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De Marchi: "Juve, 8 Scudetti da applausi ma Champions da incubo"

De Marchi: "Juve, 8 Scudetti da applausi ma Champions da incubo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
venerdì 26 aprile 2019 19:23Altre Notizie
di Alessandra Stefanelli

Marco De Marchi, ex calciatore della Juventus e procuratore, è intervenuto ai microfoni di Radio BiancoNera:

Sugli otto Scudetti consecutivi?
"Sono un record e quando una squadra centra un record c'è solo da levarsi il capello e battere le mani. E' ovvio mangiando la stessa minestra dopo un po' ti viene voglia di mangiare qualcos'altro e la rincorsa per la Champions che non si alza da quelle parti da tanto tempo, è diventato un obiettivo e quasi un incubo. In Italia ha dimostrato la Juve di essere la più forte in tutti i sensi, sono stati bravi i dirigenti con Fabio in testa, per il quale ho tantissima stima, capaci di sostituire giocatori di livello mondiale con giocatori che comunque hanno mantenuto un livello altissimo permettendo di rivincere dei campionati, cosa non semplice perché anche altre squadre ci provano. E' ovvio che la Champions sia diventata ormai un incubo perché con l'arrivo di Cristiano Ronaldo, che per me è il numero in tutti i sensi, e altri ragazzi come Bonucci, però l'età avanza per tutti. La cosa importante è prendere eventuali sostituiti in difesa".

Su Baggio e Del Piero?
Del Piero non lo ho avuto come compagno, ma come avversario. Roberto era un genio, poesia, classe, l'aneddoto che posso ricordare è questo: quando giocammo la semifinale di Coppa Uefa a Parigi, noi vincemmo 2-1, allora bastava vincere 1-0, a noi mancava Kelher, una roccia in mezzo alla difesa e loro avevano giocatori straordinari. A poche ore dalla parita, Baggio era tranquillo in albergo sdraiato nel letto e io andavo avanti e dietro, lui preparava le partite con disinvoltura mentre io facevo una preparazione mentale diversa, quello era lo spirito di Roberto, in ogni momento anche sportivamente di grande tensione, per lui era gioco e divertimento. Noi eravamo comuni mortali, lui no".

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