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Vidal non è più quello della Juve e Conte dovrà capirlo al più presto. Per riequilibrare l'Inter

Vidal non è più quello della Juve e Conte dovrà capirlo al più presto. Per riequilibrare l'InterTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
lunedì 19 ottobre 2020 14:00Serie A
di Raimondo De Magistris

Otto gol subiti in quattro partite è un dato inquietante per qualsiasi squadra. Lo è a maggior ragione se sei l'Inter e se alla guida dell'Inter c'è Antonio Conte, un allenatore che fa dell'equilibrio il suo mantra.
Alla ricerca costante dell'equilibrio, le sue squadre hanno sempre avuto come punto di forza la solidità difensiva e non a caso anche nella passata stagione - nonostante il secondo posto finale - quella nerazzurra è stata la difesa meno battuta del campionato con 36 gol subiti in 38 partite. L'unica squadra della Serie A 2019/20 a subire meno di un gol a partita.

Quest'anno l'Inter, per stessa ammissione del suo tecnico, è decisamente più spregiudicata. Troppo, stando alle indicazioni che arrivano dal campo. 'Colpa' di esterni che hanno nella fase di spinta il loro punto di forza, nel caso di Perisic quasi l'unico. 'Colpa' di un centrocampo che copre poco difensori sempre esposti nell'uno contro uno. Perché al netto degli errori individuali, e dei giocatori che mancano, è un dato di fatto che al momento ai tre difensori dell'Inter manca spesso e volentieri la copertura dei centrocampisti, un leitmotiv che si ripete più volte durante la partita ed espone i centrali nerazzurri a brutte figure, come accaduto a Kolarov sul rigore o a D'Ambrosio sul secondo gol.

Servirà quindi resettare e riorganizzare il ruolo degli esterni. Servirà, inoltre, rivedere idee e gerarchie a centrocampo. Con Vidal che sarà senza dubbio uno dei punti fermi di questa squadra ma che andrà utilizzato secondo l'evoluzione calcistica del cileno negli ultimi anni.
Vidal non è più il giocatore fresco di avventura al Bayer Leverkusen che poteva giocare tanto centrale di difesa quanto seconda punta, è ormai centrocampista che a Barcellona ha preso una piega ben precisa. Ormai è più calciatore di fioretto, il cileno negli ultimi anni ha macinato sempre meno chilometri e ha aumentato sempre più la sua presenza nella metà campo avversaria. Conte, per riequilibrare il centrocampo, non potrà quindi non tenerne conto.

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