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ESCLUSIVA TMW - Speciale Parma, Iacoponi: "Mai pensato di essere già salvi"

24.05.2019 11:00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 8734 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Una salvezza conquistata con la fascia da capitano. Forse nemmeno Simone Iacoponi, difensore del Parma di Roberto D'Aversa, si sarebbe aspettato tanto successo quando, due anni prima, era arrivato dalla Virtus Entella per giocare il campionato di Serie C. Vittoria con il Pordenone, secondo posto in B, poi la giornata contro la Fiorentina, da capitano, vincendo nei minuti finali e assicurandosi la salvezza. "Direi che è stata la ciliegina sulla torta di un'annata importante, finita nella maniera in cui volevamo. Siamo soddisfatti e contenti di avere raggiunto la salvezza in maniera ottimale".

C'è stato un momento di sconforto?
"Di essere già salvi non lo abbiamo mai pensato, ma qualche momento di riflessione c'è stato negli ultimi mesi. I punti non arrivavano, quindi la salvezza era lì a un passo e non veniva mai raggiunta. Ci abbiamo creduto, abbiamo lavorato, alla fine abbiamo raggiunto quello che volevamo".

Com'è passare dalla Serie C alla A?
"È stato un bellissimo percorso, una scommessa fatta su me stesso, mettendomi alla prova e riuscendo a vincerla. All'inizio, devo dire la verità, non pensavo di giocarle tutte. È stata una grande soddisfazione".

Anche perché dietro siete molti.
"Avevamo una bellissima rosa, competitiva, quindi - a maggior ragione - sono soddisfatto di quest'annata. Speriamo di poterla ripetere".

Qual è il momento migliore?
"Ehhhh, ci sono state tante gioie in questi due anni e mezzo, vincere due campionati è stato bello, anche per come sono arrivati i risultati: uno con i playoff promozione, l'altro all'ultima giornata, sono emozioni indescrivibili. Poi la salvezza... era l'obiettivo preposto, è stato sofferto e abbiamo gioito tutti insieme".

Come è D'Aversa?
"Il mister è carismatico, cerca di trasmettere tutto quello che ha, al giocatore ma anche a chi lo riporta in campo. Sotto l'aspetto tattico e tecnico, ma anche sotto quello caratteriale".

Avete fatto tanti punti in trasferta.
"Credo grazie alle caratteristiche principali della nostra squadra, giochiamo di ripartenza, è un'arma molto importante. Fuori casa, dove le altre squadre facevano la partita, trovavamo qualche spazio in più".

Quale squadra ti ha impressionato di più?
"L'Atalanta. È difficile da incontrare, si alternano qualità e quantità, sono organizzati, forti".

Ti aspettavi una Juventus così forte?
"Sinceramente sì, l'avevo vista in tv, me l'aspettavo. È una squadra composta da grandi campioni, da professionisti".

Com'è passare dalla C alla Serie A?
"La differenza c'è, il margine di errore è molto minore, i tempi di reazione sia di giocata che di pensiero sono molto minori, ti devi adeguare alla categoria perché la differenza c'è".

Perché il calcio italiano fa così fatica in Europa?
"Ora, dirti il motivo non lo so, la Juventus ha fatto fatica ed è vero, ma quelle sono partite singole, da analizzare non sono semplici, in un contesto generale. Il fatto che molti giovani abbiano fatto bene nell'Ajax è un bel segnale".

Facendo un gioco, dico un nome e può rispondere: Bruno Alves?
"Professionista esemplare, è un simbolo da seguire".

Poteva andare via a gennaio, fra l'altro.
"Ha avuto una grossa opportunità, se è rimasto vuol dire che ha fatto il suo ragionamento ed è stato quello giusto, soprattutto per noi, perché la sua permanenza ha giovato".

Gervinho?
"Fuoriclasse può andare bene? Ahahah, è una freccia che fa male, ha qualità e colpi da grande giocatore, quando meno te lo aspetti ti risolve la partita".

L'ultimo è Inglese.
"Per me è fondamentale, è un attaccante che riesce a fare reparto da solo, ha tutto. È completo, è un grandissimo giocatore".

È comunque la vittoria di un gruppo?
"Sicuramente era composta da diversi campioni, ma un giocatore da solo non può vincere la partita. L'insieme del gruppo ha fatto sì che si sopperisse alle difficoltà del singolo".

Qual è il momento più bello dell'anno?
"Se parli personalmente... la vittoria di Firenze, perché andare lì, come capitano per la prima volta, è stata una grandissima soddisfazione. Poi il ricordo più bello, oltre a domenica e il fischio finale, il pareggio con la Juventus. Poi altre vittorie, come a Milano con l'Inter, ci sono stati diversi momenti importanti".

Quale sarà il futuro?
"Vorrei continuare in questa società, mi sto trovando benissimo, sono pienamente soddisfatto, avere un futuro qui sarebbe molto importante".

Com'è giocare in Serie A?
"Il livello di concentrazione dev'essere sempre molto alto, il margine di errore è sempre minimo, devi tentare di non farne. Poi c'è stress, diversamente da altre categorie, ma è anche giusto così".

Parma però è una piazza calma.
"Sì, è una città tranquillissima, una tifoseria che ti segue ma che allo stesso tempo ti fa vivere benissimo".

Chi vince la Champions League?
"Io dico Liverpool".

Klopp meglio di Pochettino?
"Ah, questo non lo so, ma mi sento Liverpool".

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Iacoponi: "Mai pensato di essere già salvi"


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