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La Giovane Italia
Editoriale

Milan, angeli e demoni. Inter, traguardo vicino. Napoli, che horror! Chievo giustamente in B. Gravina, prima i veri problemi poi il resto...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
15.04.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 18489 volte

Le lotte per il quarto posto, e per il terzultimo, sono le uniche rimaste a farci divertire. Penserete, giustamente, come sia caduta in basso la serie A. Vero! La Juventus, ormai, deve fare i calcoli per quando festeggiare. Deve decidere solo la data e si organizza per la passerella, se festeggiare in casa o fuori, se festeggiare contro la Spal il sabato delle Palme o con i rivali storici della Fiorentina il sabato prima di Pasqua. Allegri ha scelto l'uovo e la colomba. Meglio della Palma. La Spal ringrazia e ipoteca la serie A. Bologna, Udinese ed Empoli bestemmiano in fiammingo.
Milan-Lazio, invece, ha lasciato feriti sul campo di battaglia. L'Inter, con la vittoria di Frosinone, si assicura almeno il compitino dell'anno. Andrà in Champions ma è il minimo sindacabile. La notizia, dunque, è lo scontro diretto che va a Gattuso in attesa del posticipo dell'Atalanta e del recupero di mercoledì della Lazio. Si è rivisto uno sprazzo di Milan. Meglio che niente. La corsa è ancora lunga e i rischi sono notevoli ma vincere sabato è stato un set più che un game. Ancora troppe polemiche arbitrali. Si lamentano tutti e tra Nicchi e Lotito non corre buon sangue. Pensiamo a giochi politici? Forse sì, forse no, una cosa è certa: gli arbitri (la maggior parte) non sono adeguati. Fossi in Rizzoli andrei in AIA e chiederei un adeguamento, per due ragioni: in Cina gli offrono un milione di dollari. Quasi 900.000 euro. Oggi, in Italia, ne prende 250.000 circa. L'aumento è meritato così rifiuta la Cina e merito più cash per decidere chi mandare sui campi ogni domenica, in una mediocrità generale. E più scendi peggio è. Il Milan torna a sorridere ma la strada è lunga, l'Inter a Frosinone ipoteca la Champions anche se non può ancora staccare la spina. Ad Appiano pensano, piuttosto, al futuro. Spalletti o Conte? In base a questa scelta si penserà al mercato dei calciatori. I tifosi votano Conte perché vogliono vincere. Forse Spalletti pagherà, oltre i non risultati raggiunti, anche la supponenza nei confronti della dirigenza interista. Il caso Icardi è stato gestito male da tutti. Anche dall'autista. A proposito: Wanda potresti evitarci quelle foto, notturne, sui social? Lasciale a Mauro. Noi ne facciamo a meno. Forse anche Spalletti, Marotta ed Ausilio.
Parentesi Napoli: improponibile. Commentiamo la gara di Londra, i 90 minuti, e non tutta la stagione. Quindi se ci sarà la remuntada al San Paolo non veniteci a dire che avevamo parlato "male" del Napoli contro l'Arsenal. Speriamo nel miracolo ma, per ora, giudichiamo quello che abbiamo vista: il nulla! Perdi ad Empoli perché hai la testa a Londra. Pareggi con il Genoa perché hai la testa a Londra. Vai a Londra e ti presenti senza testa? Prestazione oscena, risultato addirittura positivo. Il campionato boccia Ancelotti per quello che non ha fatto vedere quest'anno. L'Europa, dopo la Coppa Italia, rischia di mettere un macigno su tutta l'annata. Il tempo dei falsi moralisti e del partito dei finti preti sta per finire. Inter e Napoli (aspettiamo ancora un pochino) sono di fronte ad una staione negativa. Non si doveva migliorare il risultati di Sarri ma neanche il Napoli avrebbe dovuto consentire di far disputare, alla Juventus, il campionato in infradito. Allegri ringrazia e decide anche quando perdere.
se ne torna in B il Chievo Verona. Giustamente. Una stagione iniziata male e finita peggio. Dagli scandali delle plusvalenze a Ventura, 11 punti in classifica e una squadra nata morta. Presentarsi così ad un campionato di serie A non ha senso. Abbiamo spesso parlato in maniera positiva della favola clivense ma questa stagione cancella molti anni di cose positive. L'area del Nord-Est Italia perde pezzi. Da Milano a Bergamo, da Bergamo a Udine: la A4 non ha più la serie A. Chievo in B, Hellas vedremo, Padova quasi in C, Vicenza in C, Venezia in B, Triestina in C e Pordenone clamorosamente in B. Per vedere Cristiano Ronaldo, il prossimo anno, da quelle parti devono andare fino in Friuli altrimenti c'è un pezzo di Italia, anche un pezzo ricco, che ha perso il calcio che conta.
Politica del calcio: Gabriele Gravina, Presidente della FIGC, parla di calcio femminile e come può crescere il modello. Dopo la vetrina dello Stadium, a serie A ferma e ingresso gratuito, se ne sono perse le tracce. Il sistema farà fatica a decollare e fin quando queste ragazze saranno ritenute dilettanti sarà sempre un campionato minore. Qualcuno si potrà offendere ma è la realtà. La politica del calcio si divide sul femminile solo se metterlo sotto il cappello di una Lega autonoma o sotto quello della Lega Nazionale Dilettanti. La gente da casa non capisce. Traduciamo: è solo un problema politico, un voto in più o in meno nella torta delle percentuali per le elezioni federali. Del calcio femminile, senza strutture e senza professionismo, non interessa a nessuno nella politica del calcio attuale. Il vero problema è di carattere economico ed organizzativo. Da Gravina ci aspettiamo un segnale forte e deciso nella lotta al Governo. Da luglio vogliono togliere le sponsorizzazioni di betting nel calcio. Significa perdere il 20-30% del fatturato. Tutti incassano dal betting e, se in Italia, passa il capriccio di Di Maio partiamo già con il segno - nei confronti del resto d'Europa. C'è chi fa politica provando a sfruttare il popolino. La verità è che il betting è gioco di abilità e non di azzardo come le slot machine. L'organizzazione Logico sta lottando su più fronti ma Gravina e la Lega devono svegliarsi per evitare il crac. Stesso discorso vale per i format dei campionati, le iscrizioni da certificare per evitare ancora casi come Matera, Modena, Pro Piacenza e tanti altri... Come va stabilita da subito la chiusura del calciomercato estivo. Via le regole assurde del Commissario Montalbano. Si deve chiudere il 31 agosto per evitare di essere indietro al resto d'Europa. Bravi ad aver cancellato il boxing day. Siamo in Italia e facciamo gli Italiani. Dagli inglesi copiamo le cose buone e se dobbiamo proprio copiare impariamolo a fare. Insomma, c'è tanto lavoro da fare. I contentini non servono, come non servono le prime pagine fuffa dei giornali.


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