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Serie A

Immobile, un'estate per ritrovarsi: la Lazio ripartirà da lui

16.06.2019 07:30 di Riccardo Caponetti   articolo letto 3180 volte
© foto di Federico Gaetano

Si dice che a volte non c’è miglior cura dell’amore. Quello vero, che solo una famiglia unita può darti. Ma anche quello dei tifosi della Lazio e di Simone Inzaghi, sempre pronto ad aiutare un proprio giocatore in difficoltà. Nelle vacanze estive avrà bisogno di tutto questo Ciro Immobile, il cui finale di stagione - a livello personale - non è stato proprio positivo. Solo 2 gol da aprile, di cui uno su rigore contro il Sassuolo. Difficoltà realizzative che si aggiungono a una serie di prestazioni sottotono: tanti errori tecnici, scelte sbagliate e una condizione fisica non ottimale. Poco lucido e tanto nervoso è sembrato l’attaccante partenopeo, che non ha beneficiato neanche della cura azzurra. Tribuna in Grecia-Italia e solo panchina nel successivo impegno contro la Bosnia. Ma insomma non è niente di nuovo: è risaputo che non ci sia feeling tra lui e il gioco che vuole Mancini dalla Nazionale.

Dallo spettacolare gol contro il Napoli nella prima giornata di campionato (votato come il miglior gol della Lazio dai tifosi) all’eclissi di maggio e giugno. Immobile ha chiuso la stagione con 41 presenze, 12 assist e 19 reti: 21 in meno rispetto a quella precedente, in cui aveva trascinato la squadra a un soffio dalla Champions. Si sale e si scende. La carriera di un calciatore, soprattutto di un centravanti, è così: ci sono periodi in cui appena sfiori la palla la butti dentro e altri in cui ti gira male. E Immobile quest’anno è stato poco fortunato: è stato il giocatore che in A ha colpito più legni (ben 8 tra pali e traverse). Se è sempre stato un intoccabile, mai assente dal campo, nella finale di Coppa Italia contro l’Atalanta è stato addirittura sostituito. Segno che qualcosa non andava. Lo sa Ciro, lo sa Inzaghi. Il tecnico però non è preoccupato, non mette in dubbio il suo valore. Sia in campo che all'interno del gruppo. L’ha scelto, l’ha voluto e l’ha preso dal Siviglia. Ci ha costruito la squadra intorno, vestendogli l’abito che più gli si addice. 85 gol in 133 presenze con l’aquila sul petto non sono pochi. E se è vero che i numeri della stagione attuali sono lontani rispetto a quella precedente, quando segni 19 gol è sbagliato parlare di fallimento e catastrofe. Per questo dal ritiro di Auronzo si ripartirà da lui e dalla sua voglia di riscatto, che sarà la parola chiave nello spogliatoio biancoceleste. Un riscatto che passa dall’amore della famiglia: quella stretta con la moglie e le due figlie (prossima ad allargarsi con la nascita del primo figlio maschio) e quella più allargata della Lazio.


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