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Abete: "FIGC e Serie A hanno piani B e C, ma non li dicono. Ora andiamo avanti"

TMW RADIO - Abete: "FIGC e Serie A hanno piani B e C, ma non li dicono. Ora andiamo avanti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 23 ottobre 2020 18:32Serie A
di Dimitri Conti

Giancarlo Abete, ex presidente federale e commissario straordinario della Serie A, si è collegato in diretta ai microfoni di TMW Radio, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini nel corso della trasmissione Stadio Aperto. L'intervento comincia dall'importanza dell'azienda calcio nel panorama italiano: "Un nuovo stop è da scongiurare. Abbiamo situazioni complesse e gravi purtroppo anche in altri paesi europei importanti, pure calcisticamente, ma al momento la situazione ha una tenuta sostanziali: pur con tutte le preoccupazioni del caso, c'è l'obiettivo che le attività produttive, tra cui anche il calcio, tengano o i danni sarebbero irreparabili per un sistema che già oggi regge grazie ai diritti tv ma che ha perso molto sul versante degli incassi come il botteghino. Bisogna essere molto responsabili: come in altri paesi il calcio professionalmente prosegue, così deve avvenire in Italia".

Pensa che l'attuale protocollo sia migliorabile?
"Questo lo possono valutare gli esperti del settore, nessuno di noi può valutare se sia migliorabile o meno scientificamente. Per il momento ha tenuto, ovviamente con il caso Napoli-Juve che va approfondito ma che costituisce un'eccezione. Abbiamo visto che anche in ambito di calcio internazionale l'AZ è andato a vincere a Napoli con tanti positivi in squadra, così come il Parma ha giocato. Fino ad ora mi sembra che il protocollo abbia retto a dovere. Se c'è necessità di correttivi, lo valuteranno il Cts e gli esperti del mondo sportivo".

Le grandi piattaforme web si stanno muovendo nel calcio. L'ingresso di Amazon è punto in cui l'Italia raggiunge le altre realtà europee?
"Penso di sì, il problema degli anni passati a livello di diritti tv era trovarsi di fronte a una competizione abbastanza limitata e la preoccupazione che gli attori protagonisti, pur di qualità, fossero in numero ridotto. Parliamo di situazioni programmate negli anni e nei decenni, l'apertura è importante".

Spadafora invocava un piano B: crede che la Serie A sia in ritardo?
"Ognuno di noi ha una sua modalità di comunicare: io, per esempio, sono più asciutto o prudente. Certamente il ministro è molto presente a livello di comunicazione, ma il nostro mondo penso che abbia le capacità di interrogarsi e affrontare i problemi: ognuno di noi ha un piano A, B e C, fa parte della saggezza di ognuno di noi. Ma non è che questi vengano dichiarati, o non si genererebbe altro che confusione. Siamo in una situazione in cui ci si muove secondo determinate regole, e si procede in un certo modo. Abbiamo un peggioramento che tutti dobbiamo cercare di contrastare, ci prepariamo a situazioni diverse senza però esplicitare i piani. Federazione, Lega e tutti hanno la consapevolezza che i problemi vadano affrontati in progress".

Si poteva fare una riflessione più ampia sulla pausa Nazionali?
"Si può, senz'altro. Ma teniamo conto che l'incidenza delle partite amichevoli nel calendario internazionale è estremamente ridotta. Se ognuno di noi ha cinque cose da fare, magari la quinta prova a rinviarla... Statisticamente, o sul versante dell'aumento del rischio, però non incide. Le amichevoli già prima erano poche, adesso, già da alcuni anni, la UEFA le ha ridotte attivando la Nations League per aumentare l'attrattività. Piuttosto andrebbero considerate le misure adottate dai singoli club".

Cosa ne pensa dell'uscita sui social del ct Mancini?
"Mancini deve aver compreso che quella situazione era fuori luogo, si è scusato ed ha immediatamente corretto il tiro. Poi però si va avanti: nessuno fa percorsi netti, io li ricordo solamente all'Eliseo. L'importante è la sensibilità di capire l'errore e chiarire, poi si riparte".

Che ne pensa di chi parla di campionato falsato dal Covid?
"Sono parole che si dicono sul versante della faziosità e dell'emozione che porta il calcio stesso. Abbiamo sentito parlare di campionati falsati anche per episodi... Qui si parla di un calendario rivoluzionato e di una programmazione saltata, un po' come la scorsa stagione: l'importante però è che le risposte arrivino dal campo. Da qui a parlare di campionati falsati, è mettere benzina sul fuoco dove non ce n'è necessità. Le forzature vanno lasciate da una parte".

Guardando la Serie C, troppo spesso si perdono squadre in corsa.
"Un problema che non va sottovalutato. Questo è un anno particolare, essendoci stato il fermo dei campionati fin da marzo a causa della pandemia: molti club sono andati in sofferenza, e il calcio di Serie C che già strutturalmente lo è, ha difficoltà a permettersi ulteriori sofferenze causate da fattori esterni. Servono misure economiche come la sospensione dei mutui, o molte realtà economiche non reggono. I parametri d'ingresso abbassati hanno generato altre difficoltà, che si sono palesate iniziando dal Trapani, ma inseriamo questo nel contesto di un periodo eccezionale".


Giancarlo Abete intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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