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Sollier: "Ora siamo tutti passivi. Assurdo far riprendere il campionato"

ESCLUSIVA TMW - Sollier: "Ora siamo tutti passivi. Assurdo far riprendere il campionato"
mercoledì 15 aprile 2020 17:19Serie A
di Lorenzo Marucci

Ex calciatore, ex allenatore e personaggio mai banale. Paolo Sollier ha giocato negli anni Settanta tra le altre con Peruia e Rimini ed è ricordato anche per il suo libero 'Calci e sputi e colpi di testa', scritto nel 1976. A lui ci siamo rivolti per analizzare la situazione del nostro calcio che si interroga su come ripartire: "Vista la situazione di emergenza - dice a Tuttomercatoweb.com - non credo sia giusto ricominciare. Sarebbe assurdo. Oltretutto la forza del calcio è quella di attrarre gente e se si riparte a porte chiuse si va in un'altra direzione. Sono dell'idea che si debba rinviare tutto in attesa che ci siano certezze".

C'è però anche la questione economica da tenere conto: Così i club vanno in difficoltà...
"Sì ma se poi si gioca senza pubblico? E' vero che ci sono i diritti televisivi ma vedere le partite solo alla tv non credo che sarebbe poi così appassionante per i tifosi".

Il calcio come sta gestendo questa situazione?
"In modo passivo, perchè siamo tutti passivi di fronte a questa emergenza. E' tutto bloccato e si può fare ben poco".

Lei sta seguendo comunque il calcio?
"Lo seguo ma da quando ho smesso di allenare mi sono un po' distanziato. Occuparsi di calcio senza avere un ruolo è un po' una sofferenza. Il mio calcio per di più era un'altra cosa, oggi la serie A e la B sono lontane da tutto il resto del mondo calcistico. Questa differenza non mi piace".

Se ne sta parlando anche a proposito del taglio ingaggi. Con i giocatori della serie C che sarebbero in difficoltà...
"Quello è un problema delicato. Chi gioca in quella categoria ha uno stipendio normale e se viene intaccato poi è una questione seria rispetto ai big"

L'Assocalciatori come si sta muovendo?
"Pur non conoscendo i dettagli, Tommasi mi sembra corretto e attento. La verità è che, come dicevo prima, siamo tutti bloccati e passivi e non è possibile neanche fare atti o manifestazioni prima delle partite per richiamare l'attenzione".

Lei che non è mai stato banale cosa farebbe in questo momento?
"Bisogna stare ad ascoltare chi deve prendere le decisioni sperando che abbiano un buon fondo scientifico e poi come tutti gli altri occorre rispettare le regole. E' dura per tutti ma non si può fare diversamente".

© Riproduzione riservata
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