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La Giovane Italia
Editoriale

La Juve e la panchina, Inter e Milan e l’ultima curva Champions

23.05.2019 17:29 di Luca Marchetti   articolo letto 37884 volte
© foto di Federico De Luca

Non si parla d’altro. Da giorni. Ed è inevitabile che sia così: quando la panchina di una delle squadre più importanti in Europa è ancora da assegnare è ovvio che ci sia grande fermento, soprattutto fra la tifoseria. Che non si fa prendere dal panico: sa che la società è solida e iperprofessionale e che non è possibile che abbia lasciato andare Allegri (al di là delle divergenze che potevano esserci sulla costruzione della squadra o del sentirsi o meno a fine ciclo) senza sapere da che parte dirigersi e senza non solo le idee ma anche qualcosa di più ben chiaro.
Ora continuare ad analizzare - seguendo la logica - la situazione ci porta soltanto a delle chiacchiere. Più (quelle di altri) o meno autorevoli (le mie). Rimaniamo nel campo delle opinioni, delle interpretazioni, delle sensazioni. Il motivo per cui la Juventus non abbia affondato il colpo lo sanno solo in pochissimi. Ed è estremamente difficile che questi tipi di strategia venga vanificata da fughe di notizie improvvise. I nomi sul tavolo, mediatico, sono ancora molti, si fa fatica ad escludere qualcuno, per paura che, invece, magari, non sia mai che, ma poi va a finire... insomma il ventaglio rimane ampio. Qualcuno pian piano l’abbiamo cominciato a sfilare. Conte sicuramente, visto che andrà all’Inter con o senza Champions. Ancelotti lo stesso (gradito da CR7), visto che il Napoli continuerà ad essere la sua casa visto che De Laurentiis ha formalmente esercitato la clausola di rinnovo. Non Deschamps che rimane fedele alla sua Francia. Non Mourinho che a quanto ci risulta non sia stato mai realmente contattato. C’è anche chi è più in ballo di altri: come naturalmente Sarri e S Inzaghi (non certo per l’amicizia con Paratici...), c’è chi potrebbe essere una tentazione come Pochettino ma poi bisognerebbe fare i conti con Levy, osso da sempre duro nelle trattative. C’è chi rimane un sogno e non trova conferme né ufficiali (e ci mancherebbe) né ufficiose. Insomma io rebus ancora non è risolto. Bisognerà aspettare una finale (Europa League o Champions)? O dipende da un accordo che non può essere divulgato?
Di sicuro gli indizi non possono arrivare dal mercato dei giocatori. Ramsey andava bene ad Allegri e non può che andar bene al prossimo allenatore. Stessa cosa dicasi per Millinkovic Savic, che di sicuro non è arrivato a Torino, ma che è tornato prepotentemente nei radar bianconeri. L’operazione chiaramente sarebbe piuttosto onerosa e in qualche modo tornerebbe anche alle considerazioni che Allegri aveva fatto il giorno dopo la sconfitta contro l’Atletico Madrid, ovvero che a centrocampo ancora alla squadra mancava qualcosa. In questo ambito si può anche incastonare la caccia (tramontata?)a Rabiot (altro parametro zero, ma con poche idee chiare). Come la necessità di prendere un difensore centrale, mantiene la Juventus ancora operativa (nonostante il vantaggio del Barcellona) su De Ligt.
In casa Inter di mercato questa settimana non si parla. Si parla solo della partita che di fatto vale la stagione e la qualificazione in Champions. Possono aver intuito le strategie di mercato in questa situazione? Nessuno può escluderlo ma ci rifiutiamo categoricamente di pensare che Spalletti abbia mollato o che i giocatori siano distratti. Spalletti è un professionista e lo sta diimostrando anche in questo frangente. Ha una missione e vuole portarla a termine, indipendentemente dal suo futuro. O pensate che gli convenga essere ricordato per aver perso la qualificazione all’ultima giornata? O i giocatori? La maggior parte saranno all’Inter la prossima stagione. E secondo voi preferiranno giocare la Champions o l’Europa League o anche loro essere additati come quelli che non ce l’hanno fatta? Poi ci sarà tempo per pensare al terzino di spinta, alla mezz’ala a Dzeko o Lukaku.
Stesso discorso al Milan. In molti si chiedono se rimarrà Gattuso o meno... come si diceva in un film (Ogni maledetta domenica) sono i centimetri che fanno la differenza fra la vittoria e la sconfitta, fra la vita e la morte. Se il Milan non dovesse andare in Champions lo farebbe, presumibilmente, per un punto. E questo punto poi bisognerebbe capire cosa pensa Gazidis di questo punto. Manca più nel lavoroche ha fatto Gattuso o in quello che ha fatot la società. Gattuso ha reso possibile che il Milan fosse a un solo punto dalla qualificazione in Champions o ha fatto in modo che questo Milan è arrivato addirittura quinto a un punto dalla quarta. La sensazione è che propenda più per la prima teoria, che la sincerità di Gattuso nei momenti cruciali della stagione sia stata convincente anche nella spiegazione di alcuni momenti critici. Mentre invece potrebbe esserci l’addio con Leonardo. Sia per i risultati, sia per una visione sul futuro del Milan. La linea di Elliot sarebbe quella di spendere (20/25 milioni come cifra indicativa) su giocatori giovani, massimo 24 anni. Insomma tanto per capirci la linea Paquetà o Piatek, per quanto le cifre siano diverse. Un Milan con lo sguardo al futuro. Nessun Higuain, insomma. O giocatori anche meno cari ma con meno prospettive di crescita.
Manca solo una giornata alla fine del campionato. Mancano solo 90 minuti e poi i verdetti saranno definitivi. In paradiso (Champions League) o all’inferno (serie B), poi sarà solo mercato. Sempre che non ci sia stato.


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