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La Giovane Italia
Editoriale

Serie A in Cina? Vogliamo rasentare il ridicolo. Lecce, 7 bellezze. Catania, che flop. Tesser, un mago per tutti

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
25.03.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 17375 volte

Solo al pensiero mi viene da prendere una tachipirina mille perché mi sale la febbre all'improvviso. Gravina dice: "La serie A in Cina? Per no". Miccichè della Lega Calcio lo segue. Facciamo una cosa: per ora... e mai la serie A non si tocca. Anche perché se vai in Cina devi portare i big match Milan-Inter, Juventus-Napoli e Roma-Lazio. Non credo che i cinesini, e non sono le formine che si mettono in campo durante gli allenamenti, si accontentino del big match Empoli-Frosinone. La visita italiana del boss cinese Xi Jinping ha fatto male a qualcuno. La serie A non ha bisogno di riempire gli stadi cinesi, li riempiamo anche in Italia (vedete il record di incasso dell'ultimo derby di Milano) e anche se ci coprono di soldi diciamo NO. Non ammazzate l'ultima cosa che resta agli italiani. C'è il turismo (che da un pò perde soldi anche quello), abbiamo le belle città, la pizza, la pasta al sugo e il calcio. La Lega e la Federazione non devono rispondere... "Per ora NO". Risposta sbagliata, Jerry. La risposta esatta è "MAI". Tre letterine semplici semplici. In Italia hanno già distrutto il calcio anni fa. Siamo senza stadi, eravamo così belli quando potevamo avere solo tre stranieri e l'Italia si imponeva nel Mondo con coppe e Nazionale. In Cina hanno i soldi ma lasciamo che Zhang venga da noi e si scomodi con il suo volo privato senza farci delle assurde fantasie di esportare un qualcosa che funziona solo perché è "roba nostra".
Quando non c'è il campionato è una noia pazzesca. Dovremmo parlare di mercato ma, di questi tempi, sarebbe farlo tanto per fare quindi meglio rinunciare. Analizziamo quello che succede ai piani di sotto e facciamo delle riflessioni. Il 7-0 del Lecce sull'Ascoli conferma due cose: la squadra di Liverani ha fame e merita la promozione in serie A. Pubblico, squadra e società non meritano la B e devono accorciare i tempi per essere stati a lungo in una maledetta serie C che non apparteneva ai salentini. Il 7-0, nel calcio, conferma però anche che gli avversari erano forse andati al mare a Gallipoli. Più che una partita pensavano fosse una gita. Pessimo Ascoli. Il Lecce non è primo ma ha dimostrato di essere tra le squadre più costanti della serie B. Il Brescia è una sorpresa e arrivare fino in fondo non sarà facile. Sicuramente due piazze, come Brescia e Lecce, farebbero bene alla prossima serie A. Liverani è il valore aggiunto di questa squadra.
Il Catania di oggi sembra un pò il Lecce di qualche anno fa, quando non riusciva ad uscire dall'inferno della serie C. Ci aspettavamo un miracolo immediato da Pietro Lo Monaco, dirigente esperto e sempre sul pezzo ma, questa è la conferma, che è più difficile vincere in C che fare buoni campionati in A. Finora il Catania ha deluso, quest'anno si era ripreso alla grande ma la gara di ieri a Reggio Calabria l'ha steccata clamorosamente. Puoi perdere, certo, ma perdere senza giocare non può essere da squadra che vuole tornare in B. Al Granillo, gli etnei neanche si sono presentati eppure ci sono tifosi e società che hanno tutto per uscire da questa categoria che non appartiene al Catania. La nota lieta è il Granillo che torna a riempirsi: di persone ed entusiasmo. La nuova proprietà ha cambiato tutto. Innanzitutto la mentalità: da casa, guardando la partita su Sportitalia, si respirava un'aria diversa e vedere Reggio Calabria di nuovo calda per la sua Reggina vale forse più del 3-0 sul campo.
C'è un mago in C che, probabilmente, avrebbe meritato un'altra carriera e altra fortuna. Attilio Tesser, al primo colpo, centra l'obiettivo. Era successo a Cremona, dalla C alla B, a Novara con il doppio salto dalla C alla A e adesso Pordenone. Vincere, in un posto non abituato a vincere, è sempre molto complicato. Il Pordenone gioca bene ma soprattutto è cinico. Tesser ha capito quello che molti suoi colleghi ancora non hanno capito. In C serve vincere. Tifosi e addetti ai lavori guardano solo il risultato. Per lo spettacolo recarsi al cinema o sul divano di casa.
Scendendo ancora di un piano, in serie D, è festa per il Lecco che straccia il girone e vola in C. Testa a testa stupendo tra Mantova e Como e le grandi delusioni Modena, Messina, Reggio Audace (per gli amici Reggiana) e Cesena, con il ritardo dell'Avellino e il Bari che pensa già alla costruzione della squadra per la C per continuare la scalata in B, in soli due anni. Bella la favola Pergolettese, dell'esordiente Matteo Contini. Anche se ieri ha sprecato un jolly che poteva indirizzare definitivamente la stagione.


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