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Mattia Viviani, sulle orme di Tonali: il Brescia ha l'erede in casa

Mattia Viviani, sulle orme di Tonali: il Brescia ha l'erede in casaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 29 dicembre 2019 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro

Se pensiamo a un giovane in rampa di lancio con la maglia del Brescia, la mente corre immediatamente al profilo di Sandro Tonali, una delle stelline più brillanti del firmamento del calcio italiano. Ma le rondinelle, nella stagione che ha segnato il ritorno in Serie A del club di Massimo Cellino, stanno mettendo in mostra anche altri ragazzi di belle speranze. Alle quattro presenze di Massimiliano Mangraviti si è recentemente aggiunto l’esordio nella massima serie di Mattia Viviani, centrocampista classe 2000 forgiato dal vivaio biancazzurro e desideroso di ritagliarsi il suo spazio nel calcio dei grandi.

Passaggio di consegne? - Bresciano doc, nato e cresciuto nel quartiere di Mompiano, a poche centinaia di metri dallo stadio Rigamonti, Viviani è legato ai colori della squadra della sua città ormai da quasi dieci anni, dopo gli inizi nel Mosaico. La trafila tra scuola calcio e vivaio, cominciata nel 2010, è sfociata nel debutto in prima squadra. Un esordio arrivato nel marzo 2018, quando mister Boscaglia lo schierò addirittura dal primo minuto nella difficile trasferta contro il Bari, nel campionato di Serie B. Dopo il primo vagito tra i grandi, l’annata 2018/19 ha rappresentato quella del consolidamento nel gruppo della prima squadra. Mattia ha collezionato sei presenze in campionato e due in Coppa Italia, partecipando così alla cavalcata delle rondinelle conclusa con il sospirato ritorno in Serie A, che mancava dal 2011. Confermato nel gruppo guidato da Eugenio Corini, al netto del breve interregno di Fabio Grosso, Viviani è sceso in campo nel turno di Coppa Italia dello scorso agosto contro il Perugia, per poi mettere la ciliegina sul suo 2019 con l’esordio assoluto nella massima serie. Mattia ha potuto festeggiare la prima in Serie A nel successo contro il Lecce dello scorso 14 dicembre, subentrando proprio a Tonali all’ottantesimo minuto. Una sorta di passaggio di consegne, tra un giovane talento ormai affermato e pronto a spiccare il volo verso una big e il suo potenziale erede, che potrebbe rappresentare l’anello di congiunzione ideale nel centrocampo del futuro delle rondinelle.

Timido, ma non troppo - Proprio come il suo “predecessore”, Viviani può giocare sia da playmaker che da mezzala di centrocampo. Il classe 2000 è un giocatore molto ordinato, magari poco appariscente ma che, grazie ad uno spiccato senso della posizione, è capace di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. Buona la visione di gioco, alla quale aggiunge anche una più che discreta abilità in interdizione, caratteristiche che gli permettono di abbinare qualità e quantità. Mattia è inoltre dotato di una buona facilità di calcio col prediletto piede destro e, nel ruolo di mezzala, anche di discreti tempi di inserimento. Deve però migliorare nell’utilizzo del piede debole, per diventare un centrocampista veramente completo e poco battezzabile dagli avversari. Il fisico longilineo si sta completando con le prime esperienze nel calcio professionistico. Alto poco più di un metro e ottanta, Viviani necessita di irrobustirsi ulteriormente ma può contare su una buona resistenza organica e su un discreto spunto nel breve, oltre che su buone capacità coordinative che rendono i suoi gesti tecnici molto puliti e armonici. Timido per natura, preferisce far parlare il campo: nelle giovanili è stato un punto di riferimento per il suo approccio agli allenamenti e la sua generosità verso i compagni, caratteristiche che gli hanno permesso di integrarsi fin da subito nello spogliatoio della prima squadra. Nel suo curriculum figura anche una convocazione con l’Italia Under 19, ma adesso il debutto in Serie A ha alzato ulteriormente l’asticella degli obiettivi della sua giovane carriera. Un enfant du pays che sogna di prendersi le redini del Brescia, la squadra della sua città, candidandosi per raccogliere un testimone pesante in un futuro che appare ormai dietro l’angolo.

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