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Pazienza: "A Conte mancano i pilastri. Fiorentina, io avrei tenuto Iachini"

TMW RADIO - Pazienza: "A Conte mancano i pilastri. Fiorentina, io avrei tenuto Iachini"
© foto di Alessio Alaimo
lunedì 23 novembre 2020 19:22Serie A
di Dimitri Conti

Michele Pazienza, allenatore dell'Audace Cerignola, si è collegato in diretta con Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Il momento è davvero difficile e senza un protocollo diverso sarà veramente dura portare a termine il campionato: spero che a breve ci dicano qualcosa di nuovo".

Come funziona il protocollo per la Serie D?
"Siamo costretti a fare tamponi settimanali per tutelare noi ma soprattutto chi lavora attorno. Nel momento in cui viene fuori la positività di anche un solo giocatore, si può chiedere il rinvio della partita".

Come lo vede il Prandelli-bis alla Fiorentina?
"Prandelli è un allenatore molto preparato che oggi si trova in una situazione non semplice. Io sarei stato più propenso a proseguire con Iachini, perché conosceva benissimo la squadra e i giocatori, era tutto costruito per lui. Ora a Prandelli servirà tempo per capire quale sia il sistema più adatto per questa Fiorentina. Per la breve esperienza che sto avendo, dico che finché non entri in uno spogliatoio non hai mai la misura di ciò che hai tra le mani".

Che valore ha questa Fiorentina?
"Se si guardano i giocatori singolarmente, i valori sono importanti. Ma il gioco del calcio dice che questo non basta, serve comporre una squadra per avere l'idea di gioco dell'allenatore. Per metterli insieme a Prandelli ci vorrà del tempo, e diventa difficile anche dire dove potrà arrivare la Fiorentina".

Conte si trova per la prima volta in carriera un'avversaria come questa Juve?
"Il primo anno alla Juventus però c'era contro il Milan di Ibrahimovic che era squadra davvero difficile da affrontare, e che può essere paragonata alla Juve di oggi. Le difficoltà maggiori sono negli interpreti, che Conte ha trovato diversi all'Inter rispetto alla Juventus. Lì aveva trovato uomini come Buffon, Barzagli e Chellini che gli hanno permesso di accelerare per quanto chiedeva. All'Inter gli mancano i pilastri per costruire il tutto".

Perché con Eriksen le cose non hanno funzionato?
"Io mi sono posto un'altra domanda: conoscendo Conte e avendo interpretato il suo gioco, mi sono chiesto perché l'avessero preso. Un giocatore così poco dinamico ed aggressivo, negli schemi di Conte faccio proprio fatica a vedercelo".

Era meglio provare avere prima Vidal, quindi...
"Uno come lui si sposa alla perfezione con l'idea di gioco di Conte".

La Juve le sembra più quadrata?
"Pirlo avrà bisogno di altro tempo per renderla una macchina perfetta: la Juventus ha cambiato molto e perso giocatori importantissimi come Pjanic. Ringiovanendo la rosa ci sarà bisogno di un po' per rivedere la solita Juve, ma per me Pirlo ha le capacità per farlo".

Questo Milan è la rivincita di Pioli?
"Il segreto dei risultati che stanno conseguendo è stato di voler dare continuità nel lavoro di un allenatore che negli ultimi anni ha acquisito grande esperienza. Questa cosa ha portato grandi vantaggi, e Pioli se lo merita".

Un aggettivo per Ibrahimovic?
"Infinito. Nonostante abbia vinto tanto ha ancora quella fame che riesce a trasmettere anche ai compagni: è un trascinatore che sposta anche gli equilibri".

La Serie D dovrà reinventarsi?
"Credo che chi di dovere qualche segnale l'abbia già avuto per capire quali difficoltà si vivano in questa categoria oggi. Bisogna dare ossigeno e respiro a un campionato che fino ad oggi anche io avevo sottovalutato, ma che in realtà è ricco ed è una buona scuola".

Quanto è cresciuto Gattuso come allenatore?
"Tantissimo. Il fatto di essere un uomo semplice, umile, che porta con sé lo stesso modo di fare e la voglia di andare sempre oltre i limiti che aveva anche da calciatore e che l'ha portato a fare una carriera eccezionale, gli sta facendo vivere questo nuovo percorso con lo stesso spirito e sono sicuro che ripeterà quanto fatto da giocatore anche in panchina".


Michele Pazienza intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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