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Serie C

ESCLUSIVA TMW - Dg Pontedera: "32 punti a gennaio? Voglio prima equilibrio"

17.10.2019 18:49 di Claudia Marrone  Twitter:    articolo letto 1827 volte

Sorpresa o conferma? Difficile dare una definizione al Pontedera, che ormai da anni sta abituando i più fini palati a stagioni straordinarie, pur non essendo una delle squadre annoverata tra le big. Che dalle big, però, ha preso tanto, e che ora, quanto in C si sono giocate 9 giornate è al terzo posto.
Ed è il Dg Paolo Giovannini, ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, a fare un'analisi del momento dei granata.

Presto per fare bilanci, ma metà del girone di andata è trascorso, e la classifica dice 3^ posto. Qual'è il segreto del Pontedera?
"Più che della classifica, io mi compiaccio e sono fiducioso per il futuro grazie all'atteggiamento e alla propositività che vedo in un gruppo fatto non solo di ottimi calciatori ma anche di grandi uomini. Se si esclude la gara contro il Renate, le prestazioni non sono mai mancate, abbiamo delineato un percorso ben chiaro che vogliamo portare avanti, al di là delle sconfitte o delle vittorie. Sono molto felice anche nel vedere che sono stati impiegati moltissimi elementi delle rosa, è un buon segnale".

Rosa che alla fine conta solo 8 over: delle formazioni di C, quella con il numero minore.
"E' vero, se si esclude la Juventus U23, che ha un regolamento a parte, siamo noi quelli con meno over tesserati. Al netto delle nuove regole federali, non volevamo snaturarci e volevamo ancora proseguire con la linea giovane che da anni adottiamo, e che ha dato buoni frutti".

Quest'anno si vede però un Pontedera che, nonostante la giovane età, gioca quasi da veterano. Un gruppo già formato.
"Chiaramente, visto ciò che dicevo prima, andavano fatte scelte leggermente diverse, e per bilanciare i pochi over servivano giovani comunque pronti, che potesse avvicinarsi, a livello di esperienza, agli over. Mazzini aveva già giocato a Carrara, Bernardini era reduce da una notevole esperienza a Lucca, Cigagna da una piazza importante come Reggio Emilia, Serena lo avevamo già cresciuto: a loro poi ne abbiamo aggiunti altri. E siamo soddisfatti".

Cosa si aspetta dal gruppo da qui alla fine del girone di andata, che è di fatto un primo giro di boa?
"La cosa fondamentale, intanto, è pensare di gara in gara, la squadra deve fare questo. Anche se poi è vero che a gennaio potremmo tracciare delle linee, ci sarà questo primo step e vedremo le valutazioni da fare. Quello che mi auguro è che non sia dispersa la fiducia che ha il gruppo, il calcio va a una velocità estrema e i risultati diventano spesso relativi: ora è tutto bello, ma arriveranno anche momenti duri ai quali dovremmo saper far fronte, ricordandoci che sono importanti anche i piccoli risultati come un pareggio, se uniti a una reazione successiva. Voglio equilibrio, non penso di chiudere il girone di andata a 32 punti ma neppure a 20, spero in un finale discreto".

A proposito di giovani, ai tempi di Lucca fu lei a lanciare Di Lorenzo.
"Di Lorenzo è del mio paese, ho tutt'ora un bel rapporto con lui e con la famiglia. Ricordo che dalla Lucchese lo cedetti a soli 15 anni alla Reggina, ma nonostante le belle prestazioni, col fallimento del club si trovò svincolato, e venne a chiedermi aiuto: è passato dal terrazzino dello stadio "Mannucci" alla Nazionale! Al tempo conoscevo Fernandez, il ragazzo andò a Matera, e da li la scalata: è impressionante la semplicità con la quale ha superato tutti gli step. Da Matera a Empoli, da Empoli al Napoli dove è titolare inamovibile di Ancelotti, dal Napoli alla Nazionale. Che avrebbe fatto strada lo sapevo, ma non immaginavo con questa facilità, un'esplosione netta. Si è imposto subito, con l'umiltà e la purezza che ancora lo contraddistinguono".

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