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Collodel e Pogliano, diritto e arte per battere la Juve U23

La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro
27.08.2019 08:45 di La Giovane Italia   articolo letto 1891 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Parte nel migliore dei modi la stagione del Novara, che nel posticipo della prima giornata del Girone A del campionato di Serie C si prende tre punti e uno scalpo prestigioso da esibire come trofeo di caccia. Tra le mura amiche del Piola, ieri sera gli azzurri hanno battuto la Juventus Under 23, in un derby del Piemonte che ha portato la firma di due giovani talenti, subito decisivi nel loro esordio in campionato con la maglia del Novara. Il difensore classe ’98 Cesare Pogliano ha siglato il vantaggio con un tocco rapace in mischia, mentre il coetaneo centrocampista Riccardo Collodel ha fissato il definitivo 2-0 con un gran destro dal limite dell’area. Ad accomunare i due giovani, oltre alle reti che hanno propiziato il successo contro la seconda squadra bianconera, c’è un’estate vissuta da protagonisti con la maglia della Nazionale. Pogliano e Collodel hanno infatti conquistato la medaglia di bronzo alle Universiadi di Napoli, una grande esperienza la cui onda lunga si è propagata fino a un esordio stagionale di quelli difficili da dimenticare.

Artista - Dopo una trafila da protagonista nel vivaio del Chievo, condita da qualche panchina in Serie A, Pogliano è reduce dal primo anno vissuto in pianta stabile tra i professionisti. Le 9 presenze messe insieme con la Reggina lo hanno introdotto al calcio dei grandi, convincendo il Novara a rilevarlo a titolo definitivo. Centrale di difesa, in grado di giocare anche come marcatore di una retroguardia a tre e all’occorrenza anche come laterale destro, Pogliano è un giocatore senza fronzoli che sa essere efficace in tutte o quasi le situazioni di gioco. Tecnica sufficiente, ma compensata con una grande lucidità e abilità nelle letture che gli consentono anche di rappresentare una fonte di gioco più che discreta dalle retrovie, Pogliano sta ultimando il percorso di crescita a livello muscolare per riempire una struttura fisica che lo vede scollinare il metro e novanta di altezza. Margini di miglioramento nella marcatura a uomo e sotto il profilo della cattiveria agonistica, Cesare si dimostra calciatore atipico fuori dal campo. Dopo il diploma, si è infatti iscritto all’Accademia delle Belle Arti di Verona. E intanto si è pure tolto lo sfizio di segnare un gol alla Juventus, firmando così un piccolo capolavoro.

Giurista - Collodel, invece, è un ragazzo che la maglia del Novara la sente addosso come una seconda pelle, dal momento che l’ha indossata per la prima volta all’età di quattordici anni. In azzurro il playmaker classe ’98 nativo di Borgomanero ha messo in bacheca anche uno scudetto Under 17 di Lega Pro nel 2014-15, affacciandosi poi alla prima squadra per poi andare a farsi le ossa in prestito. Ottime cose al Fiorenzuola nel campionato di Serie D, protagonista con la Vibonese nella sua prima annata da professionista, chiusa con all’attivo 33 presenze e 2 reti, prima del rientro alla casa madre bagnato subito da un gol da ricordare. Collodel è un regista di centrocampo capace di abbinare qualità e quantità in entrambe le fasi di gioco. Testa alta per dettare i tempi della manovra, orchestrata grazie a una facilità di calcio messa in mostra con la gran botta che è valsa il raddoppio nel match contro la Juventus Under 23, Riccardo è un “numero 4” che sa esaltarsi grazie al dinamismo col quale si propone senza sosta in ogni zona della mediana. Il fosforo non gli difetta, anche quando si tratta di applicarsi sui manuali della facoltà di Giurisprudenza piuttosto che nel dirigere il traffico nel cuore del centrocampo. E allora possiamo dire che il gol alla Juve Under 23 entra di... diritto tra le perle della sua giovane carriera.


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