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La Giovane Italia
Editoriale

Milan, dirigenti più responsabili di Giampaolo. E' più l'Inter di Marotta che di Conte. Bravo Commisso, in due mesi ha capito tutto. Sogliano, uno spreco per la C. Tv di Lega: va fatta e Cairo cambia sponda

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
30.09.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 47033 volte

L'inquadratura stretta su Giampaolo, sul 3-0 Fiorentina a San Siro, provoca tristezza. Anche se non sei tifoso milanista, anche se non stimi Giampaolo come professionista. La verità è che Giampaolo non è un allenatore da grande squadra; lo diciamo da anni. A Coverciano fa grandi lezioni ma il campo è un'altra cosa. La teoria la lasciamo agli universitari. In battaglia serve la praticità. Però i 4 dirigenti rossoneri sono più colpevoli di Giampaolo. L'allenatore può non piacere, avrà mille colpe ma la confusione che fanno quei 4 è ai limiti del dilettantismo. Chi comanda al Milan? Il fondo no. Gazidis? Se ne lava le mani dicendo che non si occupa di calcio. Boban la vede in una maniera, Maldini in un'altra e Massara da portaborse di Sabatini si è ritrovato a fare il DS del Milan. Signori, del Milan. Gattuso aveva fatto un miracolo ed è stato trattato come un deficiente. Adesso incontra Preziosi ma speriamo che Rino non sia impazzito ad accettare di andare al Genoa. Una Milano piange e una Milano ride. Se vinci 6 partite consecutive, a maggior ragione se sono le prime 6, hai dato un segnale forte a Juventus e Napoli ma non hai fatto ancora nulla. Dobbiamo ringraziare l'Inter. Perché se dovesse continuare così almeno quest'anno ci divertiremo. Non ha avuto finora grandi test. Ha vinto il derby contro un Milan in crisi ma poi ha affrontato tutte squadre alla portata. In alcuni casi, Cagliari e Udinese, non ha convinto ma conta solo il risultato e i nerazzurri stanno facendo grandi cose. Da cancellare solo il primo turno di Champions che, adesso, si prova a riscattare. E' l'Inter di Antonio Conte. Ha la mentalità di Antonio Conte. Ha la cazzimma di Antonio Conte. Tutto giusto. Permettetemi, però, di dire che è l'Inter di Giuseppe Marotta. Qui si vede la mano del Dirigente. La Juventus non credeva di perdere così tanto al momento del suo addio, invece, oggi Agnelli avrebbe bisogno di Marotta come un bambino ha bisogno di guardare Bing quando lagna e non vuole mangiare. Marotta ha capovolto l'Inter. Questa è l'unica verità. Ha preso Conte, ha dato ordine in società, ha ridotto le distanze tra Italia e Cina e ha portato i segreti della Juve al nemico. Follia perdere il tuo Amministratore Delegato per la concorrenza. Rescindiamo, ti pago, ma ti metto come vincolo il patto di non concorrenza. Vai al Milan, alla Roma ma non all'Inter o al Napoli. Immaginate il capo di Samsung in Lg. Non sarebbe proprio una bella cosa. Marotta sta facendo la differenza e, forse, oggi in Italia è l'unico Dirigente che incide così tanto e così velocemente. Al Milan pagano 4 dirigenti che costano 3 volte Marotta ma non fanno mezzo Marotta.
Complimenti a Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina, che ha capito in due mesi quello che Juve, Milan e Inter non capiscono da 10 o 20 anni. Ha preso la Primavera, ha capito che ha giovani forti, e per valorizzarli li fa giocare al Franchi nello stadio dei grandi. Avvicina così i tifosi ai più giovani e abitua i suoi ragazzi al grande palcoscenico. Chiesa, 1997, è passato in due minuti dalla Primavera alla prima squadra. Ormai si è ridotto notevolmente il gap tra giovanili e prima squadra. Prima si facevano grandi trafile tra C e B. Oggi se sei bravo vai sù in due mesi. Donnarumma, Cutrone, Calabria, Zaniolo, Pinamonti, Chiesa e tantissimi altri. In Italia, però, non sappiamo valorizzare i nostri vivai. Ci sono squadre che mandano a giocare i ragazzi sui campi dell'oratorio e il 90% dei club non ha stadi con impianti di illuminazione. In Congo sono più avanti. Commisso e Barone sono persone intelligenti e ora dovrebbero fare in modo di far giocare i ragazzi sempre al Franchi. Ora tocca alle big fare lo stesso. Roma e Napoli non giocano all'Olimpico e al San Paolo ma almeno sono cornici decenti. Seppur sempre al buio. Pescara, Chievo, Genoa e anche l'Atalanta meriterebbero palcoscenici diversi. Bene il Sassuolo e anche la Sampdoria. Intelligente la mossa del Torino che gioca nello stadio del passato e del futuro ma occorre pur sempre il permesso di Mazzarri. La Juventus, partita malissimo, dovrebbe aprire ogni tanto lo Stadium ai suoi ragazzi più che alle passerelle per i fotografi.
Una parentesi sulla serie C. Se sopra parlavamo di Marotta, nelle categorie inferiori c'è un Marotta che gira e vince tra i campi della terza serie. Sean Sogliano alla guida del Padova ha subito avuto un grande impatto, ottima la scelta di puntare su Sullo in panchina che da vice di Ventura ha finalmente, seppur in colpevole ritardo, iniziato a camminare con le sue gambe. Sogliano è un dirigente che con la C non ha nulla a che fare. Come vedere Donnarumma in B a difendere i pali del Trapani. Sogliano ha preferito fare il DS in C che il club manager in serie A, dove tanti yes-man obbediscono al padrone e non incidono su nulla. Dal mercato alla settimana tipo.
In chiusura ancora aggiornamenti dal fronte Lega Calcio. La coppia Miccichè-De Siervo davvero può cambiare la storia del nostro calcio ed è importante che vadano dritti al punto. Si lavora sul canale di Lega e Mediapro sarebbe il giusto interlocutore. Ricchi e innovativi. Un'occasione persa al primo giro. Oggi è il momento, in attesa di due anni, di sfruttare nuove tecnologie e fare abbonamenti per interrompere una emorragia di tessere che nell'ultimo anno ha subito il sistema del calcio italiano, arrivando addirittura al 35% della pirateria. La Lega sbaglia una sola cosa: a vantarsi delle operazioni della Guardia di Finanza. Oggi le schede tarocche comandano il nostro Paese e gli interventi della GdF hanno ridotto, al massimo, di un 5% le schede craccate. Serve il canale della Lega con un modello ben definito e i club di serie A possono puntare anche al miliardo e mezzo di euro, tra abbonati e raccolta commerciale inserendo nel pacchetto anche la serie B e, di fatto, abbassando la mutualità dalla A alla B. Come fare bingo. Andrebbe rivisto il sistema di divisione degli introiti in base agli ascolti delle singole squadre perché in questo sistema la Lega rischia di fare pasticci alla luce degli ultimi accordi tra le tv che detengono i diritti della serie A. I club sono quasi tutti dalla parte dell'innovazione. Avanti con il canale di Lega e De Siervo, in Via Rosellini, è arrivato proprio per portare avanti il progetto e in due anni dovrà definirlo. Si è costruito una squadra di manager di tutto rispetto, togliendo anche dipendenti alla concorrenza attuale. Nel frattempo Cairo potrebbe passare dal "Sì al canale Lega" al "Restiamo come siamo". Cairo Communication sarebbe la concessionaria ideale per raccogliere la pubblicità del canale. Negli ultimi giorni, però, voci di corridoio dicono che si potrebbe cambiare strategia per raccogliere direttamente con i centri media. La soluzione ideale sarebbe chiedere a Cairo un minimo garantito di 150 milioni di euro e da lì si iniziano a mettere soldi freschi in circolazione con i club che non avranno problemi a scontare i primi 150 milioni all'anno che, per il triennio, sarebbero 450. Buttali via. Sta cambiando il mondo.... del calcio e non solo. Adesso c'è bisogno solo che chi sta correndo non si volti mai indietro.


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