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...con Massimiliano Mirabelli

...con Massimiliano MirabelliTUTTOmercatoWEB.com
venerdì 05 giugno 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Ok la ripartenza, ma il campionato va finito: si riveda il protocollo. Algoritmi? Macché, le partite vanno giocate. Scudetto: Lazio, puoi farcela. Inter, hai svenduto Icardi. Andre Silva sarà un top”

“Bene la ripartenza, ma è fondamentale che si finisca. La salute viene prima di ogni cosa, un caso positivo però va considerato un infortunio altrimenti con la quarantena di squadra si rischia di bloccare di nuovo tutto”. Così a TuttoMercatoWeb l’ex direttore sportivo del Milan, Massimiliano Mirabelli.

Inevitabile, quindi, qualche accorgimento.
“Il protocollo va rivisto. Per garantire la regolarità del campionato. Perché il problema non è iniziare, ma finire. È importante che tutte le squadre riescano ad ottenere i propri obiettivi”.

Beh, c’è sempre la soluzione alternativa: gli algoritmi.
“Macché. No, una cosa del genere non esiste. Bisogna solo pensare a iniziare e finire il campionato. E si può fare mettendo delle regole chiare. Le società si attrezzeranno affinché non ci siano rischi. Una volta isolata la squadra, non dovrebbe arrivare alcuna positività”.

Come sarà la ripresa? Si comincia con Juve-Milan di Coppa Italia.
“Sarà difficile riattaccare subito la spina. Dopo il lungo periodo di riposo forzato ricominciare non sarà facile. Ci saranno tante sorprese. È complicato fare delle previsioni. Si ripartirà da zero. Una squadra che prima dello stop era in grande forma, oggi riparte da capo. Il segreto sarà essere mentalmente forti”.

Scudetto: Juve o Lazio?
“La Juve ha l’organico più forte in assoluto. Però la Lazio ha un’ottima squadra, un ottimo ambiente e un grande allenatore e rischia di fare un brutto scherzo ai bianconeri”.

Quanto inciderà nel calcio la crisi economica dovuta al Covid?
“Inciderà tanto e per tante squadre. Guardo all’Europa, ci sarà un divario notevole di mercato. I grandi club, quindi la Juventus, l’Inter, il Manchester City o il Real Madrid riusciranno a fare ancora mercato. Per tanti invece ci sarà un ridimensionamento. E quindi servirà grande conoscenza del calcio mondiale, ne beneficerà chi conosce i calciatori. Bisognerà essere molto creativi. Si tornerà al baratto, aspettiamoci prestiti e scambi vari”.

Giusto aspettarsi che le squadre di fascia media siano costrette a svendere i propri gioielli?
“Dipenderà tanto dalle capacità economica dei club. C’è chi ha necessità di vendere, quindi il prezzo lo farà il mercato. Se riesci a mettere un calciatore in un’asta lo venderai sempre bene. Altrimenti corri il rischio di monetizzare di meno. Potrei fare un esempio...”.

Prego.
“Icardi, ceduto a 50 milioni, per me è stato svenduto. Vale molto di più. Il PSG ha fatto un grande affare”.

Potrebbe partire anche Lautaro Martinez.
“Ha una clausola importante. Se andrà via, l’Inter avrà incassato tanti soldi da poter essere protagonista sul mercato”.

Un’idea è Aubameyang.
“Era un mio pallino dai tempi in cui ero all’Inter. Lo seguivo al Saint Etienne. Non sono stato ascoltato abbastanza. Poi quando sono andato al Milan ho cercato di prenderlo. Aubameyang è straordinario, può giocare in qualsiasi top club europeo”.

Oggi in Germania brilla Andre Silva, che leí portò al Milan.
“È giovane e ha grandi qualità. Ha bisogno di adattarsi. Arrivò al Milan dal campionato portoghese, aveva fatto bene anche in Nazionale. Doveva adattarsi. In Germania sta facendo bene. E di una cosa sono certo: sarà uno degli attaccanti poi importanti del futuro”.

Dunque non si è pentito della scelta?
“Assolutamente no. Il tempo lo dimostrerà”.

E Piatek? Anche lui, in Germania, sembra ritrovato.
“Quando passi dal Genoa al Milan hai bisogno di adattarti. Bisogna avere pazienza. Si dice che un attaccante quando fa gol è bravo in qualsiasi categoria. Con il Genoa Piatek ha fatto grandi cose, magari non è bello da vedere ma la mette dentro. A volte si ha poca pazienza. Quando giochi nel Milan vuoi tutto e subito. Una volta individuato il calciatore, serve aspettare”.

Direttore, quanto vale Tonali?
“È uno dei talenti più importanti che abbiamo in Italia. Vale tantissimo. E potrebbe giocare nel Barcellona o nel Real Madrid. Chi lo prende fa un grande affare”.

E lei pronto a ricominciare? Le richieste non le mancano, anche dall’estero...
“Lo stop ha fermato un po’ tutto. Avevo qualcosa in Inghilterra. Ho grande voglia. Sono uno di campo, guardo tante partite, tanti calciatori. Anche nel periodo di lockdown non mi sono mai fermato: sono sempre stato in costante aggiornamento guardando tante partite”.

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