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Torino, Giampaolo: "Ho avuto i sintomi del Covid. Nel derby serve cuore e organizzazione"

Torino, Giampaolo: "Ho avuto i sintomi del Covid. Nel derby serve cuore e organizzazione"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
venerdì 04 dicembre 2020 16:46Serie A
di Emanuele Pastorella

Dopo venti giorni lontano dal suo Torino, Marco Giampaolo si è negativizzato dal Coronavirus ed è tornato a guidare in prima persona i suoi ragazzi. E, domani, sarà il suo primo derby della Mole: il tecnico granata ha risposto alle domande dei giornalisti alla vigilia della sfida contro la Juventus ai microfoni di Torino Channel.

Come ha superato il Coronavirus?
In questi giorni sono stato lontano dalla squadra, ma non emotivamente. Ci sono sempre stato. Dal punto d vista della salute, io sono stato asintomatico i primi due giorni, poi ho avuto dei sintomi. Io qualcosa ho avuto, ancora mi porto dietro qualche sintomatologia. Bisogna fare attenzione e fare sacrifici, perché stare da soli e si devono evitare luoghi affollati, altrimenti il rischio è di cascarci dentro dal nulla. Posso dire che 20 giorni a casa è pesante. Ho lavorato molto, avevo gli occhi fissi sul video. Ho visto tante partite nostre e tante degli avversari. I miei collaboratori sono stati bravi a dare continuità alla programmazione. Le mie giornate sono state queste. Con la squadra mi sono confrontato in riunioni video. L’aspetto più negativo è vedere giocare la squadra dal divano“.

Come ritrova il Toro?
“La squadra è migliorata e migliora sempre di più. In questa prima parte di campionato siamo stati penalizzati oltre modo dalle situazioni. Avremmo potuto avere più punti. C’è stato un crescendo nelle prestazioni. La squadra ha fatto enormi passi in avanti e l’augurio è du migliorarsi sempre e imparare a uscire meno penalizzati dalle situazioni che hanno dato un riscontro negativo“.

Come sta Zaza?
“Stava bene anche prima che io lo lasciassi, stava facendo buone partite. Il giorno in cui sono stato positivo ho avuto una discussione con lui. Lui era appena tornato e gli ho detto cose che gli dovevo dire. Volevo che continuasse con un certo atteggiamento per continuare con la sua crescita. Ma ho parlato con Zaza come con tutti gli altri“.

Come ha lavorato il suo staff?
“Devo dire che il mio staff con Francesco Conti in testa sono bravi. Hanno esperienza da vendere. Chiaro che ogni squadra ha bisogno del suo allenatore, ma loro sono stati bravi a far fronte alle difficoltà“.

Quale modulo utilizzerete?
“Non è un problema di sistema, perché io di giocare con l’Inter con il 3-5-2 l’avevo già programmato 15 giorni prima perché sapevo che dovevamo giocarcela così. Era un sistema che abbiamo usato anche contro Sassuolo e Lazio. Dietro c’è stato un pensiero, questo modulo rispecchia alcune qualità delle squadre. Entrambi i moduli sono una risorsa. Anche l’ultima partita l’abbiamo risolta cambiando modulo. Sono altre le argomentazioni su cui discutere“.

Cosa non sta funzionando nella fase difensiva?
“C’è da fare un discorso più articolato. Noi siamo la squadra che ha subito più reti, siamo la peggior difesa del campionato e siamo tutti con le orecchie lunghe da mettere dietro la lavagna. È così nei numeri, ma poi si deve fare una ricerca e approfondire le dinamiche. Abbiamo parametri a cui facciamo riferimento che si riferiscono a quante occasioni concediamo negli ultimi 35 metri, per quanto tempo gli avversari sostano nella nostra metà campo, ogni quanti minuti gli avversari creano un’occasione da gol, quanti tiri prendiamo nell’area di rigore o quanti ne prendiamo in generale. In base a questi parametri, 3 su 5 sono nella media, 2 su 5 siamo tra i migliori. Noi siamo ventesimi nella percentuale di gol subiti in proporzione delle occasioni concesse, prendiamo gol ogni due tiri. Siamo penalizzati da questo dato che può essere determinato da un tiro all’incrocio dei pali o un errore. Noi non perdiamo mai l’inerzia durante la partita, non abbiamo mai avuto la sensazione di prendere gol. Noi prendiamo gol inaspettatamente, anche nel momento migliore. L’esempio è il 2-1 di Milano contro l’Inter, fino a quel punto non avevamo subito niente. La percentuale è alta in quel senso. Se miglioriamo questo dato…perché non può andare sempre così. Devo accrescere l’autostima dei miei giocatori perché le prestazioni sono buone, non sono un disastro e nemmeno la difesa va male. Paghiamo a caro prezzo le poche azioni concesse. C’è un altro dato statistico importante. Ogni quanti minuti la squadra avversaria costruisce un'azione da gol: abbiamo la media del 3,5 e siamo ben sopra il decimo posto. Questo è un altro dato positivo. Il discorso non è rivolto a difensori o portiere, ma a fase difensiva“.

Rodriguez può diventare un elemento chiave?
"Nella difesa a tre, ho sei giocatori: tre giocano e tre non giocano. Nella difesa è un terzino, non lo vedo quinto".

Che differenze ci sono tra i derby?
"Non c'è un metro di misura, il derby senza tifosi è surreale. E' un qualcosa che respiri il lunedì che precede la domenica, ma anche prima, e lo percepisci attraverso l'interazione che hai con la gente. Ora è difficile, non ci sono parametri per paragonare i vari derby che ho vissuto. Il calcio senza tifosi è playstation".

Come si ribalta la stracittadina meno equilibrata d'Italia?
"Ci vuole cuore, organizzazione e personalità. Giocare senza lasciarsi giocare dalla partita".

A Genova vincendo un derby ha superato un momento difficile.
"Percepisco anche oggi una crescita, le analogie sono circoscritte al sentimento che provo e alle sensazioni che ho. Capisco che i risultato sono determinanti, ma sono sereno. E ieri che sono rientrato ho visto bene la squadra. Non penso mai che quella partita possa essere determinanti per le mie sorti della continuità da dare al mio lavoro. Il metro di valutazione è come i calciatori si allenano, ieri è stato ribadito. Siamo in crescita, dobbiamo aggiungerci i risultati ma sono convinto che la squadra si prenderà ciò che merita".

Che approccio si aspetta dai suoi?
"Oggi pomeriggio un altro allenamento, la stiamo preparando come sempre con grande attenzione cercando di diminuire il gap. Non dobbiamo avere nessun nervosismo: non mandai la squadra in ritiro in quel derby di Genova, mi presi una grande responsabilità. Dissi ai giocatori di stare a casa perché avevo grande fiducia. Ora per problemi di Covid dobbiamo farlo, magari lo avrei anche annullato. In condizioni normali è una partita che senti di più, ora è assottigliato perché non c'è il pubblico. Ma non siamo mai caduti in problemi di approccio, siamo maturi da questo punto di vista. Potrei annullare i ritiri, li facciamo perché stiamo insieme e ci tuteliamo da eventuali contagi. Ma non è una squadra che deve andare in ritiro per rendere meglio".

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