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SONDAGGIO
Eriksen è il giocatore che serve all'Inter per lottare per lo Scudetto?
  Sì, ha l'esperienza ad alto livello che manca a Conte
  No, la Juve rimane troppo distante dalla squadra di Conte
  No, servirebbe un giocatore come Vidal per aiutare Conte

La Giovane Italia
Editoriale

Tonali alla Juventus, Kulusevski all’Inter a gennaio: patto di non aggressione. Conte e Sarri, ecco chi vincerà. Ibra al Milan, presto l’annuncio. Napoli, un compromesso per portare Ancelotti a fine stagione

06.12.2019 07:27 di Enzo Bucchioni   articolo letto 38315 volte
© foto di Federico De Luca

Il ricordo della vicenda Lukaku è ancora fresco e una volta di più Juventus e Inter si ritrovano sugli stessi obiettivi.

Tonali piace all’Inter? Ma lo vuole anche la Juve.

Kulusewski pronto per la Juve? Ma l’Inter non molla.

Ovvio, quasi normale, che due grandi società e due grandi squadre si fronteggino in campo, ma anche sul mercato. Il marcamento, in questo caso, è rigorosamente a uomo.

Nel caso dei due ragazzi del 2000, pare però che la situazione stia evolvendo in senso positivo, senza guerre di posizione o di religione, senza sgambetti plateali. Almeno così sembra. Visto che né la Juventus né l’Inter sono in grado di mettere le mani e portare a casa entrambi i millennials d’oro del calcio italiano (e la doppietta sarebbe stata clamorosa), Paratici e Marotta consciamente o inconsciamente, stanno cercando di dividersi il “bottino”. Meglio, il territorio di caccia.

Così, stando alle ultime indiscrezioni, gli obiettivi stanno diventando più nitidi. L’Inter ha deciso di puntare tutto su Kulusewski, come vi stiamo raccontando da un paio di mesi, lasciando via libera alla Juve su Tonali.

E quasi contemporaneamente la Juve sta facendo altrettanto con Tonali, farà di tutto per prenderlo, alzando il piede dall’acceleratore per Kulusewski. Nessuna guerra anche per evitare che poi alla fine la famosa regola “tra i due litiganti…” non trovi davvero un terzo incomodo.

Del resto se guardiamo a quel che serve alle due squadre un Tonali è utile più alla Juve che all’Inter mentre un Kulusewski serve più all’Inter che alla Juve.

Il problema è come fare a prenderli già a gennaio. Una cosa è certa: Paratici e Marotta ci proveranno fino in fondo.

Conte vuole fortemente lo svedese, è un giocatore fisico e tecnico allo stesso tempo, può essere quel collegamento che a volte manca fra centrocampo e attacco. Può essere un’alternativa a Barella, ma anche a Sensi. Giocatore in grado di ricoprire più ruoli e con le caratteristiche perfette per il calcio di Conte. Come vi abbiamo già scritto da un paio di mesi, i riflettori di Marotta sono accesi e il Dg dell’Inter è al lavoro da tempo per mettere d’accordo l’Atalanta, proprietaria del cartellino del ragazzo, e il Parma che ha il giocatore in prestito. Con l’Atalanta la trattativa è avviata, l’Inter ha un ottimo rapporto. La richiesta è molto alta, trenta milioni, ma l’Inter non si scompone. Pensa di poter chiudere attorno ai venticinque anche se non sarà facile. Più difficile convincere il Parma. E’ evidente che Kulusewski sia un elemento fondamentale nonostante la giovane età, ed altrettanto evidente che la sua cessione creerebbe un pericoloso vulnus nell’organico e potrebbe allontanare il Parma dalle ottime posizioni di classifica ricoperte fino ad oggi. Che fare? Sia l’Atalanta che vuole monetizzare con questa operazione, sia l’Inter che ha assoluta necessità di allargare la panchina di Conte e offrire all’allenatore alternative per rafforzare le possibilità di scudetto, stanno lavorando per convincere Faggiano ad accettare delle contropartite tecniche. L’Inter e l’Atalanta hanno diversi giocatori in esubero, alcuni in prestito, altri in organico. Il dg del Parma sta ragionando con l’allenatore per capire cosa mettere sul piatto, ma alla fine il Parma potrebbe anche guadagnarci se dovessero arrivare al posto di Kulusewski non uno ma due-tre giocatori di buon livello.

Lo stesso discorso vale per il Brescia e per Tonali. L’estate scorsa Cellino ha detto no a tutte le proposte, voleva vedere Tonali in serie A per far crescere il suo valore e pensava che il talento del ragazzino potesse aiutare il Brescia a salvarsi. L’obiettivo di far alzare la valutazione del giovane centrocampista che assomiglia a Pirlo e a Gattuso allo stesso tempo, è stato ampiamente centrato. Non solo può stare in serie A con grande personalità, ma ha conquistato perfino la Nazionale. Ma siccome nel calcio un uomo solo può far poco, Tonali non riuscirà a salvare il Brescia. Così, forse, sarebbe conveniente vendere a gennaio, incassare e reinvestire in 3-4 giocatori forti per alzare il livello tecnico della squadra di Corini e avere chances di salvezza. Il ragionamento non fa una grinza e dietro a questo ragionamento c’è la Juventus.

E’ vero che i bianconeri hanno bisogno di centrocampisti pronti subito per ovviare all’infortunio di Khedira e alle difficoltà di Rabiot e Ramsey, ma uno come Tonali sotto la guida di Sarri ci metterebbe davvero poco a inserirsi. Ha tutte le caratteristiche per giocare quel tipo di calcio fatto di tecnica e fisicità. E la personalità è debordante. E poi certi giovani talenti italiani vanno presi a prescindere. Il problema è il prezzo. Cellino parte da cinquanta milioni, tantissimo per un 2000. La Juventus sta pensando di spendere attorno ai quaranta, ma ci sono da piazzare Mandzukic ed Emre Can per non cozzare contro un bilancio in rosso e bilanci difficili.

Comunque le probabilità che a gennaio Kulusewski diventi un giocatore dell’Inter e Tonali della Juventus sono molto alte.

A proposito di questa sfida, una settimana fa eravamo stati facili profeti nel pensare positivo per l’Inter di Conte. E’ evidente da settimane che stia succedendo qualcosa di straordinariamente efficace. Il lavoro dell’allenatore ha raggiunto testa e muscoli dei giocatori nerazzurri come spesso succede nei gruppi allenati dall’ex juventino. La crescita individuale è evidente e di conseguenza il gruppo funziona. Se volete potete anche rigirare il concetto.

Nello stesso tempo, però, non capisco il massacro di Sarri e la nostalgia per il calcio di Allegri. Mi sembra tutto normale. Quando decidi di cambiare gioco, di passare a un calcio più difficile che richiede grande applicazione mentale prima che fisica, il periodo di adattamento andava messo in conto. Soprattutto quando chiedi uno sforzo in più a un gruppo di campioni che hanno già vinto tantissimo. Si spiega così la difficoltà per la Juventus nel tenere una continuità di rendimento. Il calcio di Sarri richiede una applicazione molto alta che arriva automatica nei grandi impegni mentre è più difficile da ottenere quando si pensa di poter far risultato con uno sforzo minore. Andrà tutto a posto quando questa squadra avrà completamente assimilato i principi sarriani e sarà in grado di giocare in automatico. Che ci volesse del tempo lo sapevano loro e lo abbiamo sempre detto. Febbraio-marzo saranno i mesi decisivi, puntate l’obiettivo su quel periodo.

Puntate invece sulla prossima settimana per l’accordo definitivo fra Ibrahimovic e il Milan. Come vi diciamo da tempo, il giocatore vuole Milano e vuole il Milan, i segnali sono inequivocabili da almeno un mese e mezzo. Raiola sta mettendo a punto tutti i particolari del contratto. Il Milan ha capito che per sei mesi secchi Ibra non avrebbe mai dato l’ok. Questione di orgoglio e di autostima. Si sta cercando di sostituire l’opzione per l’anno prossimo con un contratto diretto fino al giugno del 2021, in pratica un anno e mezzo. Ballano 2-3 milioni di differenza fra domanda e offerta, non credo che Elliott si possa fermare per certe cifre soprattutto quando tutti ti hanno detto che uno come Ibra può portare quello che oggi manca a questa squadra per provare a tornare in zona Europa.

Ibra l’avrebbe voluto anche de Laurentiis, ma in questo momento ha altri problemi. Il Napoli è davanti al suo personalissimo Big Bang e c’è un uomo solo che può evitarlo: Carlo Ancelotti. Con il suo carisma, la capacità di capire i giocatori e l’esperienza, Ancelotti sta cercando di convincere i giocatori a trovare un punto comune per ripartire, salvare la stagione con dignità, riaprire un dialogo con la società prima della inevitabile fine di un ciclo con tanti addii. Se i giocatori capiranno che questa strada porterà benefici a tutti bene, in caso contrario succederà quello che si sta cercando di scongiurare, l’arrivo di un traghettatore al posto di Ancelotti che forse non pensava di incontrare tutte queste difficoltà. Gattuso è disponibile, ma vuole un progetto più lungo e non soli sei mesi con conferma a obiettivo. Adl per il futuro ha in testa Simone Inzaghi. Situazione complicatissima.

Udine e il Genk ci racconteranno molte cose in più.


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