmente conveniente) ma soprattutto evitare un girone di ritorno come quello vissuto lo scorso anno. Ci sarà viavai a Genova e lo stesso accadrà a Lecce, con la dirigenza giallorossa perfettamente consapevole che senza rinforzi dalla cintola in giù difficilmente per restare in Serie A basterà un ottimo allenatore come Fabio Liverani.

C'è poi il Milan, che merita un paragrafo a parte. Ivan Gazidis ha dettato una linea chiara ai suoi dirigenti: abbassare il monte ingaggi e puntare su giocatori giovani, che possono poi tramutarsi in pilastri del Milan che verrà, in possibili plusvalenze o, mal che vada, in giocatori comunque rivendibili. L'unica eccezione a questo ragionamento corrisponde al nome di Ibrahimovic, l'uomo copertina degli ultimi due mesi. A Zlatan non bisogna spiegare nulla: se c'è una cosa che sa fare molto bene (oltre a giocare a calcio, ovviamente) è quella di tenere sempre alta l'attenzione sul suo personaggio. Strabordante, titanico, epico. Una figura che ha tenuto viva nella mente di chi lo segue con post e interviste e che ha campeggiato sulle prime pagine dei giornali per settimane.
Tutto meritato, frutto di una straordinaria carriera. Ma oggi Ibrahimovic è un attaccante di 38 anni, che ha giocato la sua ultima gara ufficiale il 25 ottobre ed è reduce da due stagioni in Major League Soccer in cui è stato tra i migliori (ma non il migliore) e comunque non è riuscito a portare i Galaxy al titolo. Tutt'altro che scontato quindi il riuscire a tener fede alle aspettative create nel cuore di tifosi che l'hanno già vissuto in prima persona. Lo sa bene Ibrahimovic e lo sa bene anche il Milan, che aspetta una sua risposta da settimane ma non è disposta a farlo ancora per molto. Vuole un sì o un no entro la ripresa degli allenamenti perché è consapevole del fatto che gennaio sarà mese decisivo per evitare un girone di ritorno anonimo e che Ibra, dopo oltre due mesi di inattività, avrà bisogno di tempo per tornare al 100%. Avrebbe quindi poco senso ingaggiarlo l'ultimo giorno di gennaio ma anche dieci giorni prima. Ha un senso invece iniziare il 2020 con un Ibra subito carico, determinato e a disposizione di Stefano Pioli.

Il nuovo Zlatan Ibrahimovic corrisponde al nome di Erling Braut Haaland, attaccante classe 2000 che ha sfruttato nel migliore dei modi il girone di Champions per mettersi in vetrina. Il paragone in questo caso non arriva dai giornalisti, ma è volere dello stesso attaccante norvegese che ha in Ibra il suo modello di riferimento e che, a precisa domanda, ha fatto sapere di voler prendere il suo posto nel calcio scandinavo dei prossimi 15 anni. Sfrontato, elementare, brutale e con un incredibile senso del gol. Haaland ha tanti tratti del primo Ibra e tra questi sembra esserci anche la capacità di saper strappare grandi contratti.
In questo momento c'è ai suoi piedi mezza Europa perché ha una valutazione di mercato che sfiora le nove cifre e una clausola che gli permetterà di salutare Salisburgo 'solo' per trenta milioni di euro. Dettagli che hanno attirato l'attenzione di tante società: dalla Juventus al Lipsia, dal Nizza al Borussia Dortmund, passando per il Napoli, il Manchester United e via discorrendo. Haaland sa che questo è il momento giusto per andare via e che in virtù dell'ottimo prezzo del cartellino e dei suoi 19 anni già a febbraio potrebbe diventare uno dei numeri 9 più pagati d'Europa. E allora via alle danze, al giro dei centri sportivi e ai contatti ufficiosi e ufficiali.
Chi la spunterà? Chi dopo questa asta minuziosamente architettata metterà sul piatto un ingaggio da 8-10 milioni di euro a stagione e chi gli potrà dare garanzie sul posto da titolare. Quest'ultimo, è l'unico grande tallone d'Achille di una Juventus che resta comunque in piena corsa.


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